Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Lo statuto della menzogna", di Giuseppe D'Avanzo

È imprudente credere che l´assassinio politico e mediatico acceso da Silvio Berlusconi – e riprodotto dai corifei, la Moratti per fare un nome – sia soltanto un artificio elettorale, quasi una necessità propagandista che non segnala alcuna eccezionalità o distorsione ma soltanto, e se si vuole tignare, il peculiare carattere animoso del nostro bipolarismo che si nutre di “risse”, “veleni”, “duelli”, “fuochi polemici”. Sostenere lietamente quest´argomento, come capita anche a qualche malaccorto progressista, è un abbaglio. Legittima la filastrocca di Arcore sulla “guerra civile” quando in campo si avvista un solo aggressore, Berlusconi. Quell´argomento più falso che minimalista dimentica che, distrutta la trama della realtà con la menzogna, chi stringe nelle sue mani potere politico, economico e mediatico può ridurre ogni istituzione – come ogni essere umano – a repliche dei suoi slogan ideologici, distruggendo ogni storia e ogni forma personale di vita, non rinunciando ad assassinare caratteri, in caso di ostilità o resistenza. È accaduto, per stare soltanto agli ultimi giorni, alla presidenza della Repubblica, alla Corte costituzionale, alla magistratura tutta, alla procura di …

"ThyssenKrupp, Confindustria chiede scusa alle famiglie", di Bruno Ugolini

Ci sono voluti tre giorni affinchè gli industriali capissero la gravità degli applausi di Bergamo. La dichiarazione del direttore Galli. La signora Marcegaglia, invece, non parla. La potente Confindustria che chiede scusa, compie un’autocritica. Non si ricordano precedenti. È successo in merito a quell’applauso da brividi rivolto, sabato scorso, al manager della Thyssen durante l’assemblea di imprenditori a Bergamo. Quel battimani era apparso come il plauso nei confronti di un condannato in prima istanza per omicidio volontario (sette vittime nell’acciaieria dislocata a Torino la notte del 6 dicembre 2007). Sono occorsi ben tre giorni di ripensamenti e ieri, finalmente, nel corso della trasmissione “Coffee Break” su La7, ecco le parole del direttore generale della Confindustria Giampaolo Galli: «L’applauso è stato sbagliato e inopportuno». E poi le scuse ai familiari delle vittime e all’opinione pubblica. Accompagnate dal goffo tentativo di trovare una motivazione parlando di «estrema incertezza del diritto in Italia». E ricordando un altro applauso rivolto a Emma Marcegaglia quando aveva affermato che ogni incidente sul lavoro »è una sconfitta per l’impresa». Una brutta storia …

"Draghi alla Bce sulla poltrona più scottante", di Mario Deaglio

Lo scarno annuncio dell’appoggio – quasi certamente decisivo – del governo tedesco alla candidatura di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, alla carica di presidente della Banca Centrale Europea (Bce) è stato dato, sicuramente per caso, nel giorno dell’arrivo ad Atene della delegazione dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, incaricata di concordare i termini della politica greca di austerità. E ha trovato la capitale greca paralizzata dall’ennesimo sciopero generale precisamente contro quella politica di austerità. Pochi giorni prima, l’Eurostat, l’istituto statistico europeo, ha certificato che il debito pubblico tedesco ha superato quello italiano in valore assoluto, divenendo il terzo del mondo. Draghi è stato quindi invitato ad accomodarsi su una poltrona che scotta, nel momento più difficile della storia dell’euro, in un quadro di generale confusione del mercato finanziario internazionale. Il debito greco è la punta di un iceberg che potrebbe sconvolgere il quadro politico-economico globale e non solo quello europeo: ci si accorge oggi che l’ammissione della Grecia nella zona euro è stata avventata e che la Grecia si trova in una situazione …

