Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La notte della Repubblica", di Massimo Giannini

Questa è la notte della Repubblica. La crisi del berlusconismo precipita il Paese nel «conflitto istituzionale permanente». Parlamento contro Procure. Presidente del Consiglio contro presidente della Camera. Palazzo Madama contro Montecitorio. Ministro degli Esteri contro terza carica dello Stato. Nessuna delle istituzioni repubblicane è ormai più al riparo.n questa disperata guerra per la sopravvivenza dichiarata al resto del mondo, il Cavaliere è ormai pronto ad usare tutte le armi possibili. Bugie pubbliche e forzature politiche. Abusi di potere e dossier avvelenati. È la «strage delle regole». Tutto quello che avviene è ai margini o al di fuori del sistema delle norme codificate. Lo è lo spettacolo andato in onda alla Camera, dove la Giunta per le autorizzazioni a procedere ha deciso di rinviare a Milano gli atti dell´inchiesta su Ruby, stabilendo una singolare competenza: quella del Tribunale dei ministri che giudica nel «merito» delle accuse. Lo è lo spettacolo andato in onda al Senato, dove Franco Frattini si è trasformato per un quarto d´ora in un pubblico ministero, emettendo una sua singolare «sentenza»: il governo …

"Perché gli italiani tollerano l'edonismo di Berlusconi? Se ne discute sul New York Times", di Elysa Fazzino

“Perché gli italiani – soprattutto le donne – hanno tollerato le buffonerie di Berlusconi per così tanto tempo? C’è un punto critico per gli italiani?”. E’ quanto si domanda il New York Times nell’introdurre un dibattito online su “Decadenza e democrazia in Italia”. La discussione si allarga dal premier al paese che lo appoggia: “Cosa ci dice sugli italiani la tolleranza che hanno per l’edonismo di Berlusconi?”, incalza il Nyt. Le opinioni, ospitate nella rubrica “Room for Debate”, tentano di fare luce sul fenomeno. L’élite italiana preferisce Berlusconi, sostiene Federico Varese, docente di criminologia all’Università di Oxford. La gente comune avrà anche raggiunto il punto di saturazione, ma “non l’élite economica, sociale e politica”. A suo parere, per lo più, i leader imprenditoriali “preferiscono tuttora il governo Berlusconi piuttosto che uno guidato dalla sinistra”. E il Vaticano “è stato molto timido nella sua critica”. Chiara Volpato, docente di psicologia alla Bicocca, sottolinea il ruolo “decorativo” delle donne nei media di Berlusconi. In una società dove le donne svolgono un ruolo subordinato, “alcune donne cercano di …

"Il rischio-caos che minaccia il Paese", di Federico Geremicca

Un cumulo di macerie fumanti, circondate da miasmi venefici, mentre fango e melma ricoprono quel che non è stato ancora distrutto del tutto. Come se un terremoto si fosse abbattuto sulle istituzioni repubblicane, ecco quel che si osservava ieri, alle otto della sera, di uno dei giorni più neri che la Repubblica ricordi: un panorama sudamericano. In una sorta di resa dei conti finale, infatti, in questa guerra autodistruttrice di tutti contro tutti, non una istituzione – e non un uomo che la rappresenti – ha mantenuto intatto il prestigio e il decoro che dovrebbero legittimarla. Così, non è un caso se dall’alto del Colle del Quirinale – unico e preoccupato riferimento in questi giorni di convulsioni – filtri una sola e allarmata considerazione: «Una situazione ingestibile». I giornali che stampano in prima pagina l’ennesima slavina di ricatti, bugie e miserie intorno alle notti e alle frequentazioni del presidente del Consiglio sono solo la premessa al peggio che sta per arrivare. E il peggio è presto raccontato, in una sequenza impietosa che mostra – soprattutto …

