Tutti gli articoli relativi a: attualità

"´Ndrangheta al Nord, salta il comune di Desio", di Rodolfo Sala

Amministratori Pdl coinvolti, si dimettono i consiglieri di Lega e opposizione. Getta la spugna il sindaco pidiellino e arriva il commissario: in primavera elezioni. La ragion di partito, e i vertici del Carroccio, consigliavano prudenza, nonostante i sospetti di infiltrazione malavitosa che gravano sugli amministratori comunali. Ma i leghisti di Desio, paesone di 40mila abitanti nel cuore della Brianza, governato dal centrodestra, se ne sono fatti un baffo. Ieri mattina i loro consiglieri comunali si sono dimessi, insieme a quelli dell´opposizione, Pd e dipietristi. Mettendo in minoranza gli alleati del Pdl e costringendo alle dimissioni il sindaco, eletto solo sette mesi fa. Basta, chiuso, finito: il prefetto ha già nominato il commissario, e a primavera si ritorna a votare. Il tutto sull´onda dell´inchiesta “Infinito”, che nel luglio scorso aveva portato all´arresto di oltre 300 affiliati alla ‘ndrangheta (circa la metà in Lombardia). A Desio nessuno, almeno per ora, risulta indagato, ma i nomi di alcuni esponenti dell´amministrazione – tutti del Pdl – sono finiti negli atti di quell´inchiesta. O perché intercettati, o perché tirati in …

"Il complotto", di Giuseppe D'Avanzo

Un complotto contro l´Italia, dunque. Il governo condivide la preoccupazione di Franco Frattini che esista una cospirazione, «una strategia diretta a colpire l´immagine dell´Italia sulla scena internazionale». L´aggressione al nostro Paese, sostiene il ministro degli Esteri, si alimenta enfatizzando quattro crisi. La tragedia delle tremila tonnellate di rifiuti che soffocano Napoli; il crollo della Domus dei Gladiatorii a Pompei; le investigazioni (fondi neri?) negli affari di Finmeccanica, il primo gruppo industriale italiano nel settore dell´alta tecnologia, tra i primi dieci player nel mondo per Aerospazio, Difesa e Sicurezza; le rilevazioni che Wikileaks si prepara a diffondere, cablogrammi diplomatici con accuse di corruzione, 2,7 milioni di e-mail che il Dipartimento di Stato americano ha scambiato con le rappresentanze diplomatiche nel mondo: conterrebbero «imbarazzanti commenti» su diplomatici e leader mondiali, ce ne sarebbe anche per il nostro Paese e per i nostri leader. Gli eventi messi in fila da Frattini per gridare alla cospirazione non hanno alcun punto di contatto, nessuna coerenza. Anche a forzarne la lettura non possono “far sistema” e sistematico è sempre un complotto. …

"Ragazzi ribellatevi" di Alfredo Reichlin

Le critiche al Partito democratico io esito molto ad esprimerle perché la sinistra è troppo piena di gente che per sentirsi intelligente ha bisogno di segare il ramo su cui è seduta. Ma c’è alla base qualcosa su cui oggi è molto importante ragionare. Io vedo ancora una relativa debolezza della nostra risposta al grandissimo interrogativo che si è aperto sulla vicenda storica dell’Italia. Detto senza enfasi: sul destino degli italiani. Questo è il tema che sta dietro la vicenda Berlusconi. Sta qui il cuore del conflitto, cioè di come si configura la lotta tra progresso e reazione a fronte di quella che è ormai chiaramente una crisi della nazione. La gente non è stupida. Capisce che, arrivati a questo punto, l’uscita di scena di Berlusconi è una necessità vitale ma sente che il problema è più complesso. Intuisce che il “Caimano” è, dopotutto, la febbre non la malattia. Quale malattia? Il fatto drammatico che per troppo tempo abbiamo cercato di non vedere e che, per certi aspetti, ci rimanda ai secoli della grande decadenza …

