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"La Libia, il governo, l'Italia", di Marina Sereni

Non è la prima volta che la politica estera, e in particolare l’uso della forza da parte della comunità internazionale, diviene terreno di distinzione all’interno di una maggioranza di governo. La Lega espresse già sulla ex-Yugoslavia un atteggiamento del tutto diverso rispetto agli alleati del centrodestra di allora. L’Unione attraversò su questo nodo più di un momento critico nell’ultima esperienza del Governo Prodi, per le posizioni presenti nelle forze della cosiddetta “sinistra radicale”. Tuttavia i toni e i protagonisti che si confrontano in questi giorni sul ruolo dell’Italia nella missione internazionale in Libia hanno un carattere diverso e manifestano in tutta la sua profondità il logoramento irreparabile di un’esperienza di governo fondata sul rapporto Berlusconi-Bossi (più che sull’asse Pdl-Lega). Sin dall’inizio della crisi libica il Governo ha mostrato incertezze e contraddizioni inconcepibili per un Paese importante come il nostro. Certo, tutto l’Occidente, e l’Europa in particolare, è stato colto impreparato dalla “primavera araba”. Ancora oggi poco sappiamo e poco riflettiamo sui movimenti in atto e sui mutamenti in corso. La notizia di un accordo tra …

"Politica estera: Quirinale garante", di Stefano Folli

Se si esclude una battuta del ministro Calderoli («si va di male in peggio»), ieri la Lega non ha buttato altra benzina sul fuoco in cui arde la politica estera dell’Italia. Non è poco, pensando che proprio ieri i Tornado hanno volato per la prima volta con il loro carico di bombe nel cielo sopra Misurata. Quando un partito vuole dissociarsi e provocare la caduta del governo di cui fa parte, di solito insiste, alza il tono, non dà tregua. Viceversa, Bossi e i suoi, pur nella loro irritazione, hanno evitato di compiere altri passi verso la crisi e sembrano in attesa; mentre l’offensiva di carta è affidata alla “Padania”, il foglio che riflette gli umori della base. Un altro dato: non è in vista, almeno fino a stamane, alcun autonomo documento leghista per la seduta di martedì alla Camera. Ci sono le mozioni delle diverse opposizioni, ma non c’è il testo che segnerebbe la vera, irrimediabile frattura fra il Carroccio e il governo Berlusconi. Questo non significa che il peggio sia passato. Al contrario, …

"I risultati della xenofobia", di Gad Lerner

Convinta fino a ieri di veleggiare trionfalmente, in sintonia con gli umori popolari e lo spirito dei tempi, la Lega d´un colpo s´imbatte nella maledizione della politica. Vent´anni dopo, non si può permettere di tornare all´opposizione. Ma l´abuso propagandistico dello strumento legislativo, adoperato come orpello simbolico a prescindere dalla sua funzionalità, quasi che le istituzioni potessero impregnarsi di stati d´animo, ora rivela platealmente i suoi limiti. In poche settimane il popolo cui veniva promessa la salvaguardia dall´”invasione straniera” ha visto sbriciolarsi l´architrave normativo della xenofobia leghista. La partnership con il dittatore-amico Gheddafi ridotta a carta straccia; la pena detentiva per chi non ottempera al decreto di espulsione bocciata dalla Corte di Giustizia dell´Unione europea. Una sequenza inesorabile perché il vento della storia soffia in tutt´altra direzione, e la rendita parassitaria sugli effetti perduranti del terrorismo islamico non basta più a orientare la rotta, trascorso un decennio dall´11 settembre 2001. Sta inceppandosi il meccanismo di accumulazione leghista: protesta e potere sono addendi che alla lunga non si sommano neppure dietro la maschera del populismo. Né si …

"Rinnovabili, il governo non cede oggi arriva il decreto ma le Regioni già lo bocciano", di Antonio Cianciullo

