Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La generosità fa i conti con la crisi" E. Si.

Meno donazioni, per importi più modesti, preferibilmente in contanti e premiando la conoscenza diretta dei beneficiari piuttosto che le campagne di comunicazione e fund raising. È il ritratto di un paese in difficoltà quello che emerge dall’annuale ricerca della società IPR Marketing per Il Sole 24 Ore sulle erogazioni al no profit nel periodo natalizio. La quota di italiani che, durante le festività, hanno fatto una o più elargizioni è scesa dal 49% del 2010 al 38%, con un calo più marcato nella fascia d’età compresa fra i 35 e i 54 anni, dove i benefattori sono solo il 35%, e nelle regioni centro-meridionali, ferme al 34 per cento. Non solo: tra le file dei donatori salgono dal 38% al 46% quanti hanno offerto piccole somme (meno di 20 euro), mentre cede 12 punti percentuali (dal 28 al 16%) la fascia dei versamenti tra i 21 e i 50 euro e, soprattutto, cala dal 16 al 7% il segmento di punta, con valori compresi tra i 100 e i 200 euro. L’indagine, condotta da IPR …

"Far sì che il federalismo non ammazzi la sanità", di Mario Pirani

Anche chi considera l´introduzione del federalismo fonte di gravissimi pericoli per un paese già profondamente diviso dalla frattura Nord-Sud, si trova a questo punto a dover accettare la dinamica che politiche di scarsa visione hanno finito per imprimere alle vicende nazionali. Se quindi ormai è inutile lamentarsi, tanto vale darsi da fare per evitare gli esiti più catastrofici. Da questo punto di vista quanto avviene nel settore sanitario costituisce già ora il tema centrale dell´attuazione del federalismo a partire dalla sciagurata riforma del Titolo V della Costituzione. Data la complessità della materia sarebbe bene che politici, amministratori, operatori e commentatori affrontassero lo studio delle ormai numerose opere saggistiche apparse ultimamente sulle esperienze dell´ultimo decennio. In tal senso segnalo il recente volume, promosso dalla Fondazione Astrid, «La Sanità in Italia. Organizzazione, governo, regolazione, mercato», a cura di Claudio De Vincenti, Renato Finocchi Ghersi e Andrea Tardiola, con l´apporto di numerosi altri studiosi (ed. Il Mulino 2011) che analizza «le opportunità di sviluppo offerte da un sistema regionalizzato, ma anche le tensioni derivanti dalle emergenze economico finanziarie …

Strage degli innocenti. Non chiamiamola «Troppo amore», di Isabella Bossi Fedrigotti

Maschio, due anni, bolognese, ammazzato a colpi di pistola (probabilmente dal papà che poi si è suicidato) assieme alla mamma, nel garage di casa, a bordo dell’automobile con la quale stavano forse cercando di mettersi in salvo. Ed è soltanto l’ultimo della serie mentre ancora si stanno cercando le gemelline portate via dal padre suicida e non ancora ritrovate. La mattanza dei bambini— perché ormai è quasi obbligatorio chiamarla così — continua, dunque. Le storie di queste tragedie si assomigliano in modo impressionante e, in genere, vengono classificate, a volte perfino giustificate, con la insensata spiegazione del «troppo amore» , quando in realtà sono il rancore, l’odio, la vendetta, la gelosia ad armare la mano dell’assassino o dell’assassina, e l’amore è, nel migliore dei casi, soltanto un ricordo sbiadito del passato. Quasi sempre c’è di mezzo una separazione, non accettata, non digerita dalla controparte, magari traumatica e con offesa per il soccombente, colei o colui che viene lasciato, per cui l’omicidio, dentro una mente sofferente, esasperata e umiliata, sembra diventare l’unico evento in grado di …

"Il sogno tradito delle partigiane", di Liliana Cavani

Il fatto che il consenso al premier sia sempre alto è il sintomo del nostro Regresso. Quando ho fatto il documentario “La donna della Resistenza” (1965) intervistando varie partigiane ho scoperto con sorpresa che avevano combattuto (fisicamente) per un mondo dove la donna avesse avuto emancipazione. Erano contadine, operaie, intellettuali (ricordo Ada Gobetti) e ciascuna con le sue parole mi disse che aveva rischiato la vita per una “palingenesi” sociale (ricordo questa frase) che prevedeva il riconoscimento della parità della donna. Una sopravvissuta a Dachau e un´altra ad Auschwitz mi dissero che durante la guerra erano persuase che il loro sacrificio avrebbe contribuito a dare uno scossone alla vecchia cultura. E in effetti le donne ottennero nel dopoguerra il diritto al voto (in Svezia lo ottennero 40 anni prima). Ma la vera rivoluzione culturale che le donne antifasciste speravano di ottenere non avvenne mai neanche col Sessantotto anche se di certo aprì molte teste. Del resto la storia della donna Italiana salvo punte rarissime (spesso a merito dei Radicali) è tra le meno emancipate del …

