Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Amnesty: un calendario di buone notizie", di Umberto De Giovannangeli

Un calendario della speranza. Le vittorie del 2010. Registrate in un campo cruciale: quello dei diritti umani. Le migliori 12 buone notizie del 2010. A indicarle è Amnesty International. «Il risultato del nostro impegno e di chi ha cuore i diritti umani è dimostrato dalle buone notizie che ci arrivano ogni giorno: prigionieri politici liberati, condanne a morte commutate, leggi liberticide cancellate, sgomberi forzati fermati e tanto altro…..» rileva Amnesty. Gennaio: rilasci – Guinea Issiaka Camara, Alpha Oumar Diallo e Hassiniou Pendessa, tre militari arrestati nel dicembre 2008, sono stati rimessi in libertà il 25 gennaio 2010. Non sono mai state rese note le ragioni del loro arresto e, per tutta la durata della detenzione, i tre militari non sono mai stati portati di fronte a un giudice. Amnesty International aveva chiesto alle autorità guineane di sottoporli a un processo regolare per un reato di accertata natura penale oppure di rilasciarli. Febbraio: campagna “Io pretendo dignità” – Burkina Faso Il 12 febbraio 2010, nel corso di un incontro col Segretario generale ad interim di Amnesty …

"Fermate Tremonti, killer dei piccoli giornali", di Gianni Del Vecchio

Anche quest’anno Tremonti ci sta riprovando. Ormai per il ministro dell’economia quella manciata di milioni che lo stato ogni anno passa ai piccoli giornali per tener vivo uno dei corollari della democrazia, e cioè il pluralismo dell’informazione, è diventata una specie di ossessione. Quei soldi devono sparire, e pure in fretta. Chi se ne importa se il parlamento, organo sovrano nella nostra Costituzione, abbia più volte votato contro i tentativi di taglio. E chi se ne importa che il braccio destro di Berlusconi, il sottosegretario Paolo Bonaiuti, stia lavorando a una riforma per rendere più trasparente ed efficace l’erogazione dei fondi pubblici alle testate di partito e alle cooperative. Per Tremonti le piccole testate non devono più gravare sulle casse pubbliche: o dimostrano di poter stare sul mercato oppure è meglio che rinuncino alle rotative. L’ultimo episodio della lunga battaglia è di questi giorni: nel decreto Milleproroghe sono stati tagliati i fondi per l’editoria (da 100 a 50 milioni) nonché azzerati i 45 milioni stanziati per le radio e tv locali. Contravvenendo così a quanto …

"Il delirio del potere", di Massimo Giannini

Come Charlie Chaplin con un gigantesco mappamondo tra le mani, Silvio Berlusconi contempla un orribile 2010 esaltando gli splendori del pianeta “pacificato” grazie alle sue virtuali capacità taumaturgiche, e non vede le reali miserie politiche ed economiche nelle quali sta precipitando il Paese che governa. Il presidente del Consiglio celebra il rito della conferenza stampa di fine d’anno tra la velleità ridondante del “Grande Dittatore” e la verbosità estenuante di Fidel Castro. Il mondo gli deve tutto: lui ha “imposto a Obama e Medvedev la sigla del Trattato Start” sulle armi nucleari, lui “ha fermato i carri armati russi a 20 chilometri da Tbilisi”, lui ha “suggerito a Gheddafi di dare una casa di proprietà di 25 metri quadrati a ogni libico”, lui si occupa “da trent’anni di Medioriente, per sanare la ferita aperta tra israeliani e palestinesi”. Un delirio di onnipotenza imbarazzante. Che svanisce miseramente quando il Cavaliere è costretto suo malgrado a ripiegare lo sguardo sui disastri della povera Italia. Qui emerge un ricettario di impotenza inquietante. Il premier non ha una soluzione …

