Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La retorica del 5 per mille", di Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra

Il 5 per mille mostra sempre più la corda. Non solo è costantemente a rischio di sopravvivenza. Ma si sta rivelando anche uno strumento inadatto a sostenere il volontariato e gli enti non profit. Comporta costi rilevanti di pubblicità per i privati e di gestione per l’amministrazione pubblica. Finisce col finanziare a pioggia, e con importi modesti, enti con le finalità più disparate. La sua efficacia andrebbe confrontata con quella delle agevolazioni fiscali previste per le stesse finalità. Enti locali e finanziamenti virtuosi al terzo settore. La rivoluzione tremontiana per finanziare il volontariato e gli enti non profit, il 5 per mille, che nelle parole del suo fondatore doveva permettere di trasferire potere dallo Stato alla società in un’ottica di “sussidiarietà fiscale”, mostra sempre più la corda. Oltre a essere costantemente a rischio di sopravvivenza, si sta rivelando uno strumento inadatto e discutibile a svolgere le funzioni per cui è stato introdotto. FINANZIAMENTO VERO E PARTITE DI GIRO Anche quest’anno, come ogni anno da quando è stato introdotto in via sperimentale con la legge Finanziaria …

Legittimo impedimento bocciato in parte a decidere dovranno essere i giudici

Sentenza sostanzialmente sfavorevole a Berlusconi da parte della Consulta sulla legge pensata per mettere il premier al riparo dai processi che lo vedono imputato. In particolare viene affidato ai magistrati giudicanti di valutare le ragioni che secondo la difesa impedirebbero la presenza in aula. Parziale bocciatura. E’ questo il verdetto della Consulta al termine della lunga camera di consiglio per valutare la costituzionalità della legge sul legittimi impedimento. Stando a quanto riferisce l’Ansa, la decisione dell’Alta Corte ha preso una decisione che in parte boccia e in parte interpreta alcune norme sul ‘legittimo impedimento’. La Corte Costituzionale avrebbe infatti posto diversi paletti alla legge nata per mettere temporaneamente al riparo il premier Berlusconi dalla ripresa dei suoi tre processi (Mills, Mediaset e Mediatrade). In particolare, la Consulta avrebbe bocciato la certificazione di Palazzo Chigi sull’impedimento e l’obbligo per il giudice di rinviare l’udienza fino a sei mesi, dichiarando illegittimo il comma 4 dell’art.1 della legge 51 del 2010. E avrebbe bocciato in parte il comma 3, affidando al giudice la valutazione del ‘legittimo impedimento’. La …

"Una maggioranza artificiale ostaggio della Lega", di Arnaldo Sciarelli

Il triangolo dialettico di Giorgio Napolitano – incontro per gli auguri di Natale, discorso di fine d’anno, intervento a Reggio Emilia – consente ai politici italiani di capire che il presidente ha le idee chiarissime su come affrontare il presente, duro e complicato, e programmare un futuro tentando di leggerne la complessità e le variabili. Certo è che non mollerà di un centimetro la difesa dell’Unità nazionale, della Carta costituzionale e dell’interesse generale che questa maggioranza artificiale di governo, piaccia o non piaccia, non riesce a fare. Al di là delle obiettive difficoltà economiche di origine internazionale, da una parte c’è un devastante conflitto di interesse, dall’altra la presenza, inimmaginabile e volgare in uno stato di diritto, di un partito statutariamente secessionista che è purtroppo nel governo del nostro paese e che consente, quindi, per motivi numerici, il perdurare del predetto conflitto. E tutto ciò deriva, fa bene ripetere, da una legge elettorale che consente alla minoranza coesa del berlusconismo di diventare maggioranza e al 60% dell’opposizione non coesa di diventare minoranza. Ecco perché questo …

«Liste di ebrei. L’antisemitismo continua a esistere», intervista ad Amos Luzzatto di Umberto De Giovannangeli

