Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Il nostro stage è una garanzia", di Cesare Damiano

È una situazione che non può più essere tollerata. In Italia, ogni anno, ci sono 300mila stagisti nei settori privati che arrivano a 500mila se si considerano anche gli enti pubblici. Più o meno altre 300mila persone sono i praticanti che varcano la soglia di studi e aziende per aprirsi l’accesso a una professione. Un esercito di giovani che sta ancora studiando o è in possesso di un titolo di studio elevato, spesso utilizzati come veri e propri dipendenti, ma senza stipendio e senza diritti. E, in molti casi, soprattutto senza prospettive concrete. Una stortura che si aggiunge alle tante che già caratterizzano il nostro mercato del lavoro e che contribuisce a rendere ancora più incerto e precario il futuro delle nuove generazioni. Per correggere queste distorsioni e cercare di invertire la rotta il Pd ha presentato una propria proposta di legge, di cui sono primo firmatario, che ha come obiettivo principale quello di stimolare le imprese a trasformare queste forme di lavoro in contratti a tempo indeterminato. Il progetto è stato realizzato attraverso una …

"L’Istat diffonde i dati 2010 che registrano ulteriori flessioni dopo i crolli dell’anno precedente. Le famiglie portate a fondo Crolla il potere d’acquisto", di Marco Ventimiglia

L’uscita dal tunnel? Per l’Istat non si vede, almeno a giudicare dai dati sul potere d’acquisto delle famiglie italiane e sulla loro propensione al risparmio. Qualche timido segnale di miglioramente alla fine del 2010. Precario: nell’Italia del 2011 la parola si declina purtroppo in vari modi. Precario è colui che non trova un lavoro affidabile e continuativo, ma precario è anche lo stato di molte famiglie italiane. A sottolineare per l’ennesima volta quest’ultimo aspetto sono stati i dati diffusi ieri dall’Istat, che fotografano un Paese per il quale la crisi può dirsi tutt’altro che conclusa. Numeri relativi al 2010, che quindi non tengono conto di un avvio del corrente anno che fra crisi del Nord Africa e dramma giapponese può definirsi tutt’altro che incoraggiante pure sotto l’aspetto economico. Con una brutta e correlata notizia giunta proprio ieri: il prezzo della benzina è sempre più fuori controllo, attestato mediamente sull’insostenibile livello di 1,583 euro. NESSUNA RISALITA Cominciamo dall’Istituto di statistica che ha certificato come anche l’anno scorso è calato il potere di acquisto delle famiglie italiane. …

"La "scossa all´economia"? Dopo due mesi il nulla", di Massimo Giannini

Annunciavano una «scossa», e invece è stata una truffa. Oggi, a due mesi esatti dal varo del famoso «Big bang della ripresa», i nudi fatti dimostrano che il pacchetto «scossa all´economia», approvato a Palazzo Chigi il 9 febbraio scorso, è stata una banale operazione di marketing politico, una volgare «televendita», un puro diversivo. L´Italia è ferma, e il governo è immobile. È un giudizio basato sull´evidenza, non un pregiudizio dettato dall´ideologia. E non lo inficia il grande attivismo di Giulio Tremonti, sulle nomine nelle public utilities, sul ribaltone alle Generali e ora sulla nascita del Fondo salva-imprese da 20 miliardi, che nascerà lunedì sulle fondamenta della Cassa depositi e prestiti e che (anche se il ministro lo nega) somiglia tanto all´Iri del Terzo Millennio. Queste sono altre «partite»: riguardano il potere dell´establishment, non la crescita del Paese. La partita della crescita la stiamo perdendo. Per la semplice ragione che il governo non la sta giocando. «Per tornare a crescere dobbiamo dare una forte scossa all´economia. Forse la più forte che ci sia mai stata». Era …

"La Lega tratta e perde sui migranti. Permessi adieu, débâcle con Parigi", Francesco Lo Sardo