"Uno tsunami morale per risalire", di Massimo Gramellini

Dopo la sbornia del “yes, we can”, meno vittimismo e più esempi. Il 2010 è stato l’anno delle sabbie mobili: né avanti né indietro, ma sempre più a fondo. Si discute di nucleare, mentre l’energia di cui avremmo maggiormente bisogno è la passione. Quella che ti spinge prima a immaginare il futuro e poi a crearne uno. Gli innocenti non sapevano che la cosa era impossibile e per questo la fecero, scriveva Bertrand Russell. E invece, dopo la breve sbornia obamiana, «yes we can» ha lasciato di nuovo il posto a «non si può», che è il mantra degli arresi, la gabbia contro cui si spiaccicano i sogni. Il 2010 si chiude con gli studenti in piazza e presto potrebbe toccare ai pensionati e persino agli occupati, perché se gli stipendi stanno diventando cinesi, il costo della vita rimane drammaticamente europeo. Ci si può opporre a questa crisi epocale che ha cambiato il flusso millenario della storia? No, ma ci si può convivere. Purché tutti facciano qualcosa. E in quel tutti ci siamo davvero tutti. …

"Il progetto, poi le alleanze", di Cesare Damiano

Obiettivi e parole d’ordine condivise. L’11 dicembre, in piazza San Giovanni, il Partito democratico ha dato una grande prova di determinazione e, soprattutto, di unità. Sono bastate poche ore, però, perché dall’interno tornassero a levarsi molte voci tra di loro contrapposte. Veltroni, ad esempio, è tornato a reclamare un cambiamento di linea politica. Latorre ad auspicare l’ingresso di Vendola nel Pd. Altri hanno espresso critiche e condivisioni alla linea del partito. A scanso di equivoci ribadisco che tutto questo è assolutamente lecito. Ma l’impressione che si ricava è che, ancora una volta, si sia trattato della rimessa in discussione della solita unità di facciata, buona soltanto per una importante manifestazione del Pd. Questo andazzo è pericoloso. Per il partito e, in prospettiva, per il paese. Che, oltre alla crisi economica e occupazionale, deve affrontare una crisi politica e di leadership sempre più grave e dagli sbocchi imprevedibili. Non si tratta, come ho già detto, di imporre il silenzio. In un partito davvero democratico la libertà di espressione e di critica può essere praticata da chiunque …

"Grandi manovre nella terra di mezzo", di Ilvo Diamanti

La fiducia ottenuta alla Camera dal governo, la settimana scorsa, ha prodotto effetti significativi negli orientamenti politici degli italiani. Ben visibili nel sondaggio di Demos pubblicato oggi su Repubblica. Anche se non si tratta di una svolta. Semmai: una “svoltina”. Non ha rovesciato il clima d´opinione. Ha, però, migliorato l´immagine del Premier. Oggi, infatti, poco più di un terzo degli elettori giudica positivamente l´operato di Silvio Berlusconi. Cioè: gli attribuisce un voto superiore o uguale a 6. Ciò significa, dunque, che i due terzi lo giudicano insufficiente. Tuttavia, rispetto a un mese fa, la fiducia nel presidente del Consiglio risale di qualche punto (2,6, per la precisione). Poco. Ma è da un anno che calava senza sosta. Parallelamente, la valutazione su Gianfranco Fini crolla. I giudizi positivi nei suoi confronti (29%) si dimezzano rispetto alla primavera scorsa. E calano di circa nove punti nell´ultimo mese. È come si fosse svolto un duello personale oltre che politico. Anche se non c´è differenza, in questa fase, fra “personale” e “politico”. Fini ha perso e ne paga le …

"Il Natale degli eritrei prigionieri nel Sinai", di Umberto De Giovannangeli

Vedere la propria madre stuprata dai predoni. Sentire le urla di dolore di quanti vengono picchiati brutalmente con sbarre di ferro. Aver bisogno di latte e dover bere acqua salata. È il Natale che attende il piccolo Karim. Unnome.Una storia.Comune agli oltre 250 sventurati da più di un mese ostaggi dei trafficanti di esseri umani nel deserto del Sinai, a ridosso con Israele. Molti di loro sono cristiani, e ciò che sperano è che quel bimbo nato in una mangiatoia nella non lontana Betlemme possa portar loro il donopiù ambito: la libertà. Karim, Fatima, Ahmed…A chi affolla le sale cinematografiche per l’immancabile cinepanettone natalizio, proponiamo un altro racconto. Vero. Drammaticamente vero. È il «Natale nel deserto» di 250 esseri umani che avevano tentato di raggiungere l’Europa, l’Italia ma sono stati respinti e gettati in pasto a criminali senza scrupoli. La loro realtà è questa: donnestuprate davanti ai loro familiari. E i tanti, i più, che non possono pagare il riscatto – 8mila dollari a testa – possono tentare una fuga disperata, che per otto di …