Tutti gli articoli relativi a: attualità

"E sul Tg1 va in onda l´intervista brezneviana", di Sebastiano Messina

C´era una volta il videomessaggio a reti unificate, con librerie di scena e telecamere velate. Oggi anche Berlusconi s´è adeguato ai tempi: gli bastano quattro minuti all´apertura del Tg1.Un Tg1 al cui confronto il mitico telegiornale Vremia dell´era brezneviana brilla ormai per indipendenza, autonomia e spirito critico. Chi ha visto ieri sera l´edizione delle 20 ha assistito a un evento scientificamente rilevante, una mutazione genetica in diretta televisiva: il videomessaggio con intervistatore embedded. Nel pieno di una tempesta che sta squassando la sua maggioranza, mettendo in pericolo il passaggio del federalismo fiscale e la stessa sopravvivenza del governo, nel bel mezzo di una bufera giudiziaria che vede il presidente del Consiglio indagato per reati infamanti, nel cuore di uno scandalo senza precedenti sugli eccessi imbarazzanti della sua vita privata, il principale telegiornale del servizio pubblico ottiene una «intervista esclusiva» con Berlusconi, la mette in cima al suo menù dell´ora di cena, la annuncia con toni emozionati nei titoli di testa, e poi cosa gli va a domandare l´intervistatore presidenziale? La verità sui cinque milioni promessi …

"Famiglie, indietro tutta. Reddito diminuito del 2,7%", di Marco Ventimiglia

Il 2009 è periodo recentissimo,ma presi dalle incombenze quotidiane si finisce spesso per dimenticare qualche cosa di importante. Ed allora, di fronte alle cifre mostrate ieri dall’Istat che lo certificano come un anno infausto dell’economia nazionale, sarà bene riportare alla mente il volto che, in quel 2009, esibiva Silvio Berlusconi. Non è una gran fatica, perché si tratta esattamente della stessa faccia che va in onda adesso per negare l’esistenza delle notti di Arcore, solo che allora l’oggetto del diniego era un altro: la crisi. Per il presidente del Consiglio, ed a ruota il governo tutto, semplicemente non esisteva, il solito inganno mediatico mentre le fondamenta dell’economia nazionale erano molto migliori di tante altre nazioni europee. Parole, certifica ora l’Istituto di statistica, che riempivano l’etere mentre gli italiani stavano conoscendo la più significativa contrazione del loro reddito da decenni a questa parte… Dunque, i numeri dell’Istat dicono innanzitutto che nel 2009, per la prima volta in 15 anni, il reddito disponibile è diminuito. E nonsi è trattato di una flessione di qualche decimale di punto, …

Democrazia e decadenza", di Adriano Prosperi

Perché, nonostante le prove schiaccianti di ripetute e numerose illegalità e turpitudini morali, gli italiani continuano a sostenere Silvio Berlusconi? Questa è la domanda che ci si pone fuori d´Italia. Il New York Times ha aperto uno spazio di dibattito sull´Italia intitolandolo così: “Decadenza e democrazia in Italia”. è un titolo che ci ricorda un punto importante: dal punto di vista di una tradizione come quella americana la moralità e la democrazia sono essenziali l´una all´altra. Dalla decadenza morale discende la crisi della democrazia. Il politico che mente, che giura il falso, che dà esempi di vita palesemente immorale, che attacca l´ordinamento costituzionale, vi è non solo messo in stato d´accusa ed espulso dal gioco del potere ma è anche immediatamente colpito dal verdetto inappellabile dell´opinione pubblica. Il caso Berlusconi sembra fatto apposta per proiettare come in uno specchio rovesciato l´idea di democrazia agli occhi del paese che l´ha creata. Così gli argomenti hanno finito col battere sul tasto della diversità antropologica degli italiani: disposti a perdonare tutte le forme di corruzione, maschilisti e sessisti, …

"La ribellione degli uomini", di Gad Lerner

Il maschio italiano schierato con le donne che si ribellano all´offesa della loro dignità? Tale è la sfida allo stereotipo del vitellone nazionale, da esporlo come minimo a sospetti e ironie. Il furbacchione si trincera dietro alle suore e alle femministe solo ora che c´è di mezzo Berlusconi, altrimenti… È roso dall´invidia per il maturo dongiovanni; si ricicla bacchettone dopo aver predicato la libertà sessuale; spia dal buco della serratura il bottino che mai riuscì a procacciarsi. Traduce la frustrazione in moralismo. E avanti di questo passo: quasi dovessimo coprirci di ridicolo, noi uomini, per solidarizzare con le nostre concittadine in un paese noto ormai come il più misogino dell´occidente. Afflitto non a caso dal più alto tasso europeo d´inattività femminile (una donna su due non trova o non cerca lavoro, dato Istat 2009). Per non parlare della loro emarginazione dal potere politico. Scatta poi un istinto atavico, più nel profondo del maschio intimidito e attratto dall´esuberanza femminile. Se quelle ragazze si offrono al desiderio del potente per trarne vantaggi, non sarà la loro una …

