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"Pd e destra per salvare il Paese e dopo un anno si va a votare", intervista a Dario Franceschini di Giovanna Casadio

Franceschini: ma Berlusconi resti fuori. Serve un esecutivo che affronti la crisi economica e metta mano a una nuova legge elettorale. Invito rivolto a chi nella maggioranza antepone l´interesse nazionale all´interesse di parte. «Berlusconi si tolga di mezzo. Già da mesi avrebbe dovuto dimettersi. Quanto costerà questo atteggiamento del premier all´Italia? Ha lanciato l´allarme-rating ma l´instabilità è colpa della sua maggioranza e dipende anche dalla stagnazione di un paese, il nostro, che non ha più crescita. La sua pretesa di restare comunque a Palazzo Chigi, il suo discredito internazionale quanto incidono sul differenziale di interessi tra noi e la Germania? Un costo economico spaventoso a carico delle famiglie italiane». È una requisitoria quella di Dario Franceschini. Per le opposizioni, così come per Fini, è cominciato il conto alla rovescia: meno nove giorni al voto di sfiducia a Berlusconi. E la partita è già spostata sul “dopo”. Per il capogruppo Pd l´obiettivo è un governo di responsabilità anche di un anno, o quanto occorre, per affrontare l´emergenza economica e la riforma elettorale. Siete così certi di …

"La soluzione è nelle regole", di Luigi La Spina

Per chi guardi la politica italiana con l’interesse del cittadino, ma anche con l’esperienza della memoria, le vicende di questi giorni non suscitano preoccupazioni. La storia repubblicana del nostro Paese, per limitarci a quella, è segnata da ben altre fasi drammatiche, contrassegnate da morti in manifestazioni di piazza, tentativi più o meno velleitari di colpi di Stato, attentati terroristici culminati con il sequestro e l’omicidio di un grande leader, scandali e dimissioni forzate persino di un inquilino del Quirinale. Quello che più colpisce, invece, è l’estrema confusione. Confusione di ruoli, di regole, di confini, di responsabilità, per cui ogni previsione di quanto possa avvenire domani non è resa difficile dalla pluralità delle soluzioni oggi possibili, ma dalla assoluta imprevedibilità dei percorsi che si apriranno per raggiungerle. In questo clima, anche l’eccitazione verbale dei protagonisti della nostra vita pubblica, come il ricorso al mussoliniano «me ne frego» del coordinatore Pdl, Denis Verdini, più che segnare la temperatura dello scontro politico o il decadimento dell’educazione civile e democratica pare il sintomo del completo sbandamento delle emozioni, alla …

"Dal chi se ne frega alle foto della gogna", di Francesco Merlo

È un invito esplicito allo stalking, che è un reato ma anche una patologia. È un incitamento a molestare, che è un delitto punito dal codice ma anche un´ossessione. Ieri il quotidiano Libero ha pubblicato le foto segnaletiche e gli indirizzi mail dei parlamentari di centrodestra che hanno deciso di non votare la fiducia a Berlusconi: «Scrivete ai traditori» è il titolone di prima pagina che suona come uno spasmo bilioso e come un ordine al plotone di esecuzione: “puntate!”. Di sicuro nella sollecitazione all´offesa persecutoria contro i traditori c´è il tradimento (ops), anzi il naufragio del giornalismo, ben oltre la faziosità che è legittima e può essere persino una risorsa, il capitale vivo dell´informazione. Ed è un naufragio professionale confessato e certificato dallo stesso direttore Maurizio Belpietro che mette le mani avanti perché sa bene che sta usando, come scrive nelle prime righe, «la carta stampata come un manganello». E infatti arriva al “chi se ne frega” che del manganello è appunto lo storico, sodale camerata: «Dite quel che vi pare: a noi importa …

"Cinque? No, uno per mille", di Andrea Olivero

Da oggi possiamo chiamarlo “Uno per mille”. Come temevamo, al senato non è stato presentato nessun emendamento alla legge di stabilità, malgrado le promesse e le rassicurazioni. Il fondo stanziato per quello che fu il 5 per mille passa da 400 a 100 milioni, con una riduzione del 75% delle risorse, pari all’1,25 per mille. Praticamente, un’elemosina. Le residue speranze per il reintegro dei fondi sottratti sono affidate – ed è tutto dire – alla tenuta del governo, che il 14 dicembre chiederà la fiducia nei due rami del parlamento. L’ultima spiaggia per il recupero delle risorse è infatti rappresentata dal decreto “Milleproroghe” di fine anno. Ma già si parla di uno slittamento alla prossima primavera. E intanto, le oltre 30mila organizzazioni sociali che hanno raccolto in questi anni la fiducia di più di 15 milioni di contribuenti, dovranno ridimensionare le loro attività – in tempo di crisi e dunque di maggiori bisogni – perché non si può progettare e pianificare sulle promesse, ci vogliono certezze e stabilità. Il 5 per mille poi, anzi l’1 …

