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Napolitano marca le distanze: Il Colle non scende in guerra", di Marcella Ciarnelli

Nessuna eco al Quirinale dell’iniziativa di Remigio Ceroni. Anche fosse farina del sacco di qualcun altro, non sono certo questi argomenti a muovere gli interventi di Napolitano. Che non abbocca alle brame di guerra altrui. L’iniziativa «personale» del deputato Remigio Ceroni non ha trovato alcuna eco al Quirinale nonostante il fin qui sconosciuto, a dispetto del suo stare praticamente sempre in Parlamento, parlamentare marchigiano abbia chiamato in causa esplicitamente il presidente Napolitano parlando di «ingerenza inaccettabile» a proposito dell’iter di alcune leggi. Silenzio al Colle. In una situazione come quella di questi giorni, in cui appare sempre più evidente il desiderio di vedergli compiere un errore, di vedergli, per così dire un’invasione di campo, il Capo dello Stato era abbastanza scontato che non intervenisse in alcun modo sulla iniziativa, legittima anche se sorprendente, dell’onorevole. Non restava davanti ad essa, un altro segnale di quella voglia di creare un clima di tensione, di impegnarsi in piccole ma significative prove di forza, che mantenere un giusto distacco. Pena l’accusa di non riconoscere ad un eletto dal popolo …

"La plastica istituzionale", di Michele Ainis

Potremmo iscrivere alla fiera dell’ovvio la proposta dell’onorevole Ceroni, benché il Palazzo l’abbia salutata con fragore. Potremmo gettare nel cestino dei farmaci scaduti quest’ultima iniezione ri-costituente. A che serve infatti dichiarare — già nel primo articolo della nostra Carta — che il Parlamento è l’organo centrale del sistema, che per suo tramite s’esprime la volontà del popolo, che il popolo a sua volta designa deputati e senatori attraverso un rito elettorale? Magari può servire a ricordarci che in quel posto lì ci si va per elezione, non per cooptazione, non per nomina d’un signorotto di partito, come c’è scritto nel «Porcellum» . Ma tutto il resto è già nero su bianco nella Costituzione: articoli 55 e seguenti. Basta sfogliarne qualche pagina, dopotutto non è una gran fatica. Le leggi inutili, diceva Montesquieu, indeboliscono quelle necessarie. E infatti almeno un quarto del tempo speso dai costituenti nel 1947 fu dedicato a interrogarsi su quanto avesse titolo per entrare nella Carta, allo scopo di non sottrarle dignità e prestigio. Scrupoli d’altri tempi, diremmo col senno di poi. …

"La maggioranza senza freni", di Claudio Tito

In quella che Silvio Berlusconi ormai chiama la «guerra» contro i magistrati, sembra tutto possibile. La maggioranza di centrodestra si presenta in Parlamento e all´opinione pubblica sollevata da qualsiasi freno inibitorio. Alla ricerca dell´arma più efficace per vincere la battaglia finale. La Costituzione e le basilari norme del diritto diventano così un intralcio da superare con repentine e fantasiose riforme. E in questa affannosa rincorsa, il centrodestra non ha alcuna preoccupazione di quel che sarà l´assetto istituzionale del prossimo futuro. Anzi, la “casa comune” che ha ospitato l´intera collettività dal 1948 diventa un edificio da abbattere per ricostruirne un altro a immagine e somiglianza della sola maggioranza. Perché tutto è possibile. Diventa possibile persino che un singolo deputato della compagine berlusconiana decida di depositare una proposta di legge al fine di scardinare alla base la nostra Carta fondamentale. Per sovraordinare il Parlamento e quindi il potere legislativo a quasi tutti gli altri poteri dello Stato: a cominciare da quello giudiziario. I magistrati, il Csm, la Corte costituzionale, il presidente della Repubblica diventerebbero tutti soggetti alle …