"La Lega ci pensa: votare a giugno", di Francesco Lo Sardo

Il Carroccio è sempre più nervoso e ipotizza le urne nella tarda primavera. Elezioni anticipate a giugno 2011, dopo l’approvazione dell’intero pacchetto dei decreti attuativi del federalismo. Se è questo il vero l’oscuro oggetto del sotterraneo confronto-scontro in atto al vertice della Lega, Silvio Berlusconi ha tutti i motivi per essere più che allarmato. Anzitutto perché il Cavaliere alle elezioni non vuole andarci con la quasi certezza di perdere il senato per colpa del Terzo polo, men che meno poi nel mese estivo di giugno che Berlusconi considera sfavorevole alla mobilitazione del suo elettorato. Perciò Berlusconi sta facendo di tutto per cercare di tenere a galla il suo governo con altri arrivi dall’Mpa (si vocifera di Latteri e Misiti) per portare da 5 a 7 i voti di vantaggio della maggioranza sull’opposizione a Montecitorio. Nessuno si illude di andare lontano: «Se tutto va bene, riusciremo a tenere fino alla fine del 2011, ma oltre non sarà facile…», ammette uno dei “motori” del neo-gruppo dei “responsabili”, la cosiddetta “terza gamba” della maggioranza Pdl-Lega. Se questo è …

"L’Italia sotto la media Ue per innovazione e ricerca", di Marco Mongiello

L’Italia arranca dietro l’Europa e l’Europa arranca dietro Stato Uniti e Giappone. È questa la situazione fotografata dal Nuovo quadro valutativo sull’innovazione, presentato ieri a Bruxelles dal commissario all’Industria, Antonio Tajani, e dal responsabile per la ricerca, Máire Geoghegan- Quinn. Lo studio misura nei Paesi europei 25 indicatori di innovazione, dalla qualità delle risorse umane, ai finanziamenti alla ricerca, agli investimenti delle imprese. Ne esce il ritratto di un’Europa in ritardo, soprattutto sull’attività di ricerca e sviluppo del settore privato. «Il divario si legge – è particolarmente ampio e in rapido aumento per quanto riguarda le entrate dall’estero derivanti da licenze e brevetti ». Resta il vantaggio su India e Russia, ma si accorcia quello sulla Cina. Tra i Ventisette però la situazione è molto differente. Ci sono i «leader dell’innovazione»,come Danimarca, Finlandia, Germania e Svezia. Ci sono i Paesi «che tengono il passo», tra cui Francia e Gran Bretagna. E poi ci sono quelli che non tengono il passo, diplomaticamente definiti «innovatori moderati», tra cui l’Italia, in compagnia di Grecia, Portogallo, Spagna e altri …

"Voto decisivo per restare in vita", di Marcello Sorgi

Le sorti del governo e della legislatura restano appese al voto di domani sul federalismo. Mentre infatti Berlusconi sa di poter contare su una maggioranza esigua ma solida nella votazione sull’autorizzazione a procedere richiesta dei magistrati, nella «bicameralina» che dovrebbe dare il via alla riforma federale i numeri sono ancora bloccati a quindici contro quindici. L’apertura fatta ieri sera dal ministro leghista Calderoli, che sta gestendo la trattativa in commissione, alla richiesta dell’opposizione di un fondo perequativo tra regioni forti e deboli, va in direzione della ricerca di un accordo. Ma il merito del testo conta fino a un certo punto in un passaggio che potrebbe portare a un’accelerata verso le elezioni. Se, come sembra ormai da qualche giorno, le opposizioni preferiscono andare alle urne, difficilmente daranno una mano al governo sulla materia federale. E se la riforma dovesse restare bloccata, come ha detto il ministro dell’Interno Maroni, lo scioglimento delle Camere diventerebbe inevitabile. Ma non sono solo Bersani, Casini e gli altri avversari del Cavaliere a dover valutare bene il proprio comportamento. E’ lo …