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"Sei famiglie su dieci in difficolà a pagare mutui e bollette. L'evasione fiscale vale 100 miliardi l'anno", di Nicoletta Cottone e Claudio Tucci

Sei famiglie su 10 sono in difficoltà a pagare bollette, mutui, prestiti. Il 7,8%, nel 2009, non è riuscito a rispettare le scadenze previste, il 13,4%, lo ha fatto con molte difficoltà, il 38,5% con qualche difficoltà. Risultato? Che «l’Italia appiattita dalla crisi stenta a ripartire», sottolinea l’annuale rapporto del Censis sulla situazione sociale del Belpaese, presentato al Cnel, dal presidente del Censis, Giuseppe De Rita. A soffrire di più sono state le famiglie monogenitoriali e le coppie con figli. E per cercare di resistere alla crisi si punta soprattutto sul risparmio: nel biennio 2009-2010 è aumentata la liquidità detenuta dalle famiglie (+4,6% in termini reali i biglietti e depositi a vista, +10,3%, gli altri depositi), con la quale si cerca di tamponare spese impreviste. Il 28% degli italiani é «molto preoccupato» e il 40% «abbastanza preoccupato» perché il proprio reddito in vecchiaia sarà insufficiente a garantire un livello dignitoso di vita. Gli aumenti tariffari per il prossimo anno vengono calcolati in poco meno di mille euro a famiglia. Poi ci sono i contributi aggiuntivi …

"Gli studenti europei uniti contro i tagli", di Nadia Urbinati

La prima pagina del New York Times del 1° dicembre portava la stessa fotografia della prima pagina di Repubblica: quella che riprende lo scontro tra gli studenti di Bologna e la polizia. la foto a colori lascia intravedere del sangue sullo scudo di un poliziotto. Segno di una tensione non epidermica. In diversi Paesi europei questi mesi autunnali sono stati segnati da proteste e manifestazioni che hanno visto come protagonisti gli studenti. In Francia come in Grecia o in Spagna e in Inghilterra. L´Italia segue a ruota. In tutti i casi l´elemento centrale dei movimenti è stata la denuncia di riforme che minano alla radice il futuro vicino e remoto dei giovani. Lo minano in due sensi: perché mettono in discussione l´eguale opportunità di avere una formazione qualificata, riducendo con ciò le possibilità dei giovani di competere per un´occupazione che non sia un lavoro quale che sia per un misero salario; e perché mettono a repentaglio la solidarietà intergenerazionale (cosa che è già iniziata nel nostro Paese) con proposte di riforma della previdenza che penalizzeranno …

"Il potere grottesco", di Giuseppe D'Avanzo

Gianni Letta e Giampiero Cantoni. Bisogna cominciare da qui, dalle fonti dell´ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, dalla loro qualità, dai loro nomi. La strategia diversiva organizzata dagli uomini di Berlusconi nelle prime ore della “crisi WikiLeaks” è nota: l´ambasciata di via Veneto – ripetono ugole obbedienti – invia al Dipartimento di Stato niente di più e niente di meno che una miserabile “rassegna stampa” con un “copia e incolla” delle cronache dei giornali più ostili al Cavaliere. Giornali come Repubblica, per capirci. Che volete che sia? Vi aspettate una bomba? Avrete un petardo bagnato! Questa filastrocca è stata ripetuta a mo´ di giaculatoria in questi giorni e c´è ancora chi, come l´infelice avvocato Niccolò Ghedini, ha da ripeterlo in queste ore, per contratto e per passione. Si comprende la trama: il premier deve trasformare le rivelazioni dei cablogrammi diplomatici in fuffa; banalizzarne il significato; minimizzarne gli esiti politici interni; limitare i catastrofici effetti internazionali per la sua reputazione e per la credibilità dell´Italia. Bene, in questo teatro di cartapesta irrompono ora i nomi delle …

"Dimissioni", di Ezio Mauro

In un brutto giorno per l´immagine del nostro Paese nel mondo, il Presidente del Consiglio ha incassato tre sfiducie, che lo rendono ormai palesemente inadatto a governare una grande democrazia occidentale. In Parlamento Fini, Casini, Rutelli e Lombardo hanno portato tutti i loro uomini a firmare una formale mozione di sfiducia nei confronti del governo e dunque a partire da oggi, sommando queste firme con quelle già pronte del Pd e dell´Idv, il ministero Berlusconi non ha più una maggioranza politica. Ma dalla valanga di WikiLeaks emerge un altro elemento di drammatica e crescente fragilità. È la insistita e costante diffidenza dell´amministrazione americana – espressa nel normale svolgimento del suo lavoro quotidiano riservato e dunque autentica – nei confronti del Premier italiano a causa del suo rapporto pericoloso con Putin. Una relazione che la diplomazia americana sospetta basata su affari inconfessabili e addirittura su tangenti, oltre che su un mimetismo machista e autoritario: e che viene descritta nei dispacci riservati come innaturale per un leader occidentale, dunque politicamente allarmante. Infine, com´era naturale attendersi, questa serie …

