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Lampedusa: gli sbarchi dei disperati

Emergenza immigrazione, PD: “Attrezzarsi per l’accoglienza dei perseguitati, dei profughi e dei rifugiati. L’immobilismo del governo è scandaloso. Lampedusa è stata abbandonata”. Profughi, immigrati, rifugiati politici, clandestini, sono migliaia i disperati che fuggono dalla dalle guerre, dalla violenza, dalla disperazione, dalle barbarie delle loro terre d’origine, sull’onda degli stravolgimenti economici e politici in atto nei Paesi dell’area del Mediterraneo orientale. Vengono definiti con i più svariati termini, raramente con quello più semplice di persone con una loro storia, una loro identità un loro triste percorso. E soprattutto vengono percepiti principalmente come un grande problema da gestire o addirittura evitare, prima ancora che da comprendere umanamente. Questi cittadini di terre non poi così lontane, che intraprendono traversate pericolose in barconi di fortuna, che hanno dovuto abbandonare le loro case, che hanno pagato a caro prezzo un viaggio che purtroppo per alcuni sfortunati, si risolve di sola andata verso la morte, stanno diventando un grande fenomeno di massa. Il loro numero si amplia di giorno in giorno, a causa delle guerre endemiche che da dicembre si sono …

"Accogliere, si può fare così", di Massimo Livi Bacci

Venerdì scorso le commissioni esteri e difesa dei due rami del parlamento, a larghissima maggioranza, hanno autorizzato il governo – rappresentato da Frattini e La Russa – ad aderire alla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza ed a prendere le decisioni operative conseguenti. A questo scopo concediamo basi aeree, mobilitiamo mezzi navali, allertiamo gli aerei: in altre parole anche noi siamo “scesi in guerra” con Gheddafi. Il governo è unanime? Non sia mai: Berlusconi fa dichiarazioni che suonano come una presa di distanza dai due ministri; Bossi e Calderoli sono contrari, Maroni spera che il blocco navale serva a respingere i profughi più che a rafforzare l’embargo di armi. Ci aspettiamo che, quanto prima, traducano il dissenso in dimissioni. Lo richiede la coerenza, lo impone la ragion di stato: quale credibilità internazionale ha un governo che prende impegni non condivisi da uno dei due partner della coalizione politica che lo sorregge? Eppure l’Italia potrebbe ricavarsi un ruolo strategico nella coalizione, il cui compito primario è la protezione dei civili libici. Sei milioni e mezzo sono …

"Fine vita, una legge che sa di muffa", di Aldo Schiavone

Non c´è, per gli umani, esperienza più soggettiva e incomunicabile della morte: ma insieme anche più condivisa. Questo doppio statuto – il massimo dell´impenetrabilità per il massimo della diffusione – contribuisce ad avvolgerla in un paradosso d´ombra che sempre si rinnova, e da cui non si esce. Ma non è solo un grumo pietrificato nell´immobilità, la morte. Per attenuare l´impatto emotivo della sua presenza, la fantasia mitico religiosa di molte civiltà ha spesso cercato di distendervi sopra immagini meno dure, che racchiudessero almeno un punto di luce. Fra le più comuni, quelle del viaggio, della partenza: con acque da attraversare e nocchieri da ricompensare, fino alle parole struggenti del Vangelo di Luca – «Ora lascia che il tuo servo vada, Signore… Nunc dimittis servum tuum, Domine», o al congedo misterioso e incantato di Socrate dai suoi giudici, nell´apologia platonica. È anche storia, dunque, la morte. Storia delle emozioni che induce; storia delle pratiche – tecniche e sociali – che l´accompagnano e ne definiscono la condizione. Ebbene, è proprio questo punto capitale – della storicità del …

"Il Pd chiama, il governo si spacca", di Rudy Francesco Calvo

I democratici non cambiano idea: con l’Onu per cacciare Gheddafi, ma l’esecutivo non c’è. Mentre il governo oscilla tra le posizioni interventiste del ministro La Russa e lo scetticismo della Lega, il Partito democratico prova a tenere ferma la barra sul rispetto assoluto della risoluzione approvata dal consiglio di sicurezza dell’Onu. La quale, ricorda Pier Luigi Bersani, «non prevede un intervento armato per abbattere Gheddafi, ma un intervento per impedire che Gheddafi colpisca la sua gente». È questa la posizione che i dem auspicano che sia assunta dall’Italia. «Da lì in poi – aggiunge il segretario – ci sarà il compito della politica e della diplomazia» per «favorire un processo pacifico di transizione e cambiamento, come è avvenuto negli altri paesi del Nord Africa». Per il momento, comunque, Massimo D’Alema ricorda che «da quando è in azione la missione internazionale il numero dei morti è diminuito, non è aumentato, perché si è impedito a Gheddafi di sparare contro la popolazione». Il Pd chiederà oggi alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio di fissare un voto in …