L’ex presidente delle comunità ebraiche italiane: «Provo rabbia e indignazione per i nomi sul sito neonazista ma non sorpresa. Le radici del razzismo sono ancora forti». Il monito. «Da tempo sollecito l’opinione pubblica a non considerare la Shoah come memoria di un oscuro passato». I ricordi. «Ero piccolo quando passavano le camicie brune e si diceva: in Italia non può accadere nulla di terribile». Rabbia. Dolore. Inquietudine. Tutto, tranne che sorpresa. Perché non smetterò mai di denunciare che le radici politiche, storiche e culturali dell’antisemitismo continuano ad esistere e a ramificare». Ad affermarlo è una delle figure più autorevoli e rappresentative dell’ebraismo italiano: Amos Luzzatto, già presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. (Ucei). Professor Luzzatto, a cosa è improntata la sua prima reazione alla notizia del sito neonazista statunitense che ha pubblicato una lista di ebrei italiani? «Rabbia. Indignazione. Inquietudine. Tutto ma non sorpresa. Da molto tempo sollecito l’opinione pubblica, in particolare in questi giorni in cui si ricorda la Shoah, a non comportarsi come se si trattasse della memoria di un oscuro passato che …

"La passione delle armi", di Massimo Cavallini

L’abuso delle pistole è un elemento viscerale dell’America profonda. E nessuno vuole davvero affrontarlo. Miami. Sherlock Holmes usava partire, per sciogliere il mistero d’ogni omicidio, dal primo degli elementi a disposizione: l’arma del delitto. Ed assai utile (elementare Watson) è seguire questa basilare linea di condotta anche nel caso del massacro nel Tuscany Village di Tucson, Arizona. Non, ovviamente, per scoprire un assassino il cui allucinato sorriso ci fulmina da giorni dalle prime pagine dei giornali, ma per cogliere la più cruda ed essenziale tra le verità che l’attacco armato contro la deputata Gabrielle Giffords racconta dell’America ed all’America. LE CRONACHE della strage ci hanno fin dal primo istante detto, a tal proposito, due cose. La prima: che quell’arma – la stessa usata, il 16 aprile del 2007, nel massacro del Virginia Tech, 32 morti ammazzati – era una Glock 19, pistola semiautomatica per l’occasione alimentata da uno speciale caricatore che le ha consentito – che ha consentito all’omicida – di sparare, in rapidissima successione, 31 colpi. E – seconda cosa – che quell’arma era …

Così i tribunali suppliscono al deficit della «politica vera», di Luigi Manconi

La soluzione ideale sarebbe una legislazione prudente e non invasiva rispettosa della sfera più intima della persona ma in questo momento una simile legge è irragiungibile. Le parole di Pio XII Nel ’57 il Papa parlava di «soppressione del dolore» consentita. Il felice tempismo, se così si può dire, della sentenza del tribunale di Firenze che ha accolto la richiesta di nomina di un “amministratore di sostegno” per far rispettare le Direttive anticipate di volontà di un cittadino segnala uno dei molti paradossi italiani. Mentre il centrodestra affida al ddl sul Testamento biologico – sciaguratamente presentato come una sorta di “test sui valori” – il compito invero assai poco valoriale di puntell re il proprio traballante governo, la volontà dei cittadini va in tutt’altra direzione. E trova ascolto, provvidenzialmente, nei tribunali. Provvidenzialmente, anche se sarebbe preferibile una diversa soluzione: ovvero una legislazione prudente e non invasiva, limitata nelle sue facoltà e non prescrittiva, rispettosa della sfera più intima della persona e del principio dell’autonomia individuale. Ma una simile legge, con gli attuali rapporti di forza …

"Bersani per la conta, non per lo scontro", di Rudy Francesco Calvo

Con la direzione di oggi, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani proseguirà la via intrapresa con la lettera pubblicata sul Messaggero la scorsa settimana: rilanciare una piattaforma autonoma del partito, da proporre a tutte le forze di opposizione, di sinistra e moderate, per preparare un fronte comune in caso di elezioni anticipate. Un’ipotesi che per il Nazareno resta in campo, nonostante le prese di posizione di Casini e Fini in questi giorni, soprattutto se oggi la Consulta dovesse bocciare la legge sul legittimo impedimento, lasciando Berlusconi senza uno scudo giudiziario. Bersani non rinuncerà quindi alla strategia che ha portato avanti finora, ma affiancherà ad essa un impegno più deciso a favore della costruzione di un profilo chiaro del partito. «Non faremo il giro delle sette chiese per vedere se qualcuno apre le porte – ha spiegato ieri il leader dem – per noi i problemi sono tali che serve una convergenza di forze per andare oltre il berlusconismo. Noi proporremo un progetto, ognuno poi si assumerà le proprie responsabilità». Sono parole che, se ripetute …