"La regola dell'insulto", di Nadia Urbinati

La moderata sindaco uscente di Milano, Letizia Moratti, ha usato un´arma immoderata nel duello mediatico con il candidato Giuliano Pisapia. Ha messo da parte argomenti politici sui temi che riguardano le elezioni comunali e ha lanciato un attacco alla persona di Pisapia, con risvolti che vanno al di là della candidatura a Palazzo Marino. L´arma è quella che si chiama demolizione dell´avversario politico. Nel caso in questione, Moratti ha accusato Pisapia di essere stato responsabile di un furto, citando una vecchia sentenza della Corte d´assise che dichiarava il reato estinto per amnistia. Non ha però detto che Pisapia non si è accontentato dell´amnistia ma ha presentato appello perché voleva essere riconosciuto innocente, come era. La strategia della mezza verità, dell´informazione non completa, ha il compito di mettere l´avversario sotto una luce opaca. Inoltre, poiché è basata sull´effetto-immediatezza del percepito, è una strategia che punta sull´efficacia della prima notizia: la precisazione verrà comunque dopo e non sarà altrettanto efficace negli effetti emotivi. Non avrà probabilmente la stessa attenzione d´ascolto e può non essere ascoltata o essere …

"Italia, poco salario e tante tasse", di Luigi Grassia

L’Italia resta molto in basso, fra i Paesi più industrializzati, nella classifica dei salari netti, ma non riesce neanche ad approfittarne per essere più competitiva, perché si piazza sciaguratamente ai primi posti per il prelievo fiscale (tasse e contributi si mangiano quasi il 47 per cento del lordo) e così a un modesto potere d’acquisto per i lavoratori si associa un alto costo del lavoro per le imprese, la peggior combinazione possibile. L’Ocse associa i 34 Paesi più avanzati dell’Occidente, cioè dell’Europa e del Nord America con l’aggiunta (stiracchiando un po’ la geografia) del Giappone, della Corea del Sud, dell’Australia e della Nuova Zelanda e altri sparsi qui e là. Fra questi trentaquattro il Belpaese nel 2010 si è collocato al 22˚ posto e si tratta già di un miglioramento perché ha approfittato dello sconquasso finanziario di Atene per scavalcare la derelitta Grecia (nel 2009 ci accontentavamo del 23˚ gradino). Dietro di noi ci sono gli altri Stati dell’Occidente più squassati dalla crisi (Islanda e Portogallo, però non la Spagna, che fa meglio di noi …

“Distratti dallo show”, di Concita De Gregorio

Ci sono giorni in cui si resta ammutoliti. Viene da ridere, poi da piangere, poi da non crederci. Magari è una questione di dosaggi, si sente dire da qualcuno: sarà un nuovo farmaco, un elisir di lunga vita con effetti collaterali. Spettatori di una decadenza psicofisica pirotecnica, tutti a commentare l’ultima come se non ci riguardasse come se fosse una soap, sentiamo cosa spara oggi. Tutti a farsi scandire il tempo dallo show, distratti a vita dai suoi numeri. In fondo persino nel giorno in cui dice che vuole portare i sacchi di immondizia in procura, che vuole più poteri di Napolitano e che i leader della sinistra non si lavano – così, tutto insieme, in sequenza, la riforma costituzionale Bersani puzzolente i giudici che sono un cancro e la sapete l’ultima sui negri, mancano solo le corna le puzzette a ritmo di swing e una tarantella coi rutti – ecco persino in un giorno così, anzi soprattutto davanti all’evidenza patetica di una maschera grottesca, quello che davvero stringe il cuore e fa montare la …

"Strategie e furori elettorali", di Michele Ainis

Riassumendo: i pm di Milano sono un cancro, quelli di Napoli una discarica. I parlamentari sono altrettanti perditempo, ma l’ozio in questo caso produce un doppio effetto: quelli di destra diventano alienati, perché hanno lasciato fior di professioni per servire il Palazzo; quelli di sinistra si trasformano in alieni. Gli alieni di sinistra puzzano, avendo litigato col sapone. Ma stonano anche il Csm, il capo dello Stato, la Consulta. O comunque sa di congiura questo loro accanimento contro la volontà del popolo sovrano, espressa dal megafono del leader. E allora basta con le lungaggini procedurali in Parlamento. Basta con le pignolerie costituzionali. Basta con questa Corte che abroga le leggi (in realtà le annulla, presidente). E già che ci siamo, basta pure con l’altro presidente: è sufficiente quello del Consiglio, l’altro ormai è di troppo. Vabbé, siamo in campagna elettorale, e si è aperta una gara a chi la spara più grossa. Vabbé, la paura fa novanta, e c’è il rischio che il voto non vada bene. Ma il guaio è che in Italia la …