Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Sacrificati i diritti dei giovani", di Elsa Fornero

Che l’Italia sia un Paese che tiene i suoi giovani in scarsa considerazione è risaputo, avendo ogni giorno di più la riprova di quanto tenaci siano le resistenze delle generazioni più anziane a rinunciare a qualche privilegio. Un ennesimo esempio viene dalle sentenze della Cassazione che, in materia di previdenza dei liberi professionisti, salvano i diritti acquisiti a danno delle esigenze di riforma e del patto intergenerazionale. Le sentenze, infatti, accolgono il ricorso di iscritti alla Cassa dei ragionieri contro la decisione di quest’ultima di liquidare la pensione non più sulla base di una media dei 15 migliori redditi degli ultimi 20 anni di contribuzione, bensì della meno cospicua media dei redditi di tutta la vita (con l’ulteriore limite di una differenza massima del 20% a sfavore della seconda modalità). Al di là degli aspetti tecnici, non vi è dubbio che si tratti di una rinnovata difesa della categoria dei “diritti acquisiti”, al cui altare molti diritti, non ancora acquisiti, delle generazioni giovani e future sono stati sacrificati, e molte disparità di trattamento, ingiustificabili sul …

Bersani: "Sulle riforme Tremonti racconta favole, arriva una manovra da 39 miliardi"

Confindustria boccia il Piano nazionale per le riforme del governo:”Deludente, nulla crescita e competitività” Fassina: “Berlusconi non è capace a fare riforme”. “Il Piano nazionale per le riforme (Pnr) è deludente per quanto attiene alle azioni concrete per crescita e competitività. Serve uno scatto di orgoglio per affrontare le urgenze del Paese”. Questa volta non è solo l’opposizione a bocciare la programmazione economica del governo ma la Confindustria per bocca del dg Giampaolo Galli, in audizione difronte alle Commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato in seduta congiunta. Pier Luigi Bersani rilancia e denuncia la stangata che sta per arrivare: “Adesso ci stanno raccontando un’altra favola -ha detto il segretario del Pd durante una manifestazione dello Spi Cgil – nelle quattro paginette che ha presentato Tremonti ci sono due o tre tabelle che dicono che da qui al 2014 serviranno manovre per 39 miliardi di euro. Dove li andiamo a prendere questi soldi? E’ ora di fare una riforma fiscale seria. Non è possibile che l’80% dell’Irpef lo paghino lavoratori e pensionati. Allora chiamiamola …

"Mafia a due facce sulla via Emilia", di Roberto Galullo

L’economia criminale in Emilia Romagna è impressa su una moneta a due facce. Testa è quella tribale, violenta, che vessa e intimidisce. Croce è quella raffinata, nata dal matrimonio tra colletti bianchi e mafie, che blandisce e inquina. Su qualunque faccia cada questa moneta, il risultato è sempre lo stesso: la regione è diventata ormai una terra di frontiera per la criminalità organizzata che qui sverna da almeno 40 anni. Ad affermarlo alto e forte è il capo della Procura della Repubblica di Bologna, Roberto Alfonso, arrivato nel capoluogo nel 2009 dopo 15 anni trascorsi come sostituto alla Procura nazionale antimafia. Il grido d’allarme è giunto il 22 febbraio, giorno in cui nel Riminese erano state arrestate 10 persone vicine al clan dei Casalesi, che in Riviera può persino contare su un ufficiale di collegamento con le altre mafie – ‘ndrangheta in primis, ma anche Cosa nostra e perfino le mafie straniere, a partire da quella russa, che qui investe con spocchia anche se nessuno è mai riuscito ancora a dimostrarne le infiltrazioni. «Tanto c’è …

"Le riforme immobili", di Tito Boeri

«Si tratta di azioni e risorse già previste». Insomma, state cercando di venderci cose già fatte (e risorse già stanziate) spacciandole per nuove. È un´affermazione ricorrente nell´audizione di Confindustria alle commissioni di Camera e Senato. Le due commissioni si sono riunite ieri per discutere i documenti preparati dal governo per il cosiddetto semestre europeo. Le 465 pagine elaborate dall´esecutivo lasciano in effetti poca speranza. L´esame rivela che l´acronimo Pnr dovrebbe essere declinato come “Proprio nessuna riforma”. Del Piano nazionale delle riforme non c´è traccia se non nel senso che si prevedono piani (sul lavoro, la conciliazione tra lavoro e famiglia, etc.), insomma piani che generano altri piani. Doveva delineare un piano d´azione per i prossimi tre anni. Ma la politica economica contemplata da qui a fine legislatura ha come obiettivo strategico il rinvio ai posteri di manovre molto pesanti senza avere nel frattempo varato alcun provvedimento favorevole alla crescita, quindi tale da ridurre l´entità dell´aggiustamento dei conti pubblici necessario dal 2013 in poi. Vediamo i numeri. Il governo in carica nella prossima legislatura dovrà immediatamente …

