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La riforma della Giustizia? Il PDL la riduce alla prescrizione breve

Il governo non presenta il testo della riforma Costituzionale, ma in commissione fa passare la prescrizione breve per incensurati. Una norma che il 4 marzo Berlusconi bocciava promettendone il ritiro. Bersani: “Ecco la riforma epocale”. Orlando: “Altra legge ad personam. La Lega che tuonò contro l’indulto la voterà?” La commedia sulla riforma epocale della giustizia è finita ieri, come previsto. I testi delle riforme costituzionali non sono nemmeno stati presentati dal governo. Gli avvocati-parlamentari di Berlusconi hanno impresso una fortissima accelerazione a tutte le iniziative di legge e di voto per salvare Berlusconi dalle condanne ed evitare che il presidente del Consiglio possa finire anche una sola volta a tu per tu con i magistrati di Milano. Ieri, in particolare, l’on. Paniz ha blindato la maggioranza in commissione ed ha ottenuto che passasse la cosiddetta prescrizione breve (per gli incensurati), norma studiata per far fermare quasi subito, per scadenza del tempo trascorso, il processo Mills (David Mills, il corrotto è stato condannato, di conseguenza Berlusconi, accusato di essere il corruttore, sarebbe sicuramente condannato). Maggioranza dalla …

Il «dolore» del premier per il Colonnello E si torna al «sì, però» di Pierluigi Battista

«Addolorato» per Gheddafi. Lo dice il premier di una nazione alleata di nazioni che tuttavia, anziché dispiacersene, vorrebbero procurare al dittatore libico talmente tanto dolore da bombardarne insistentemente la residenza tripolina. Sono le contraddizioni emotive di questa strana guerra condotta dall’Italia «malvolentieri» . Una guerra che non si voleva fare. Un’alleanza subita. Una risoluzione Onu appoggiata «obtorto collo» . Ora il «dolore» per l’ex amico diventato nemico. Siamo alla vigilia del pentimento più fulmineo nella tormentata storia bellica dell’Italia unita? Cambi di alleanze. Giri di valzer. Cambi in corsa di casacche. Brucia sulla pelle di Berlusconi l’oltraggioso epiteto lanciato addosso dal Raìs non domato: «Traditore» . Ora la tentazione del freno. La nostalgia. Le campagne di stampa dei giornali governativi contro Sarkozy «l’anti-italiano» . Le alleanze che vacillano un’altra volta. I distinguo. I malumori. Le impuntature sulla titolarità del comando Nato. Gli aerei che volano ma non sparano. La guerra che non è la guerra. L’intervento, ma «malvolentieri» . Con gli insorti, ma anche contro gli insorti. Contro Gheddafi, ma anche con Gheddafi. I missili …

"La Bocconiana", di Massimo Gramellini

La notizia è piccola ma saporita. Il sottosegretario Daniela Garnero, in arte Santanchè, si sarebbe inventata un master alla Bocconi per impreziosire il suo curriculum sul sito del governo. Interpellata dal settimanale «Oggi», la celebre università milanese non ha trovato tracce della signora nella propria banca dati. La Santanchè ci è rimasta male: sostiene di essersi masterizzata per un anno. Se in tutto quel tempo alla Bocconi non si sono accorti di lei, dipenderà dalla sua ben nota riservatezza. Prima che la situazione degeneri e «Il Giornale» accusi il rettore della Bocconi di aver preso 4 in aritmetica all’esame di quinta elementare, vorrei spezzare una lancia, o almeno un’unghia, a favore dell’accusata. Ammettiamo che abbia un po’ esagerato, dilatando a master uno dei tanti seminari che le università organizzano nei fine settimana. Ma non vi sfuggirà l’assoluta gratuità del gesto. L’opposizione invoca le sue dimissioni, ricordando quelle del ministro tedesco che aveva copiato la tesi di laurea. Ma gli elettori tedeschi danno importanza alla preparazione culturale di un politico e quindi non accettano di essere …