Franceschini: "grave il silenzio del premier", intervista di Nino Bertoloni Meli

«Il silenzio di Berlusconi sui manifesti contro i giudici milanesi si commenta da solo». Dario Franceschini punta il dito all`indirizzo del premier. Anche se il reo confesso Lassini, pressato da più parti, ha annunciato di volersi ritirare, cosa che in serata ha poi fatto, il capogruppo del Pd alla Camera non intende far cadere la questione. «Il tutto è avvenuto all`intemo di un clima ostile contro la magistratura, inutile girarci attorno». Il capogruppo del Pd alla Camera ha parole di apprezzamento per Giorgio Napolitano, «le sue frasi nette e inequivocabili hanno consentito una riscossa e hanno impedito che si archiviasse subito la faccenda di quei manifesti ignobili di Milano derubricandola a colpo di testa di un candidato qualsiasi»; e ricorda, Franceschini, di aver voluto leggere in aula la lettera di Galli, figlio di un giudice ucciso dalle Br, prima che venisse resa pubblica la nota ufficiale del Quirinale, «anche per evitare strumentalizzazioni che dal Pdl in materia non difettano mai». Franceschini ha terminato la sua ultima fatica letteraria, il suo terzo romanzo dal titolo ‘Daccapo’ …

"Occupazione giovanile. Troppi laureati. La favola reazionaria del ministro Tremonti", di Pietro Greco

I ragazzi italiani con laurea sono il 19% Nella Ue il 30%. È una favola. Reazionaria. È una favola quella che in questi giorni vanno raccontando non solo il (recidivo) ministro dell’Economia, ma anche sociologi ed economisti di grande notorietà, secondo cui nel nostro Paese ci sono «troppi» laureati e che un giovane italiano su tre è disoccupato perché, a causa della sua cultura, rifiuta il lavoro manuale. Che, invece, ci sarebbe. Basta fare una banale analisi comparata – sulla base di dati dell’Ocse o di Eurostat – per verificare, invece, che è esattamente il contrario. In Italia i laureati sono troppo pochi: appena il 13% della popolazione tra i 25 e i 64 anni. Contro il 24% della Germania, il 26% della Francia, il 28% della Spagna, il 31% della Gran Bretagna. Anche i giovani laureati sono troppo pochi: i ragazzi italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni con la laurea sono il 19%, contro il 30% degli altri Paesi europei e il 60% della Corea del Sud. Non è …

"Giudici-Br, premier dixit", di Mario Lavia

Miguel Mora è uno dei migliori corrispondenti esteri da Roma, scrive per El Pais, molti ricorderanno un suo scontro con il premier italiano durante una conferenza stampa del settembre 2009 – era l’epoca di quel caso D’Addario che oggi fa quasi tenerezza rispetto a quello che è successo dopo. Domenica il quotidiano spagnolo ha pubblicato due pagine di Mora per raccontare l’ormai famosa cena del 12 aprile con i giornalisti stranieri. Un concentrato il cui ingrediente più pepato sta nella frase: «Le Brigate rosse usavano i mitra, i procuratori usano il potere della giustizia contro la democrazia». Frase non smentita da palazzo Chigi. Dunque, vera. E d’altronde dal fortino berlusconiano non si era nemmeno smentita un’altra ricostruzione, stavolta non di un giornale progressista ma addirittura di Libero che il 6 aprile aveva dato notizia di un ennesimo sfogo nel quale il premier aveva detto «i giudici agiscono come i brigatisti». Nulla di nuovo, pertanto. Ci sono tanti deputati del Pdl che di fronte a queste evidenze allargano le braccia: «E dove sta la notizia? Berlusconi, …

Nucleare, il dietro front del governo è una vittoria del Pd

Bersani: “Ora il governo risponda sulle energie rinnovabili, noi lavoreremo per raggiungere il quorum perché vogliono depotenziare il referendum”. E annuncia un question time sulle politiche energetiche. Finocchiaro: “Il governo vuole nascondere il suo fallimento aggirando il voto”. Bianchi: “Vigileremo perché la marcia indietro sia definitiva, ora un piano energetico nazionale”. “Sul nucleare il governo con ogni evidenza scappa dalle sue stesse decisioni, è una vittoria del PD”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, al termine della riunione della segreteria ha commentato la notizia che il Governo ha deciso di soprassedere sul programma nucleare e ha inserito nella moratoria già prevista nel decreto legge omnibus, all’esame dell’aula del Senato, l’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari nel Paese. ”Credo che questa – ha proseguito il segretario- sia in ogni caso una vittoria nostra, di chi già prima dell’incidente in Giappone aveva messo in luce l’assurdità del piano così come il governo lo aveva concepito. Per noi è positivo ma non è abbastanza, perché è chiaro che il governo …