Le Regioni lo hanno bocciato, il Parlamento all´unanimità ha chiesto di modificarlo, il governo va avanti con il decreto soprannominato «ammazza rinnovabili». Oggi, ha annunciato il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, il testo sarà reso noto, ma la giornata di ieri ha chiarito il segno dell´operazione. «Questo decreto non risolve il problema dei diritti acquisiti e la riduzione degli incentivi ci sembra troppo brusca», ha sintetizzato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. Il parere della Conferenza Stato-Regioni non è vincolante, ha ribattuto Romani. Si profila dunque una chiusura muscolare della trattativa che rischia di creare complicazioni di non poco conto. Il responsabile energia della Cgil, Antonio Filippi, ha ricordato che «questo testo ha avuto il parere negativo delle Regioni, della maggioranza delle imprese del fotovoltaico, del commissario europeo per l´Energia, del sindacato. Vogliono andare avanti? Ma chi pagherà le multe di Bruxelles per il mancato raggiungimento degli obiettivi europei?» «E´ singolare che il governo ignori anche il parere della maggioranza che lo sostiene», commenta Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd. «Il …

"Pronta una nuova «porcellata» La firma Quagliarello del Pdl", di Claudia Fusani

Ci sarà anche tanto tempo, come assicurano a destra e a sinistra «che tanto mica si va votare prima del 2013». Ma il Pdl vuol essere pronto viste, anche, le fibrillazioni che diventano scosse quasi giornaliere ad alta frequenza. Così non è un caso che proprio in questi giorni in Commissione Affari costituzionali del Senato faccia capolino la nuova proposta di legge elettorale del pdl. Nuova nel senso che, spiega Carlo Vizzini presidente della Commissione Affari Costituzionali, «sostituisce, con un testo condiviso, tutte quelle presentate finora da membri della maggioranza in ordine sparso». E «risolutiva » perché tra i punti dirimenti, aggiunge Vizzini, «è previsto il premio di maggioranza al Senato in modo da evitare quel meccanismo dell’anatra zoppa che con la legge attuale dà una maggioranza garantita alla Camera ma non al Senato». Il testo del pdl, primi firmatari Quagliariello e Gasparri , ha quindi come obiettivo quello di venire incontro alla esigenze di governabilità e stabilità dell’esecutivo che è, tra gli altri, uno dei motivi per cui lo stesso Berlusconi ha evitato per …

Documento di Economia e Finanza (DEF) 2011 – Relazione dell'on. Pier Paolo Baretta (PD)

Signor Presidente, Onorevoli colleghi, la discussione di oggi avrebbe meritato una ben maggiore attenzione da parte della camera dei Deputati e nell’opinione pubblica. Le scelte che stiamo per compiere potranno segnare le prospettive economiche e sociali del nostro Paese oltre la attuale negativa congiuntura. La introduzione, infatti, della nuova governance comunitaria – il “semestre europeo” – si proporne, con la presentazione da parte degli Stati membri, in tempi prestabiliti, del DEF (comprendente il Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforme), di rafforzare il coordinamento preventivo (“ex ante”) delle politiche economiche e di bilancio nazionali, nonché la sorveglianza macro-economica e fiscale. Ciò ha comportato la necessità di modificare la normativa contabile nazionale, ed è quel che abbiamo fatto poche settimane fa con legge 7 aprile 2011, n. 39, che ha adeguato la pur recente 196. Sono novità importanti che richiamano la esigenza di accelerare il processo di unificazione anche politica dell’Unione Europea. Il punto di partenza è l’affermarsi di una cultura economica che prenda coscienza del fatto che misure di stabilizzazione, necessarie e coraggiose, …

Reato di clandestinità: arriva la bocciatura europea

Per la Corte di Giustizia della Ue è in contrasto con la direttiva sui rimpatri nel “rispetto dei diritti fondamentali”. Gozi: ”Sono due anni che chiediamo al governo di recepire la direttiva Ue sui rimpatri. Altro che processo breve e testamento biologico”. Nuova bocciatura dell’Unione europea al governo italiano. Questa volta è la Corte di Giustizia della Ue ha giudicare sbagliata la norma italiana sul reato di clandestinità, introdotto nel nostro ordinamento dal cosiddetto Pacchetto sicurezza del 2009. La legge che prevede il carcere per gli immigrati irregolari è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri dei clandestini. In una nota della Corte si legge che non può essere oggetto di reclusione “il cittadino di un paese terzo in soggiorno irregolare che non si sia conformato a un ordine di lasciare il territorio nazionale”. Per la direttiva europea la carcerazione compromette l’obiettivo “di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali”. Secondo i giudici europei, “gli Stati membri non possono introdurre, al fine di ovviare all’insuccesso delle misure …