"Politica industriale? Su vasta scala", di Pier Luigi Bersani
La politica industriale di un Paese come l’Italia deve muovere dalle diversità. E deve essere capace di suonare tutti i tasti del pianoforte. Non c’è futuro industriale per noi se si rinuncia completamente alla chimica, alla siderurgia, all’auto, settori niente affatto in declino ma in evoluzione. Ovviamente nei settori a larga economia di scala, o hai il fisico per correre da solo, o devi metterti in compagnia. E i Governi possono favorire i grandi accordi industriali extranazionali, come anche possono aiutare a sbagliare. Spendere tre miliardi di euro per fare una nuova compagnia aerea italiana è stato un grave errore da parte del Governo Berlusconi perché sarebbe bastato ben meno di un miliardo di euro per integrare l’Alitalia con Air France e Klm e mettere la nostra voce in un soggetto più grande. E avremmo così difeso meglio l’italianità: sono certo che nel futuro sarà facile capirlo. Per aziende come Finmeccanica, la cui committenza fa spesso riferimento agli Stati nazionali, si può addirittura parlare di diplomazia economica. Ma non è vero che questo interesse per …