"Attacco al cuore del berlusconismo", di Michele Brambilla

Come hanno osato arrivare proprio fin lì, fino a Villa San Martino di Arcore? Silvio Berlusconi deve aver gridato al sacrilegio, e se così fosse sarebbe una sorta di contrappasso. E già, perché è probabile che al sacrilegio abbiano gridato – leggendo le cronache del caso Ruby – anche le anime dei monaci benedettini che abitarono quella dimora prima che i conti Giulini, a metà del Settecento, l’acquisissero e la ristrutturassero per farne una villa padronale. «Un sacrilegio», deve aver pensato il premier, perché in politica le manifestazioni di protesta sono da mettere in conto ma c’è sempre stato un codice non scritto secondo il quale non si va a strillare sotto casa. E un sacrilegio soprattutto perché non c’è luogo più sacro al Cavaliere che Arcore; non c’è luogo più simbolico del berlusconismo di questo piccolo paese della Brianza di cui nessuno conosceva l’esistenza prima che ci arrivasse Berlusconi. Si dice «ad Arcore» per dire chez Silvio così come si dice «oltre Tevere» per dire il Vaticano e «l’appartamento» per dire il Papa. Arcore, …

"L´anima romana della Lega", di Ilvo Diamanti

Ha sorpreso l´atteggiamento della Lega di fronte al pareggio “subìto” dal provvedimento sul federalismo municipale in commissione Bicamerale. Invece di aprire la crisi, come aveva minacciato in precedenza, ha mantenuto l´appoggio al governo e al Premier. Rinviando ancora l´ipotesi di elezioni anticipate. Tanto da indurre Massimo Giannini, su questo giornale, a parlare di una “Lega democristiana”. Cioè: tattica e “politicante”. Come i deprecati partiti della Prima Repubblica. DC in testa. È, peraltro, vero che la Lega riproduce fedelmente la geografia elettorale della DC delle origini. Forte nelle province periferiche del Nord. Soprattutto in Lombardia e Veneto. D´altronde, nel 1982, Antonio Bisaglia, allora leader influente della DC, in una intervista affermò che: “il Veneto sarebbe maturo per uno Stato federalista, ma questo Stato, centralista e burocratico, alla mia regione l´autonomia non la concederà mai”. Un linguaggio leghista, prima che la Lega calcasse la scena politica. Bisaglia guidava i “dorotei”, la corrente che aveva posto al centro della rappresentanza gli interessi locali. Il mestiere interpretato, in seguito, dalle Leghe regionaliste e, a partire dagli anni Novanta, dalla …

"Se anche le italiane diventano badanti", di Vladimiro Polchi e Chiara Saraceno

Delia ha 46 anni, vive a Roma, è single. Carolina ha dieci anni di più, è sposata, ha tre figli grandi. Delia è nata nelle Filippine, lavora sodo e manda quasi tutti i soldi a casa. Carolina è italiana, ex casalinga, un marito disoccupato. Cosa hanno in comune? Il lavoro: fanno entrambe le badanti. È l´effetto della crisi: negli ultimi due anni sono raddoppiate le italiane nei corsi di formazione per colf e assistenti familiari. Un esercito di pensionate, disoccupate e giovani al primo impiego bussa oggi alle porte delle famiglie: è la carica delle italiane. Si dice: «I migranti fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare». Ma qui siamo in controtendenza. Secondo la FilleaCgil, nei corsi per muratori, organizzati da privati e sindacati di settore, dopo tanti anni sono tornati a vedersi gli italiani. Anche nel fortino del lavoro domestico, il monopolio delle lavoratrici immigrate è sotto assedio. Certo, la badante tipo parla ancora straniero. Stando al Censis, infatti, la maggior parte è immigrata (71,6%) e proviene dall´Europa dell´Est.Se le potenziali …