"Il crimine dell´indifferenza", di Barbara Spinelli

Non è mai cosa semplice giustificare una guerra, per chi è mandato al fronte ma anche per chi ha l´incarico di iniziarla, di deciderne i fini e la fine. Non è facile neanche per chi, sui giornali, cerca di dire la verità della guerra, le sue insidie. La più grande tentazione è di rifugiarsi nei luoghi comuni, nelle frasi fatte, nelle menzogne. Frasi del tipo: nessuna guerra è buona; nessun politico ragionevole s´impantana in paesi lontani; nessuna guerra, infine, va chiamata guerra. Il governo italiano è specialista di quest´ultima menzogna: la più ipocrita. Né si limita a mentire: un presidente del Consiglio che si dice «addolorato per Gheddafi» senza sentir dolore per le sue vittime non sa la storia che fa, né perché la fa. A questi luoghi comuni sono affezionati sia gli avversari incondizionati delle guerre, sia i governi che le guerre le fanno senza pensarle, o pensandone i moventi (petrolio e gas libici) senza dirli. I luoghi comuni sempre rispondono al primo istinto, più facile. Memorabile fu quel che disse il premier Chamberlain, …

«La Gioventù non è per i disabili. Giochi negati ai bambini», di Chiara Paolin

Nel Vicentino gli alunni con disabilità non hanno potuto partecipare ai Giochi della Gioventù: mancavano i soldi per l’assistenza durante le gare. Il ministro dell’Istruzione Gelmini si difende: “L’organizzazione era affidata al Coni”. “La squadra integrata con due studenti diversamente abili e altrettanti normodotati ha gareggiato nella campestre interregionale a Treviso, su un percorso di 400 e 800 metri. Buoni risultati globali per tutti gli studenti-atleti provinciali: in particolare, i ragazzi della media di San Vito al Tagliamento hanno conquistato la qualificazione per le finali a Nove. Ma il Comitato italiano paralimpico (Cip) non ha sufficienti fondi per partecipare alla fase nazionale della campestre”. In Friuli la gente è abituata a dosare le parole, anche quando i sentimenti fanno venir voglia di urlare. Per questo Gianfranco Chessa, titolare dello sport all’Ufficio scolastico di Pordenone, ha commentato così gli eventi dello scorso weekend: a Nove, vicino Vicenza, si disputavano le finali della corsa campestre per i Giochi della Gioventù edizione 2010-11, ma i ragazzi con disabilità sono rimasti a casa. Mancavano i moduli per iscriverli alla …

Sosteniamo il ruolo dell'Italia nei limiti delle decisioni ONU

Bersani al TG1: “L’emergenza sbarchi non è ai livelli dei Balcani. Non possono restare tutti a Lampedusa, le regioni sono disponibili da settimane ma Maroni ha tardato a incontrarle. Un governo i problemi non li agita, li affronta”. “C’è molta confusione e noi abbiamo l’impressione che il governo italiano ne aggiunga un bel po’. Se c’era un problema con la Francia poteva sollevare la questione al vertice di Parigi. La nostra posizione invece è chiara: noi siamo pronti a sostenere il ruolo dell’Italia strettamente nei limiti delle deliberazioni delle Nazioni Unite, che non prevedono di fare la guerra, non prevedono di abbattere il regime di Gheddafi, ma prevedono di evitare che Gheddafi possa mitragliare il suo popolo come ha fatto fin qui”. Lo dichiara il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ospite in studio del TG1. Il segretario del PD non nega l’esistenza di un problema legato agli sbarchi, ma rifiuta gli allarmismi che soffiano sul fuoco: “Non siamo arrivati all’emergenza della crisi dei Balcani, ma non si possono concentrare tutti gli immigrati a Lampedusa. …

"Il male minore", di Luigi Manconi

Nella società del rischio, può accadere di trovarsi sotto ricatto. Può succedere più di una volta nell’esistenza del singolo così come nella vita sociale. E può capitare che il ricatto fisico – l’intimidazione, la pressione intollerabile, attuata con mezzi coercitivi che limitano la libertà e l’autonomia – si intrecci a quello ideologico o morale. È lecito pagare un riscatto per una persona cara quando so che, così facendo, alimento il mercato dei sequestri? È indispensabile sapere che non esistono soluzioni semplici né vie di uscita lineari. Ed è altrettanto indispensabile capire che non è possibile restare innocenti né scegliendo una strada né optando per quella in apparenza opposta. Bombardare Tripoli significa – anche provocare danni incalcolabili e causare vittime civili. Non bombardare Tripoli significa – anche – non impedire (= consentire) che Muammar Gheddafi, porti a compimento il massacro degli oppositori. C’è una “terza soluzione”? Oggi non so, ieri certamente sì. Ma andava perseguita per tempo, molte settimane fa. Una soluzione che prevedesse il riconoscimento degli insorti, il sostegno alla loro mobilitazione, il ricorso a …