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"Firme false alle regionali: 10 indagati in Lombardia", di Angelo Mincuzzi

È una tegola pesante quella che si abbatte sul presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Una decina di consiglieri regionali e provinciali della maggioranza di centro-destra sono indagati dalla procura di Milano per falso ideologico nell’inchiesta sulle firme false presentate a sostegno della lista Formigoni nelle elezioni del 28 e 29 marzo 2010. Una vicenda che si interseca con il Ruby-gate, perché nel listino bloccato “Per la Lombardia”, che raccolse il 56,11% dei voti, fu inserita all’ultimo momento la show girl ed ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, Nicole Minetti. Una decisione imposta dallo stesso presidente del Consiglio e che è alla base della catena di avvenimenti che ha portato ieri i dieci consiglieri regionali e provinciali del Pdl a ricevere un invito a comparire davanti al procuratore aggiunto Alfredo Robledo. L’inchiesta è nata da un esposto dei Radicali, che avevano consegnato al magistrato una copia di circa 500 firme ritenute false in seguito a una perizia grafologica. Nelle scorse settimane Robledo ha convocato uno per uno i nominativi ritenuti sospetti e ha scoperto che …

"La cornice del nulla", di Luigi Spaventa

Due giorni fa il Consiglio dei ministri, pressato dalle urgenze del processo breve, ha approvato in meno di 60 minuti il Documento di economia e finanza (Def) 2011 presentato dal ministro dell´Economia. Si compone, il Documento, di tre volumi (con un´appendice): uno con il programma di stabilità, uno sulle analisi e tendenze della finanza pubblica e un Piano nazionale di riforma (Pnr), per un totale di circa 400 pagine (al netto delle comuni premesse), che occupano, elettronicamente, circa 11 Mb. Si è proceduto con troppa fretta? Non necessariamente. Per certo, la lettura del Pnr, il volume più corposo, è apparentemente ostica. Attento studio parrebbe necessario per comprendere gli incroci fra una complessa tassonomia di azioni e misure e le classificazioni comunitarie ispirate a Lisbona: fin quando ci si rende conto che quelle comunitarie sono solo cornici al nulla. Così, si apprende che, ma non si comprende come, abbiamo sinora attuato 87 (ottantasette) “azioni prioritarie discendenti dall´annual growth survey e dagli specifici impegni di policy del patto europlus”. Si voltano allora le pagine con ansia per …

"La politica una questione personale", di Michele Brambilla

Il presidente del Consiglio che riunisce i capigruppo di maggioranza e fissa il calendario dei prossimi impegni di governo aggiungendo – al processo breve appena messo in cassaforte – la legge sulle intercettazioni e la riforma della magistratura, è in fondo l’immagine di quella che è ormai diventata la politica italiana: una questione personale. E l’immagine è tanto più sconfortante per il Paese se si considera che più nessuno si stupisce di questa privatizzazione della vita pubblica. Ormai siamo tutti abituati, assuefatti, rassegnati. Che cos’è infatti diventata la politica italiana se non una battaglia pro o contro una sola persona, Silvio Berlusconi? Tutto ruota attorno a lui. L’attività del governo e quella del Parlamento, le inchieste più importanti della magistratura, le manifestazioni di piazza e le battaglie dei giornali, le diatribe interne ai partiti. Perfino la nostra tradizionale religione popolare, il calcio, ne è condizionata: ci si chiede quanti punti di gradimento valga uno scudetto, e quanti l’acquisto di Cristiano Ronaldo. Lui, lui, sempre e solo lui: in Italia non si parla d’altro e non …

"L'ultima difesa", di Massimo Giannini

La trentottesima legge ad personam appena varata dalla Camera è l´espediente giuridico per un imputato eccellente, ma anche il ricostituente politico per un centrodestra agonizzante. Rianimato dall´atto di forza imposto al Parlamento, il presidente del Consiglio può rilanciare la fase che gli è più congeniale: quella del berlusconismo «da combattimento». Non basta il via libera sulla prescrizione breve che lo può salvare dal processo Mills, ottenuto da un´aula di Montecitorio militarizzata dai capigruppo forzaleghisti e svilita dalla compravendita dei “responsabili”. Non basta il dissennato disegno di legge sul “processo lungo” che lo può proteggere dalle sentenze su Ruby, Mediaset e Mediatrade, e che nel frattempo i “volonterosi carnefici” del premier stanno portando avanti al Senato con sprezzo assoluto dell´armonia ordinamentale e dell´economia processuale. Non basta la falsa «riforma epocale della giustizia» che il Guardasigilli Alfano gli ha confezionato, per punire i magistrati, per ingannare l´opposizione politica e per distrarre l´opinione pubblica. Il premier annuncia già la prossima battaglia. Vuole anche la legge-bavaglio, cioè la norma che limita drasticamente l´uso delle intercettazioni. Non c´è limite a …