L’Italia di Berlusconi-Bossi alla berlina. Fallito vertice Maroni-Gueant. Merkel con Sarkò. Di male in peggio. Parigi dice no. Berlino in serata s’associa all’Eliseo. Mentre da Tunisi, affidata a una nota dell’agenzia di stampa di stato Tap, arriva l’ultima mazzata alla campagna di propaganda e disinformazione messa in atto dalla sgangherata cabina di regia Berlusconi-Bossi-Maroni: «Per quel che riguarda i rimpatri, fonti autorizzate del ministero dell’interno tunisino precisano che essi riguarderanno esclusivamente gli emigrati tunisini che si trovavano a Lampedusa al momento della stipula dell’intesa con l’Italia, e cioè 800 migranti clandestini». È il colpo di grazia. Altro che chiudere i rubinetti e svuotare la vasca. L’Italietta di Berlusconi, Bossi e Scilipoti fa pagare all’Italia il prezzo della sua anomalia: le destre cugine di Francia e Germania le voltano le spalle. Com’era nell’aria, il vertice di ieri a Milano tra il ministro dell’interno leghista Roberto Maroni e l’omologo francese Claude Gueant è stata una rovinosa Caporetto italiana. I francesi ribadiscono che l’Italia può stampare e distribuire ai migranti sbarcati clandestinamente a Lampedusa tutti i permessi temporanei …

"Un governo sempre in difesa", di Luigi La Spina

Da mesi, ormai, c’è una sola domanda che domina le chiacchiere degli italiani, sia quelli che la politica la osservano da lontano, magari con distacco e sfiducia, sia i tifosi dell’uno o dell’altro schieramento, smaniosi più di vedere nella polvere l’avversario che al potere la propria parte: questo governo Berlusconi arriverà fino alla fine della legislatura? La risposta sembra variare di giorno in giorno, come gli indici di Borsa, in un’altalena legata ad altre domande, al contrario, del tutto contingenti. Dipenderà, si dice, dal raggiungimento o no della ormai famosa «quota 330», il margine di deputati della maggioranza che il presidente del Consiglio ritiene possa garantire una navigazione parlamentare meno affannosa per i provvedimenti del suo ministero. Dipenderà, si dice ancora, dall’andamento dei suoi processi, un fronte sul quale si svolge una battaglia pornoleguleia del tutto imprevedibile. Oppure, si dice infine, dipenderà dagli umori tellurici di Bossi, scossi tra gli impegni di Stato del suo ministro Maroni e i brontolii di sondaggi, non più così confortanti, sulle opinioni dei suoi elettori. La domanda che, invece, …

"Se nel giorno di festa il precario va in piazza", di Tito Boeri

È il giorno della protesta dei lavoratori precari. Chiamati a raccolta su Internet (www.ilnostrotempoeadesso.it) si ritroveranno in almeno 46 piazze italiane e due straniere (Bruxelles e Washington) in un elenco che continua ad allungarsi. Lo fanno di sabato, perché non hanno la forza contrattuale per scioperare. La loro voce si deve far sentire. il dualismo del nostro mercato del lavoro non offre un futuro non solo a chi lo vive sulla propria pelle, ma anche a tutto il Paese. Deve essere ascoltata perché il dualismo è aumentato ulteriormente da quando abbiamo superato la fase più acuta della crisi. Ce lo dicono tutti i dati disponibili. Le indagini sulle forze lavoro dell´Istat certificano che le assunzioni con contratti a tempo indeterminato tra chi ha meno di 40 anni sono calate del 27 per cento rispetto al 2007, l´ultimo anno interamente prima della Grande Recessione. Nel Mezzogiorno i contratti a tempo determinato aumentano del 30 per cento e le prestazioni d´opera occasionali addirittura del 350 per cento, mentre le assunzioni con contratti a tempo indeterminato si riducono …

"Troppe assenze, nel Pd rimpianti e sospetti", Dario Franceschini risponde al Corriere della Sera

Caro Direttore, in riferimento a quanto pubblicato questa mattina dal Corriere e più specificamente all’articolo “Troppe assenze, nel Pd rimpianti e sospetti” relativo alla mancanza in Aula di parlamentari tra le file dell’opposizione nelle votazioni alla Camera sul processo breve, per correttezza e completezza di informazione Le faccio presente che, dati alla mano che volentieri allego, il gruppo del Partito democratico è stato in assoluto il gruppo più presente, con una media percentuale del 97,7% con picchi, su singole votazioni, del 99% dei 206 deputati Pd. Le assenze che si sono registrate , limitatissime e purtroppo inevitabili, sono state motivate da gravi ragioni familiari o di salute che per motivi di privacy non intendo rendere note. I due deputati, Luciano Pizzetti e Livia Turco, citati nell’articolo come assenti, hanno invece partecipato a tutte le votazioni. Su una di queste, il sistema non ha registrato il loro voto e su espressa segnalazione degli stessi, presenti in Aula, la Presidenza ne ha preso atto, come risulta dallo stenografico ufficiale della seduta. E’ fin troppo evidente, date le …