Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La censura secondo Massimo Carlotto", di Sara Picardo

Intervista allo scrittore inserito dall’assessore Speranzon nella lista degli autori “sgraditi”. “La censura è una necessità di ogni regime quando ci sono delle debolezze. Vogliono dare una percezione di solidità all’esterno che non c’è”. “Scriverò agli assessori alla Cultura dei Comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite e chiederò loro, dato anche che le biblioteche civiche sono inserite in un sistema provinciale, che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali […] Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità”. Queste parole di censura non sono riprese da qualche discorso fatto durante il Ventennio fascista, ma sono state pronunciate dall’assessore alla cultura della provincia di Venezia Raffaele Speranzon, ex missino, oggi Pdl nei confronti di alcuni scrittori che nel 2004 firmarono un appello per la scarcerazione di Cesare Battisti. La messa al bando è stata subito accolta e rigirata ai dirigenti scolastici e professori dall’assessore regionale all’istruzione e alla formazione Elena Donazzan, quota Pdl, famosa per il putiferio scatenato …

"Senza regole non c'è governo. Il no di Napolitano al decreto sottolinea il legame tra forma e sostanza", di Michele Ainis

Forma e sostanza, norme scritte e regole non scritte. Lo stop di Napolitano al decreto sul federalismo municipale corre lungo questi due binari, ma per una volta le parallele s’incontrano, disegnano un’unica linea nereggiante. Perché nessuna decisione di governo è mai apprezzabile se adottata in disprezzo delle procedure, ecco la morale della favola. E perché offendendo le modalità formali s’offende in realtà la sostanza stessa delle nostre istituzioni. In punto di diritto, la questione è presto detta. C’è una legge (quella sul federalismo fiscale: numero 42 del 2009) che delega l’esecutivo a predisporre una rosa di decreti entro due anni dalla sua entrata in vigore. Volta per volta, lo schema di decreto approvato in Consiglio dei ministri va poi trasmesso al parlamento, per ottenere il parere di varie commissioni, tra cui la Bicamerale (15 deputati e altrettanti senatori). Il parere è obbligatorio per chi lo riceve, non per chi lo esprime: se le commissioni parlamentari non provvedono entro 60 giorni, la macchina governativa tira dritto. Quando tuttavia il parere è negativo, la corsa ritorna al …

Saviano, Eco e gli altri: l'ultima sfida contro Berlusconi riempie i palazzetti

Un appello che sanno cadrà inascoltato, ma non vogliono rinunciare al lusso di lanciarlo. Circa diecimila persone hanno affollato il Palasharp di Milano – novemila all’interno, centinaia fuori dai cancelli – per ascoltare il grido di protesta di Roberto Saviano, Umberto Eco, Susanna Camusso e tanti altri, tra politici e intellettuali, scesi in campo per chiedere le «dimissioni» di Silvio Berlusconi, dopo l’inchiesta della Procura di Milano sul caso Ruby e le cene ad Arcore. Lo scrittore campano – applaudito come una star, con due standing ovation – ha parlato di «democrazia in ostaggio», la Camusso ha sostenuto che il premier deve lasciare Palazzo Chigi perchè «ha diviso il Paese» ed Eco ha parlato di un Berlusconi vittima di «eccesso di schizofrenia». Al coro di «Dimettiti. Per un un’Italia libera e giusta», ha replicato in serata il capo del governo. «Non bisogna prenderli sul serio», ha minimizzato. «Ormai gli italiani li hanno capiti – ha aggiunto – Noi adesso siamo nella possibilità di cambiare la situazione, le cose nella giustizia italiana. E gli italiani lo …

"Il cavaliere e il raìs due leader in fuga", di Eugenio Scalfari

Tre giorni fa, mentre la sollevazione del popolo egiziano era arrivata al punto culminante, Silvio Berlusconi fu l´unico tra i dirigenti politici di paesi occidentali a dire che «Mubarak è un uomo saggio e bisogna lasciarlo dove sta. Sarà lui a fare le riforme e solo dopo potrà ritirarsi con onore». Berlusconi e Mubarak risultano dunque strettamente – e inconsapevolmente – legati tra loro in diversi modi. Il primo è Ruby-Rubacuori, pretesa nipote del presidente egiziano secondo quanto Berlusconi dichiarò alla questura di Milano per ottenere la liberazione della minorenne marocchina dalla custodia della polizia. Mubarak non ha mai saputo di questa “birboneria” congegnata dal presidente del Consiglio italiano tirandolo in ballo. Il secondo elemento che li lega è la crisi politica che incombe su entrambi; estremamente drammatica quella che minaccia il leader egiziano che deve fronteggiare un paese in rivolta; molto diversa e pacifica quella in corso in Italia che tuttavia configura anch´essa la decomposizione d´un sistema di potere e sembra preannunciarne la fine. Infine un terzo elemento: sia al Cairo che a Roma, …