"Generazione derubata", di Curzio Maltese

Otto mesi di proteste dell´università contro la legge Gelmini erano passati inosservati sui media italiani. Fino a quando una matricola ha lanciato ai professori l´idea di «fare come gli operai» e salire sul tetto della loro fabbrica, la facoltà di architettura. In pochi giorni sulle traballanti scalette del tetto di piazza Borghese si sono arrampicati troupe televisive, inviati di giornali e celebrità varie, soprattutto cantanti, attori e politici, ammesso si trovino differenze. Soltanto nelle ultime 48 ore hanno scalato il tetto del sapere tre segretari di partito, Di Pietro, Bersani, Vendola, più una folta delegazione di finiani guidata dai deputati Della Vedova, Moroni e Granata, battezzando il luogo come laboratorio di future maggioranze di governo. Visto il successo della trovata gli studenti, gente sveglia, ieri hanno “occupato” la torre di Pisa e il Colosseo, assicurandosi così la copertura sui media internazionali. Eppure la protesta di studenti, professori e ricercatori contro la sedicente riforma Gelmini era da subito una delle più semplice da spiegare, capire e condividere. Si tratta anzitutto di una delle più antiche e …

"Se la mafia «ruba» il 16% del Pil", di Marco Ludovico

La mafia «è uno dei principali ostacoli al progresso economico e sociale» anche dove i clan sono meno presenti. E c’è una «correlazione negativa molto forte tra sviluppo economico e criminalità organizzata». La Banca d’Italia lo ha dimostrato studiando l’incidenza sulla crescita del Pil (prodotto interno lordo) in due regioni a minore presenza mafiosa: Puglia e Basilicata. Il loro Pil, oggi, è inferiore almeno del 16% rispetto a quello (teorico) di una regione meridionale con un tasso di sviluppo analogo e priva di presenza dei clan. Tanto che, dopo aver letto il rapporto, sorge il quesito inquietante: quanto incide Cosa nostra, e soprattutto la ‘ndrangheta, in regioni ad alto sviluppo economico – come Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte – dove però i gruppi mafiosi sono ormai diffusi e consolidati? Lo studio di Bankitalia è stato trasmesso di recente alla commissione Antimafia, presieduta da Giuseppe Pisanu. Il rapporto si basa sull’osservazione della serie di denunce per l’articolo 416 bis (associazione per delinquere di stampo mafioso) dal 1983 – anno successivo all’entrata in vigore della legge Rognoni-La …

Togliete il segreto di stato sulle stragi. L'appello e le ragioni dei firmatari

La sentenza (con l’assoluzione di tutti gli imputati) del 16 novembre 2010 sulla strage di Piazza della Loggia a Brescia non convince. E fa rabbia. Sul Corsera, in prima pagina, Umberto Ambrosoli – figlio dell’avvocato ucciso dalla mafia – ha parlato di «senso di sconfitta». E ora Paolo Brogi, Rosa Villecco Calipari, Benedetta Tobagi, Rosario Priore, Roberto Saviano e altri 60 rappresentanti della società civile lanciano un appello per aprire gli archivi e togliere il segreto di Stato sulla stagione del terrorismo in Italia. E qui, Manlio Milani , presidente dell’Associazione delle vittime di Piazza della Loggia, ce ne spiega le ragioni Ecco il testo e i firmatari (chi volesse aderire all’appello può mandare una mail a: casadellamemoria@28maggio74.brescia.it) Al Presidente della Repubblica, al Presidente del consiglio e ministri interessati, ai Presidenti di Copasir e delle Commissioni parlamentari d’inchiesta Un’intera stagione, quella dello stragismo che ha macchiato di sangue l’Italia, rischia di essere archiviata a seguito della recente sentenza sulla strage di Piazza della Loggia, Brescia, che ha assolto per insufficienza di prove tutti gli imputati. …

""Il ritorno dei cittadini", di Ezio Mauro

Non c´è un elemento politico e culturale unificante nelle proteste per i rifiuti che infiammano il Sud e nella rivolta degli studenti che entrano nel Colosseo, per far viaggiare attraverso Internet l´immagine della loro ribellione in tutto il mondo. Non c´è nemmeno uno schema politico d´opposizione organizzata, nonostante l´accorrere di tanti leader sui tetti della protesta, diventati il vero luogo politico provvisorio della contestazione al governo. C´è però qualcosa di più, che si sta raccogliendo in tutto il Paese per scaricarsi nel Palazzo: la sensazione che il sentimento politico degli italiani stia cambiando. Ci avevano detto che c´era solo il popolo, in dialogo diretto e permanente con il leader: ed ecco che tornano i cittadini. L´irruzione degli attori sociali sulla scena rompe la solitudine del calcolo politico, che rischia di parlare solo a se stesso, con le idee e le persone ridotte a numeri, senza dare le risposte che la parte del Paese in movimento si aspetta, anzi ormai pretende. Indebolita per mesi e mesi dalla crisi economica e finanziaria mondiale, e adesso spaventata dai …