"Il processo breve di re lanterna", di Franco Cordero

Vanno in scena trucchi berlusconiani. Sui tribunali e corti d´Italia pende la minaccia d´una mutazione mai vista nella monstrorum historia. I processi durano troppo. Vero, e in larga misura dipende da procedure perverse: ormai il capolavoro difensivo sta nello schivare la decisione sul merito (se esista o no un colpevole), finché la prescrizione inghiotta reato, pena, processo; già accorciati pro domino, i termini aspettano un secondo taglio. Gl´intenditori sanno quale sia l´antidoto: tempi stretti, economia verbale, contraddittorio serio, disciplina dell´udienza, ossia garantismo accusatorio; ma bisogna rimettere le mani nel codice estirpando antichi vizi; argomento malvisto dai dulcamara Pdl, nel cui quadro mentale la procedura è arte del perditempo leguleio (ad esempio, togliere al giudice il vaglio d´ammissibilità e rilevanza della prova, sicché l´imputato ricco, astutamente assistito, ingolfi il dibattimento d´oziose messinscene istruttorie allungandolo finché vuole). Ed ecco il rimedio sovrano: imporre termini perentori, correlativi alle varie fasi (dall´imputazione all´accusa o non doversi procedere, dibattimento, appello, procedimento in cassazione, eventuale sèguito); scaduto uno dei quali, voilà, il processo svanisca, anche fossero state emesse condanne all´ergastolo, magari …

"Le lattughe di Cernobyl", di Guido Ceronetti

Chi ha ricordi ricorda. Fummo rassicurati subito. Il prof. Colombo che dirigeva l’Ente nucleare, dichiarò subito che l’Italia, certo per i suoi meriti angelici, non sarebbe stata toccata dalla nube radioattiva. Così annunciavano le testate. Poi sì, sarebbe stata toccata, ma appena con deflorazione evangelica, qualche minima ricaduta in Veneto, guardarsi dai funghi sarebbe stato uno scrupolo sufficiente. La fortunata penisola fu invece trattata con rudezza dalla celebre nube, che generò leucemie e tumori e provocò nella gente una violenta rivolta contro il piano perfettamente delirante del prof. Felice Ippolito, che avrebbe disseminato centrali nucleari come gustose noccioline un po’ dovunque. (L’atomo, in verità, non fu mai popolare in Italia). Le diete subirono variazioni travolgenti. Il nostro ministero di allora della Sanità dettò regole drastiche. Comparvero sui banchi dei piccoli e grandi mercati ortofrutticoli soltanto ortaggi cresciuti sottoterra, indubitabili: non vedevi che mucchi di carote, cipolle, patate, rape. Una barba! Ma lo spettro del reattore quattro di Cernobil era là, guatava ogni nostro movimento e boccone. Il Giappone ufficiale e quello macrobiotico proposero il consumo …

Libia, sia Berlusconi a riferire in Parlamento Finocchiaro e Franceschini chiedono il voto del Parlamento sulla missione.

E’ convocata per oggi alle 12,30 la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Sul tavolo le richieste di Pd, Terzo Polo e Lega di fissare un voto del Parlamento sull’intervento militare in Libia. Richiesta ribadita da Anna Finocchiaro e Dario Franceschini oggi in una nota congiunta: “Lo sviluppo della crisi libica e la portata dell’intervento promosso dalle Nazioni Unite e al quale l’Italia partecipa pienamente, richiedono un urgente passaggio nelle aule parlamentari di conferma del voto delle Commissioni di venerdi che ha autorizzato il governo a intraprendere tutte le misure necessarie a dare attuazione alle risoluzioni Onu. E’ necessario che il Parlamento nel suo plenum possa confermare il sostegno alla posizione del nostro Paese con una piena assunzione di responsabilità”. “La richiesta di un nuovo passaggio nelle aule parlamentari da parte del governo segue un preciso impegno concordato con i ministri Frattini e La Russa durante la seduta di venerdi’ scorso nelle commissioni Esteri e Difesa” ricorda Lapo Pistelli, responsabile Relazioni internazionali del Pd, che conclude: “Data la delicatezza della situazione e i molti distinguo all’interno …