"La Lega nell’angolo fa la faccia feroce", di Fabrizia Bagozzi

A Pantelleria due donne affogate a pochi passi dalla riva. Mentre a Pantelleria si consuma l’ennesimo dramma della boat people – due morti e due dispersi durante un’operazione di soccorso di un barcone con a bordo 250 persone provenienti dalla Libia – la Lega e Berlusconi, chiusi nel cul de sac dell’emergenza immigrazione, tentano, ognuno a suo modo, la carta della rassicurazione, provano a dire che va tutto bene: grazie a Barroso l’Ue si sta muovendo, i permessi temporanei sono conformi a Schengen, l’accordo con la Tunisia sta funzionando perché i rimpatri concordati procedono. Il Cavaliere lo fa in modo soft, anche blandendo i Padani. E in conferenza stampa a palazzo Chigi mette un braccio sulla spalla di un Calderoli che fa buon viso a cattivo gioco: «Dopo alcune resistenze, la Lega ha dato grande disponibilità ad accogliere i migranti, ma naturalmente il principio è che tutti quelli che arrivano li dobbiamo rimandare indietro». Ma il Carroccio, invece, non è soft per niente. E dopo Castelli che ha evocato il possibile ricorso alle armi, tocca …

Bersani: «Antipolitica? Altra faccia del populismo» di Miguel Gotor e Claudio Sardo

«L’antipolitica? È l’altra faccia del populismo». Lo dice Pier Luigi Bersani in «Per una buona ragione», il libro-intervista al segretario del Pd a cura di Miguel Gotor e Claudio Sardo che esce oggi per i Saggi Tascabili Laterza (pagine 208, euro 12,00). In questo passaggio, l’analisi delle origini della sfiducia nella politica ed i suoi esiti. È il manifesto politico, culturale e civile di Bersani, che in queste pagine parla per la prima volta in un libro dell’Italia e del Pd nel tempo della crisi economica e dei grandi mutamenti della globalizzazione. Compresi gli errori del centrosinistra, l’involuzione plebiscitaria e gli squilibri sociali del Paese. Gli affanni della democrazia hanno una dimensione globale, ma in Italia hanno assunto caratteri specifici. La transizione istituzionale, avviata nel nome della democrazia diretta dopo l’esplosione di Tangentopoli, e il successo dei referendum elettorali hanno prodotto un «presidenzialismo di fatto» che mortifica il Parlamento e un bipolarismo di coalizione che non garantisce governi efficaci. Qual è la sua lettura di questa ormai lunga stagione? «Con la torsione plebiscitaria che Silvio …

"Ma l’opposizione c’è", di Mario Lavia

Ma l’opposizione c’è Quando uno come Scilipoti fa finta di inserire al contrario la tessera con cui si vota, come per suggerire ai suoi padroni “guardate, posso anche non votare col governo”, certo, ti cascano le braccia. Perché poi “Munnizza”, come è stato carinamente ribattezzato dai dipietristi, si sa che vota e voterà per Berlusconi, il suo futuro e la sua paga lì stanno. E dunque, stai lì giorni e giorni, disciplinatamente, pronto a fare casino ogni volta che puoi, e niente, l’orribile legge ad personam passa, tu hai perso e loro hanno vinto, la forza dei numeri ce l’hanno, ma non quella della ragione, come dice Castagnetti, e allora del diritto si fa strage. Ma alla fine della battaglia di Montecitorio – non è la prima e non sarà l’ultima – va detto che i deputati dell’opposizione sono stati bravissimi, che hanno scritto una buona pagina di vita parlamentare, che sono comunque riusciti a mettere sotto i riflettori l’inconsistenza di merito della legge e anzi la sua intrinseca logica arrogante e a beneficio del …