"La retorica del 5 per mille", di Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra
Il 5 per mille mostra sempre più la corda. Non solo è costantemente a rischio di sopravvivenza. Ma si sta rivelando anche uno strumento inadatto a sostenere il volontariato e gli enti non profit. Comporta costi rilevanti di pubblicità per i privati e di gestione per l’amministrazione pubblica. Finisce col finanziare a pioggia, e con importi modesti, enti con le finalità più disparate. La sua efficacia andrebbe confrontata con quella delle agevolazioni fiscali previste per le stesse finalità. Enti locali e finanziamenti virtuosi al terzo settore. La rivoluzione tremontiana per finanziare il volontariato e gli enti non profit, il 5 per mille, che nelle parole del suo fondatore doveva permettere di trasferire potere dallo Stato alla società in un’ottica di “sussidiarietà fiscale”, mostra sempre più la corda. Oltre a essere costantemente a rischio di sopravvivenza, si sta rivelando uno strumento inadatto e discutibile a svolgere le funzioni per cui è stato introdotto. FINANZIAMENTO VERO E PARTITE DI GIRO Anche quest’anno, come ogni anno da quando è stato introdotto in via sperimentale con la legge Finanziaria …
