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"Il falso teorema del golpe morale", di Giuseppe D'Avanzo

Il presidente del Consiglio, settantacinque anni, si tiene accanto in villa – a pagamento – una prostituta minorenne per un paio di mesi, nel 2010. Questo è il fatto, assai ostinato nonostante la nebbia e le censure. Nasce una domanda processuale (Berlusconi ha commesso un reato?) e sortisce qualche effetto politico. Lasciamo in un canto la questione giudiziaria, per il momento. Elenchiamo qualcuno degli esiti politici sotto forma di domanda.| Quell’uomo, già sorpreso in altri anni in compagnia di minorenni, ha il pieno controllo della sua vita? Le sue condotte lo hanno reso vulnerabile ai ricatti o minacce della sua ospite, delle sue ospiti? Quanto la vita caotica di quell’uomo danneggia il Paese che governa? A quel discredito, domestico e internazionale, può egli stesso porre rimedio? I suoi comportamenti possono essere, una buona volta, appropriati ai doveri pubblici che liberamente ha voluto assumere? Come si vede, ognuno di questi interrogativi è concreto, factual perché rinvia all’interesse nazionale e al nostro destino collettivo. Per questa ragione pretende un’assunzione pubblica di responsabilità e reclama con urgenza un …

"L'enzima della concorrenza tra slogan ed equivoci", di Emilio Barucci

Travolto dagli scandali, il governo Berlusconi si sveglia come se nulla fosse dal letargo e riscopre il problema della crescita del Paese affidando a se stesso un compito importante per rilanciarla. Nell’azione di governo a dire il vero domina il pressappochismo. Dal roboante annuncio di una modifica costituzionale in senso liberale, che tutti sanno non potrà avere luogo e che soprattutto avrà ricadute nulle sull’economia, si passa ad una legge sulla concorrenza che è ancora di là da venire – fino ad ora si parla di stazioni di servizio per i carburanti e poco altro – al riordino del sistema degli incentivi alle imprese, al rilancio (non si sa come) del piano casa e a un piano per il sud che dovrebbe prevedere un parziale reintegro di risorse tolte in passato. Tutto questo senza stanziare neppure un euro aggiuntivo. La pochezza delle misure è tale che non possono essere accomunate alla stagione delle riforme messe in campo – con ben altro spirito – negli ultimi venti anni: eppure esse sono legate tra loro almeno superficialmente …

"Per le regole, non per la virtù", di Federico Orlando

Domani donne e uomini manifesteranno in tante piazze d’Italia per contestare – ha spiegato la promotrice dell’iniziativa, Cristina Comencini – la rappresentazione che del rapporto uomini- donne ha dato il presidente del consiglio. Liliana Cavani, regista di una generazione più adulta, ha aderito con questo slogan: “Mi riprendo il mio futuro”. Le ricorda le donne partigiane, che hanno dato all’Italia il suffragio universale, la repubblica e la Costituzione. Il cammino delle donne era cominciato così. Ma la crescita fu fermata, il sonno della passione civile ha provocato per un quarto di secolo il sonno della Costituzione, e la maggior parte delle donne fu relegata nel “privato”. Il futuro delle donne, ch’era cominciato, “è stato interrotto”. Ora è il momento di rimetterlo in moto. Si deve ricongiungere il presente alla breve stagione delle lotte sociali, civili, studentesche, femministe degli anni Settanta e Ottanta: la stagione d’oro delle nostre conquiste, volute dai gruppi più avanzati della società. Bisogna sbrigarsi a riprendere quella strada. L’Italia sembra Acciaio, il romanzo di Silvia Avallone. Siderurgia, famiglie, scuole, uomini, donne, giovani, …

"Un momento di riflessione", di Sergio Romano

Voglio provare a mettermi, per qualche minuto, nei panni di Silvio Berlusconi. Si ritiene vittima di una congiura giudiziaria. È convinto che le accuse contro la sua persona siano altrettante tappe di un percorso diretto a eliminare il presidente del Consiglio e il suo partito. Ha deciso di trasformare la sua difesa in una controffensiva politica. È una tattica a cui è ricorso più volte in questi anni, mai tuttavia come in una vicenda che coinvolge non tanto i suoi affari quanto la sua vita privata. In questa prospettiva, Berlusconi si ritiene autorizzato a difendere se stesso in qualsiasi sede privata o pubblica, con video lanciati sul web, interventi telefonici durante i dibattiti televisivi e nelle conferenze stampa di Palazzo Chigi come è accaduto l’altro ieri in quella dedicata al programma del governo per il rilancio dell’economia nazionale. Rintuzzare l’aggressione di cui si ritiene vittima è ormai la parte più visibile della sua agenda politica. Mi chiedo se si renda conto degli effetti che questa linea aggressiva e difensiva sta avendo per il Paese. In …