"Lo smacco del Lingotto", di Luciano Gallino

L’Amministratore delegato Sergio Marchionne ha annunciato che il gruppo Fiat-Chrysler, una volta che fosse interamente unificato, potrebbe stabilire la propria sede legale negli Stati Uniti. Sarebbe un fatto senza precedenti.Non si ricorda infatti un altro grande costruttore, di quelli che hanno fatto la storia dell´automobile, che abbia de-localizzato non solo il proprio braccio produttivo, ma anche la propria testa, gli enti che decidono e guidano tutto il resto di un grande gruppo nel mondo. Toyota e Volkswagen, Citroen e Renault, General Motors e Ford producono milioni di auto in paesi terzi, ma il quartiere generale, il cuore della ricerca e sviluppo, il controllo gestionale e finanziario restano ben saldi nel paese d´origine. Sarebbe un grave smacco per Torino, per il Piemonte e per tutto il Paese se Fiat cambiasse nazionalità. L´Italia resterebbe con una sola grande industria manifatturiera, la Finmeccanica, che per il 40 per cento produce armamenti, non esattamente il tipo di produzione di cui un paese possa andare fiero, anche se permette di realizzare buoni utili. Questo in un momento in cui l´industria …

Oltre Berlusconi con i nostri valori: onestà, serietà, civismo, solidarietà

Bersani conclude l’Assemblea Nazionale e illustra i punti principali di quello che sarà il programma di governo del PD. “Non saranno parole di conclusioni ma un’introduzione all’ultima fase del nostro lavoro.Il progetto per l’Italia”. Così Pier Luigi Bersani ha introdotto la sue conclusioni dell’Assemblea Nazionale del Pd. “Abbiamo mostrato una strordinaria coralità nell’analisi e nella questione politica: il dibattito di questi due giorni ha mostrato grande emozione e tensione civile che non dobbiamo abbandonare. Noi siamo un partito di governo e lo dimostriamo sia nelle decisioni politiche sia quando diciamo parole non generiche sull’Italia che vogliano e che promettiamo di fare” “Abbiamo arricchito le nostre proposte di contenuti che qui a Roma dovremo sintetizzare. I contenuti toccano a noi e non possiamo delegarli a nessuno: L’Agenda del Paese. “Parliamo d’Italia. Berlusconi ha ribaltato l’agenda ponendo se stesso al centro. Noi non lo accettiamo. L’Italia al centro della nostra politica. Il respiro del progetto. “Il nostro progetto e la sua lunghezza d’onda guarda il decennio appena finito ed il prossimo. Il decennio del berlusconismo ha aggravato …

Il 17 marzo di Confindustria "Al lavoro anche se è festa", di Giorgio Ruffolo

Emma Marcegaglia si preoccupa assai della perdita delle ore di lavoro destinate alla celebrazione dell´unità d´Italia. La festività è prevista per il 17 marzo. Ho sempre apprezzato la serietà delle posizioni assunte da Marcegaglia: anche lo stile e il coraggio. Questa volta non posso proprio.Credo che avrebbe dovuto riflettere al fatto che non si tratta di una “festa”, che prende a pretesto un fatto storico per concedersi una vacanza, ma di un giorno da dedicare alla memoria e alla storia di questo Paese. Nel quale abbiamo molti Santi e Madonne cui tributiamo l´omaggio di una giornata di lavoro senza che a qualcuno venga in mente di contare le ore produttive perdute. Se in centocinquant´anni non troviamo l´occasione di rinunciare a otto ore di produzione, vuol dire che o siamo allo stremo della nostra economia, o della nostra dignità. Non credo che la controproposta, di celebrare l´unità con un rinfresco, Marcegaglia avrebbe potuto avanzarla in Francia, in Spagna, in Inghilterra. O negli Stati Uniti. In quei paesi l´unità nazionale è un valore e non un prezzo. …