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Sfiducia al ministro Bondi: intervento dell'On Michele Ventura

Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con la dovuta attenzione la replica del Ministro Bondi al quale vorrei ricordare che non ci si può limitare ad un rendiconto soltanto relativamente a ciò che hanno prodotto coloro che hanno avuto quella responsabilità prima. Cosa intendo dire? Il Ministro Bondi si è dimenticato che l’unico Governo che ha aumentato sostanzialmente le risorse nel campo delle attività culturali è stato il primo Governo Prodi, nonostante si fosse impegnati in una manovra durissima per l’ingresso nell’euro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)! Dopo quel quinquennio, onorevole Bondi, vorrei ricordare a lei ed ai membri della maggioranza che voi avete governato per otto o nove anni! Ve lo dobbiamo ricordare tutte le volte, come se questo fosse un dato ininfluente. Portate dunque le responsabilità del declino per quello che riguarda i finanziamenti e lo stato della cultura nel nostro Paese. Lei si è rivolto particolarmente ai problemi riguardanti la città di Roma. Ci vuole obbiettività ed equilibrio, lei lo ha chiesto a noi ed io mi permetto di chiederlo …

"Quando l'equità migliora la vita", di Enrico D'Elia

In genere, gli indicatori statistici di benessere misurano soprattutto i fattori che contribuiscono a generarlo. E ciò porta a sopravvalutare il benessere individuale. Per lo stesso motivo, anche una maggiore sperequazione delle risorse tra gli individui tende a far sovrastimare il benessere collettivo. Mentre invece ogni aumento delle disuguaglianze riduce il benessere collettivo, a parità di Pil. E solidarietà e coesione sociale dovrebbero essere considerati come strumenti indispensabili per raggiungere livelli di benessere più elevati. Si stanno moltiplicando i tentativi di misurare il livello di sviluppo economico e sociale attraverso indicatori complementari al Pil, soprattutto dopo la conclusione dei lavori della commissione Sen – Stiglitz – Fitoussi, e inevitabilmente l’attenzione cade su qualche approssimazione del benessere collettivo. (1) Sarebbe opportuno riesaminare alcuni risultati acquisiti quasi un secolo fa su questo argomento, quando furono anche gettate le basi dell’attuale sistema di contabilità nazionale, di cui il Pil è solo l’elemento più noto. DIFFICILE MISURARE IL BENESSERE Il primo punto fermo è che il benessere non può essere misurato direttamente, perché si tratta di una condizione tipicamente …

"Bidussa: La giornata della memoria è in affanno, cambiamola", di Simonetta Fiori

“La commemorazione ufficiale dell´Olocausto ormai è diventato solo un esercizio mnemonico. Manca la presa di coscienza”. Lo storico sociale dell´Istituto Cervi s´interroga su quanto sia ancora adeguata la ricorrenza del 27 gennaio “Il bilancio dell´iniziativa non è da considerare negativo Ha avuto il merito di estendere enormemente la sensibilità sulla Shoah ma non basta più”. “Non siamo stati capaci di costruire una storia narrata popolare. La nostra è una storiografia litigiosa che ha ceduto al modello della tv”.La giornata della memoria, il 27 gennaio, compie dieci anni. E se indiscusso appare il successo dell´iniziativa sul piano delle celebrazioni e della produzione editoriale, ci si comincia a interrogare sull´efficacia su un anniversario sempre più schiacciato sul «marketing memoriale». Un consumo veloce e rassicurante. Una storia usa-e-getta piegata a un utilizzo autoassolutorio piuttosto che un´indagine perturbante dentro l´orrore che ancora ci appartiene. Un martirologio che rischia di rimanere muto sulle inquietudini del presente. Dall´Istituto Cervi, officina di ricerca e di ripensamenti, parte una riflessione che non vuole certo demolire una data significativa ma pone alcuni interrogativi su …