"Niente fondi alla maratona tanto vincono sempre i neri", di Filippo Tosatto

Padova, nuovo caso di razzismo dopo i rom. Polemica sul consigliere leghista. «Smettiamola di finanziare con soldi pubblici la Maratona del Santo, tanto vincono sempre africani ed extracomunitari in mutande». Al consigliere provinciale della Lega Pietro Giovannoni non va proprio giù il predominio del continente nero nella manifestazione sportiva di Padova ma le sue parole, pronunciate durante la discussione in Provincia sul tracciato della gara, hanno suscitato un vespaio anche alla luce delle invettive contro i rom scagliate, appena 24 ore prima via Facebook, da un altro politico padovano vicino al Pdl, il consigliere comunale Vittorio Aliprandi. Giovannoni, imprenditore titolare di un´azienda dolciaria, nega di essere razzista – «Gli atleti di colore costano di più, ecco il problema. So di cosa parlo, ho organizzato la Stramilano e la StraBelluno» – ma non è nuovo a provocazioni pesanti: mesi fa, commentando una mozione contro l´omofobia, parlò di «culattoni e lesbiche», giustificando l´espressione volgare col fatto che «in Veneto si dice così». Tant´è, le reazioni non si sono fatte attendere. «Nel centrodestra è in corso una sfida …

Chiusura Camera il Pd: "Occupiamola"

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ed il presidente del gruppo parlamentare della Camera, Dario Franceschini, hanno scritto oggi una lettera ai deputati del Pd per criticare la decisione di sospendere i lavori parlamentari imposta dalla maggioranza di centrodestra e per chiedere loro di far sentire la voce del Pd nel paese. “Cari colleghi- scrivono Bersani e Franceschini- l’inusitata decisione di sospendere i lavori della Camera in attesa della discussione sulla fiducia al governo e’ molto grave e assolutamente indicativa di come questa maggioranza di destra consideri il ruolo del Parlamento”. Momento delicato. “Tutti noi- aggiungono- abbiamo cercato di contrastare questa scelta. In giorni decisivi, in un momento cosi’ delicato dal punto di vista economico e sociale, e con importantissime scadenze europee, sarebbe stato doveroso continuare l’attivita’ del Parlamento”. “Ciascuno nei propri territori, puo’ tuttavia svolgere un ruolo importante in questi giorni, mobilitando i nostri iscritti, i simpatizzanti, i cittadini per spiegare le nostre ragioni e preparare nel modo migliore la manifestazione che il Pd ha indetto per l’11 dicembre in piazza San Giovanni, …

"Gli arditi del premier", di Massimo Giannini

Mancava ancora qualcosa, al processo di decomposizione del berlusconismo. L´irridente «me ne frego», che gli arditi del Pdl sbattono in faccia alle regole, alle istituzioni, alla Costituzione. Ebbene, grazie a Denis Verdini, pluri-inquisito coordinatore del Popolo della Libertà, è arrivato anche questo. «Ce ne freghiamo», annuncia il plenipotenziario berlusconiano. Se ne fregano delle prerogative del Presidente della Repubblica, al quale la Carta del ´48 assegna compiti precisi nella gestione della crisi di governo. Le conoscono, queste prerogative. I falangisti del Cavaliere sanno che la nostra, ancorché malridotta, è ancora una Repubblica parlamentare, dove le maggioranze nascono, muoiono e si modificano in Parlamento. Sanno che i parlamentari non hanno vincolo di mandato. Sanno che in presenza di una crisi di governo il capo dello Stato ha il dovere di verificare se esiste un´altra maggioranza. Sanno che in caso affermativo ha il dovere di affidare l´incarico di formare un nuovo governo a chi la rappresenta. Sanno tutto questo. Ma appunto: se ne fregano. Perché per loro, come si conviene a un populismo tecnicamente totalitario, la «ragion politica» …