"La fuga dei talenti che non sognano più di tornare in patria", di Giacomo Galeazzi

Un milione di emigrati dal 2006: per 3 su 4 scelta definitiva Italia paese di emigranti: cresce il numero degli gli italiani, soprattutto laureati, che nel 2010 vivono e lavorano all’estero (113mila in più rispetto al 2009). Negli ultimi quattro anni un milione di italiani ha lasciato il Paese, documenta il rapporto di Migrantes, la fondazione della Cei che si occupa di politiche migratorie e di cooperazione. Attualmente i connazionali all’estero sono oltre 4 milioni, il 6,7% dei residenti in Italia. L’aumento è di quasi un milione rispetto al 2006: i più vivono in Europa (55,3%) e America (39,3%). Il quinto «Rapporto Italiani nel mondo 2010» fotografa in cinquecento pagine la «grande fuga» dalla madre patria. Attualmente gli iscritti all’anagrafe degli italiani all’estero sono 4.028.370, cioè tanti quanti sono gli immigrati nel nostro Paese. Tra gli italiani residenti all’estero più della metà non è sposato, quasi la metà è costituita da donne, più di un terzo è nato all’estero, mentre 121mila si sono iscritti all’anagrafe dopo aver ottenuto la cittadinanza. I minorenni sono un sesto …

Il 5 per mille dopo la fiducia? "Una promessa scritta sull'acqua", di Rosaria Amato

Esclusa in via definitiva la possibilità di reintegrare il 75% dei fondi nell’ambito del ddl stabilità, pare sfumare anche la possibilità di sfruttare il Milleproroghe. E il mondo del volontariato non nasconde la propria delusione: “Tremonti ci ha presi in giro” . Il 5 per mille dopo la fiducia? “Una promessa scritta sull’acqua”. La decisione di chiudere la Camera dei deputati fino al 13 dicembre, vigilia del voto di sulla fiducia al governo, pone la pietra tombale sulla possibilità di reintegrare i fondi del 5 per mille. La denuncia viene dall’opposizione e dalle associazioni di volontariato, alle quali era stato garantito il ritorno dei contributi, decurtati del 75 per cento dalla legge di stabilità. In fondo i tempi tecnici c’erano, bastava far tornare alla svelta la Finanziaria alla Camera e approvarla con le modifiche. Ma già domenica il relatore al Senato, Paolo Tancredi, ha tagliato corto: nessun tema aperto, neanche quello del 5 per mille, “anche perché nell’attuale situazione sarebbe spericolato tornare il 9 o il 10 dicembre alla Camera”. Le parole di Fini. Intanto, …

"Immigrati e balle mediatiche. C’è un’Italia che non ha paura", di Vittorio Emiliani

Dicono che sono una decina di milioni, ma sono la metà. E che arrivano via mare, mentre è solo una minima parte. E che sono concentrati nelle regioni del centrodestra, Ma è in Emilia che sono di più. Sono ancora recenti le proteste disperate di immigrati irregolari truffati da imprenditori con molto pelo sul cuore. Immigrati sulla gru a Brescia, nelle cui fabbriche venne eletto una ventina di anni fa il primo delegato sindacale extra-comunitario, Amhed se ben ricordo. Immigrati sulla ciminiera di Bresso alle porte di Milano. Necessari alla produzione industriale, al Nord e al Centro. Ma dove si concentrano in Italia gli immigrati regolari? Ci sono “balle mediatiche”, per usare un termine berlusconiano, da sgonfiare. La prima: gli immigrati in Italia sono una decina di milioni o giù di lì. Balle: nel 2010 (dati Caritas) risultano 5 milioni, la metà di quella cifra “terroristica”. La seconda: dal mare arrivavano centinaia di migliaia di clandestini. Balle: erano meno di trentamila all’anno (il grosso arriva, tuttora, via terra, da est). Un’altra ancora: quella immigrazione si …