"Bondi val bene una messa", di Rudy Francesco Calvo

A Montecitorio oggi il ministro della cultura sulla graticola.. “Credo sia più importante partorire che la mozione su Bondi”. La battuta di Pier Ferdinando Casini anticipa il prevedibile esito della votazione di oggi sulla mozione di sfiducia contro il ministro della cultura. Ieri, infatti, la conferenza dei capigruppo ha respinto la richiesta dell’Udc, sostenuta da tutte le minoranze, di rinviare il voto alla prossima settimana, a causa della sovrapposizione con i lavori dell’assemblea parlamentare del consiglio d’Europa, chiamato in particolare giovedì mattina a esprimersi su un documento di censura alle violenze contro i cristiani in Medio Oriente. Ad appoggiare l’ipotesi di rinvio era stato anche il capogruppo leghista Reguzzoni, ma al Pdl è bastato fare due conti per imporre lo stop: in questi giorni, la minoranza a Montecitorio è a ranghi ridotti, a causa di diversi assenti per motivi di salute (compresa la finiana neomamma Giulia Bongiorno, cui si riferisce Casini con la sua battuta), ai quali si aggiunge il centrista Luca Volontè, capogruppo del Ppe in consiglio d’Europa, già a Strasburgo da lunedì. Non …

"La linea d'ombra", di Barbara Spinelli

Viviamo, da ormai quasi un ventennio, nella non-politica. Della politica abbiamo dimenticato la lingua, il prestigio, la vocazione. Dicono che a essa si sono sostituiti altri modi d´esercitare l´autorità: il carisma personale, i sondaggi, il kit di frasi e gesti usati in tv. Ma la spiegazione è insufficiente, perché tutti questi modi non producono autorità e ancor meno autorevolezza. Berlusconi ha potere, non autorevolezza. Non sono le piazze a affievolirla ma alcune istituzioni della Repubblica. evidentemente non persuase dalle sue ingiunzioni. Le vedono come ingiunzioni non di un rappresentante dello Stato, ma di un boss terribilmente somigliante al dr Mabuse, che nel film di Fritz Lang crea un suo stato nello Stato. Alle varie istituzioni viene intimato di ubbidire tacendo, e già questo è oltraggio alla politica e alla Costituzione. Specialmente sotto tiro è la magistratura, che incarna il diritto. Un gran numero di magistrati si trova alle prese con un leader-non leader, sospettato di crimini di cui la giustizia indipendente non può non occuparsi. Le sue peripezie sessuali lo hanno minato ulteriormente, essendo forse …

"Non seguiamo chi nega futuro ai nostri giovani", di Roberto Perotti

Ognuno dà il giudizio che vuole sulle nottate di Arcore. Ma un fatto è chiaro: molte, forse tutte le ragazze che vi hanno partecipato erano spinte dalla speranza di mettere un piede nel mondo dello spettacolo. La stessa speranza sta dietro la sorprendente posizione delle loro famiglie, che spesso le incoraggiavano ad accettare qualunque cosa pur di favorire quella carriera. Questa speranza è una misura della visione distorta del futuro che ormai attanaglia tante famiglie italiane. Per molte di esse la carriera nello spettacolo è un investimento più solido dell’istruzione. Ma è una chimera costosa, per le povere ragazze che ne sono vittime e per la società. Una su mille ci riesce; ma anche per coloro che ci riescono, la nozione di “carriera” si riduce tipicamente a qualche apparizione, un tempo a Drive in, oggi a Colorado. Semplicemente, il ritorno economico da questo investimento è tra i più bassi che si possa immaginare. E i danni psicologici di lungo periodo, quando queste ragazze una volta usate si ritrovano senza né arte né parte, non sono …

"Spegniamo il premier che insulta in tv", di Giovanni Valentini

“Postribolo televisivo”. Coniata da un personaggio come Silvio Berlusconi, che è esperto e cultore della materia, la sprezzante definizione del talk-show di Gad Lerner rischia di risultare un complimento. O addirittura un titolo di merito. Detto dall´uomo che minaccia di ridurre l´Italia a un puttanaio, potrebbe apparire perfino un elogio, se non fosse in realtà tanto gratuito quanto offensivo per il conduttore del programma, per le sue ospiti e soprattutto per i telespettatori de “La 7” che lo seguono. Siamo, dunque, all´inaugurazione di un nuovo genere tv? Dal talk-show passeremo al sex-talk? Arcore sarà ribattezzata Hardcore? Più prosaicamente, ci troviamo di fronte alla più violenta e devastante invasione di campo (televisivo) che sia mai avvenuta nella storia della tv mondiale. Un capo di governo che chiama in diretta lo studio di una trasmissione in corso per attaccare un giornalista che fa il suo mestiere, aggredire e insultare gli ospiti, infangare una rete concorrente. E per di più, con un linguaggio che – alla luce delle sue disinvolte ed equivoche abitudini o frequentazioni notturne – alla …