"Il premier si toglie un peso", di Marcello Sorgi

Non capita molto spesso che Berlusconi e Bersani possano brindare insieme, ma stavolta invece sì. La decisione del governo di cancellare i piani per il nucleare, pur salvando l’Agenzia preposta al settore per non dare la sensazione di una completa (e prematura) smobilitazione, annulla di fatto il referendum promosso in materia da Di Pietro e dagli ambientalisti. Anche se sarà la Corte di Cassazione a doversi pronunciare per sospendere materialmente la consultazione, la delusione dei promotori, accompagnata dalla moderata soddisfazione del Pd e dal silenzio governativo (è sempre spiacevole dover ammettere di esser tornati sui propri passi), lasciavano intendere già ieri che la sorte del referendum è segnata. E con quello del voto sul nucleare, probabilmente, anche il destino degli altri due, sul legittimo impedimento e sulla privatizzazione dei servizi di distribuzione dell’acqua. L’unione di tre argomenti così eterogenei era stata considerata strategica per tentare di superare, dopo quasi tredici anni, l’endemica crisi attraversata dalle consultazioni referendarie, tutte fallite negli ultimi tempi perché l’affluenza alle urne non ha più raggiunto la fatidica soglia della metà …

"I professionisti del trucco", di Giovanni Valentini

Nell´incauta megalomania sviluppista del governo in carica, il piano nucleare aveva assunto il valore emblematico di una “guerra santa”, una crociata per affrancare l´Italia dalla dipendenza energetica e restituirla alle “magnifiche sorti e progressive” di una vagheggiata ripresa economica. Ora, dunque, lo stop alla proliferazione delle centrali atomiche non è soltanto un dietrofront, una retromarcia, una ritirata strategica per non urtare la corrente d´opinione alimentata dall´incubo di Fukushima ed evitare così il referendum in calendario a metà giugno. È anche l´ammissione esplicita di una sconfitta annunciata. Una fuga dalle responsabilità. Una dichiarazione di impotenza programmatica. Ma è soprattutto la più smaccata e plateale rinuncia a governare un processo di crescita economica e sociale, in una prospettiva responsabile di sostenibilità: cioè di rispetto dell´ambiente, della sicurezza e della salute collettiva. Tanto il nucleare era diventato il perno di una “politica generale” per la maggioranza parlamentare di centrodestra, quanto appare adesso l´opzione scellerata e impraticabile di un´effettiva minoranza elettorale. Forse non c´è metro di paragone più concreto e preciso per misurare la distanza fra Paese (il) legale …

Bersani: «Serve un concorso di forze ampie. C’è il rischio di vedere Berlusconi al Quirinale», di Maria Zegarelli

«Napolitano ha ragione. Io sono sicuro che la Milano democratica saprà rispondere». Il Pd rilancia: «Un’alleanza tra moderati e progressisti». «Il tramonto di Berlusconi sarà drammatico». Bersani definisce «sacrosante» le parole di Napolitano. Alle opposizioni: «Serve un’alleanza tra le forze progressiste e moderate per sconfiggere il berlusconismo». «Sacrosante e precise», le parole di Giorgio Napolitano, reale il rischio «di pericolose degenerazioni» evocate dal Capo dello Stato, perché «siamo dentro a questa degenerazione, certamente». Pier Luigi Bersani commenta così il duro monito del presidente delle Repubblica e definisce «vergognoso» l’episodio dei manifesti contro i magistrati a Milano, «le destre stanno seminando mentalità barbarica e anticostituzionale» aggiunge parlando ad una iniziativa elettorale a Civitanova Marche. È alla luce di questo che secondo il segretario dei democratici è necessaria una coalizione elettorale fra le forze progressiste e moderate del Paese, «non sante alleanze», ma un cartello forte e unito «perché se ci si divide, con un solo voto in più Berlusconi può fare il presidente della Repubblica il prossimo giro». Il Berlusconismo non si esaurirà con l’uscita da …