Rai, Bersani: Inaccettabile la direttiva sul bavaglio

“Ogni tentativo di mettere camicie di forza agli spazi informativi della Rai sarebbe una violazione del pluralismo, dell’autonomia e della liberta di informazione. Un danno grave verso l’azienda che subirebbe un contraccolpo molto grave anche sotto il profilo economico”. “Se i contenuti fossero confermati, in realtà ci troveremmo di fronte a una direttiva sul bavaglio. Per il Partito Democratico questo sarebbe inaccettabile.” Così il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani commenta le anticipazioni dell’atto di indirizzo sul pluralismo, proposto dalla destra in commissione di Vigilanza Rai e che sarà votato mercoledì prossimo in commissione. “Ogni tentativo di mettere camicie di forza agli spazi informativi della Rai – continua Bersani – sarebbe, oltre che una violazione del pluralismo, dell’autonomia e della liberta di informazione, un danno grave verso l’azienda che subirebbe un contraccolpo molto grave anche sotto il profilo economico. Mi rivolgo quindi al presidente e ai membri della commissione di Vigilanza Rai e ai vertici dell’azienda affinché, in questa fase politicamente delicata e complessa, respingano le pressioni che si sono fatte clamorose e garantiscano …

"Liberisti immaginari", di Pier Paolo Baretta

Sa tanto di ideologico la proposta di riforma della Costituzione varata dal consiglio dei ministri. L’introduzione nell’articolo 41 di una frase da slogan pubblicitario: “È permesso tutto ciò che non è proibito!”, accompagnata dalla cancellazione del terzo comma (il fine sociale dell’impresa), non c’entra nulla con la “scossa” all’economia, ma serve a creare quello che Sacconi ha propriamente chiamato un «clima culturale». Questo governo – di centrodestra! – non è in grado di adottare politiche reganiane. Nessuna liberalizzazione o privatizzazione, salvo Alitalia; sostanziale conservazione dello status quo nella pubblica amministrazione, con buona pace del volontarismo di Brunetta (senza tornare alla Thatcher, basta Cameron); consociativismo coi sindacati (tranne uno) che ci mette del suo, ma per ragioni di schieramento politico, e le associazioni d’impresa; nessuna vera semplificazione e libertà di gestione economica (dov’è finito l’articolo 18?). Si praticano, cioè, politiche populiste e non liberiste. Ecco che, allora, il liberismo bisogna almeno proclamarlo. La scusa dei controlli (ex post, ex ante) non sta in piedi e tutto ciò che non è proibito può essere ben consentito con …

"Governo contro i precari. Cinema più cari da luglio", di Bianca Di Giovanni

Il governo sarebbe orientato a non inserire nel maxiemendamento per l’aula la proroga della «tagliola» sui ricorsi dei precari. Rispuntano le quote latte. Passa l’editoria. Vita (Pd): abbiamo salvato 92 testate. Finiscono tutte in notturna le partite che interessano di più l’ala forte della maggioranza, cioè la Lega. La maratona del Milleproroghe, proseguita ieri in commissione e in via di chiusura in nottata (mentre scriviamo la seduta è sospesa) ha lasciato ancora aperto il nodo delle quote latte: la proposta della Lega di prorogare fino a 30 giugnoil pagamento delle multe da parte di chi ha frodato l’Ue. Accantonata anche la proposta sul trasferimento Consob, mentre viene respinta grazie alle opposizioni una normanvergogna sulla Rai. Rispunta in giornata anche la tassa sul cinema già in precedenza proposta dal governo e poi ritirata: un euro in più a biglietto dal primo luglio 2011 al 31 dicembre 2013. Il contributo andrà al bilancio dello Stato. Una misura intollerabile, visto il tracollo della cultura durante questo governo. Le commissioni (Affari costituzionali e Bilancio) contano di chiudere la partita …