"La logica del padrone", di Stefano Rodotà
Le mosse di Berlusconi sono da tempo prevedibili, perché appartengono ad una logica che egli ha trasferito nel mondo della politica senza mai farsi contagiare dal “senso delle istituzioni”. Non può sorprendere, quindi, l´ultimo suo proclama: «Dobbiamo cambiare la composizione della Corte costituzionale, dobbiamo cambiare i poteri del Presidente della Repubblica e, come avviene in tutti i governi occidentali, attribuire più poteri al governo del Presidente del Consiglio». Proprio le ultime parole sono rivelatrici. Scompare il “Governo della Repubblica”, di cui parla l´articolo 92 della Costituzione. Al suo posto viene insediato il “Governo del Presidente del Consiglio”, una formula che esprime la logica proprietaria dalla quale Berlusconi non ha mai voluto separarsi. L´imprenditore è fedele alle sue origini, e nel suo modo d´agire si ritrova la vecchia e di nuovo vitale formula secondo la quale “la democrazia si ferma alle porte dell´impresa”. Governare è esercizio di potere assoluto. Chi si presenta come un intralcio lungo questo cammino deve essere eliminato. Prevedibile o no, l´ultima accelerazione inquieta, assomiglia ad un assalto finale. Gli ostacoli li conosciamo. …