"Rai, Masi: applausi bipartisan", di Maria Zegarelli

Il pubblico «attivo» ospite nei programmi di approfondimento dovrà essere sapientemente dosato o, se volete, equamente schierato, a prescindere da quello che si dirà in studio. Altrimenti, la Rai farà meglio a rinunciarci, come annuncia il direttore generale, Mauro Masi, tornato ieri alla carica con una circolare vincolante. Per dovere di cronaca: a porre la questione del pubblico era stata nei giorni scorsi la sottosegretaria Daniela Santanché che si era vista negare l’ingresso ad Annozero di una sessantina di suoi supporter. Qualche collegamento? Sicuramente una coincidenza. Sta di fatto che ieri mattina la missiva del Dg è stata recapitata ai direttori di Rete e a quelli di Testata della Rai per ricordare che la presenza del pubblico in sala è da ritenere «un elemento di responsabilità precipuamente gestionale e pertanto pienamente riconducibile alla specifica responsabilità dei Direttori di Rete e di Testata (e quindi non può essere attribuita, più o meno tacitamente, a scelte autonome dei conduttori e/o autori di prodotti editoriali)». Bilancia o blindatura? Pubblico pesato con il bilancino dunque, nessun riferimento ad una …

Appalti G8, verso il processo "A Bertolaso case, soldi e sesso", di Carlo Bonini

Da Anemone a Balducci, in 22 sotto accusa: un patto criminale. Chiuse le indagini: “Per 11 anni hanno truccato il mercato e saccheggiato le risorse pubbliche”. Per 11 anni, «uno stabile sodalizio a delinquere» ha governato il Sistema dei Grandi appalti pubblici di questo Paese, «pilotandone le scelte», saccheggiandone le risorse, truccando il mercato, umiliando le regole di imparzialità e trasparenza. Per 11 anni, «un´associazione per delinquere ha commesso una serie indeterminata di corruzioni, abusi di ufficio, rivelazioni di segreto d´ufficio, favoreggiamenti, mettendo la funzione dei funzionari pubblici a disposizione di privati imprenditori, tra cui principalmente Diego Anemone e il gruppo di imprese a lui riconducibile». Perché, «di fatto, i funzionari pubblici hanno operato a servizio del privato e consentito che la gestione degli appalti avvenisse in maniera del tutto antieconomica per le casse pubbliche a favore degli imprenditori». E dei loro astronomici «profitti illeciti». In soli quattro anni, dal 2004 al 2009, e per il solo Diego Anemone e il suo occulto socio, il grand commis di Stato ed ex presidente del Consiglio superiore …

"Nuovi segreti. La verità mediatica", di Carlo Galli

«La tendenza a nascondere le cose a ha contagiato anche le democrazie. Mistificare assume una rilevanza pubblica perché nessuno può più esercitare il diritto di critica». La politica non è lo spazio né della Verità né della Menzogna. Non deve ospitare un Assoluto da custodire a ogni costo, né un Vuoto radicale di senso, in cui tutto è possibile; né un Bene né un Male. Perché spesso l´uno si rovescia nell´altro. Un´illustre tradizione che, in età moderna, nasce in parte da Machiavelli e dalla Ragion di Stato, collega la politica al Male e teorizza anche la liceità, per il potente, di mentire; il potere politico è segreto, le sue vie e le sue ragioni sono nascoste al popolo, a cui la vera finalità dell´agire politico – la potenza – non va rivelata; anzi, la si deve schermare, dissimulare, rappresentare falsamente come fosse orientata al Bene. Il potere è opaco, e tale deve rimanere; non può essere indagato né criticato, perché trascende la comprensione della gente comune, dei cittadini. La modernità politica si è affermata attraverso …

"L'amara vittoria del Premier", di Michele Brambilla

Bondi non è stato sfiduciato, e resterà ministro. La Camera l’ha salvato con 314 voti. Coloro che gli contestavano la gestione dei beni culturali, e i crolli a Pompei, si sono fermati a quota 292. Questi i freddi dati di cronaca. Ma se non vogliamo prendere in giro i lettori (e gli elettori), dobbiamo aggiungere che, benché la giornata parlamentare di ieri ruotasse attorno a questa votazione, del ministro Bondi e tanto meno dei crolli a Pompei ieri alla Camera non importava niente a nessuno. L’attacco a Bondi era in realtà un attacco al governo; e la difesa di Bondi una difesa del governo. E dunque da un certo punto di vista si può dire che ieri Berlusconi ha ottenuto una nuova vittoria. Il voto di sfiducia al ministro dei Beni culturali era stato annunciato come una specie di giorno del giudizio. Il quarto, dopo quelli in cui s’è votato sul sottosegretario Caliendo (4 agosto scorso), sui cinque punti del programma (29 settembre), e sul governo rimasto orfano dei finiani (14 dicembre). Tutte prove di …