Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Le nomine di fine regime", di Massimo Giannini

Ci sono due possibili chiavi di lettura, per decrittare il pacchetto di nomine varato dal Consiglio dei ministri ai vertici di Consob, Antitrust e Authority per l´energia. Può essere un atto di fine regime. la spartizione finale di un potere al crepuscolo, che un esecutivo al capolinea consuma in un clima da ultimi giorni di Pompei, nel quale il crollo della casa dei gladiatori anticipa simbolicamente l´autodafé della casa del Cavaliere. Oppure può essere un atto di rifondazione dell´establishment: il nuovo inizio di una maggioranza che si credeva ormai in liquidazione, e che invece rilancia la ditta con la protervia e la sicurezza di aver «ricomprato» i numeri giusti al mercatino di Montecitorio, in vista dell´ordalia parlamentare del prossimo 14 dicembre. In tutti e due i casi, le scelte compiute dal governo sono pessime, per non dire indecenti. Nel merito e nel metodo. C´è prima di tutto una questione di merito. Cominciamo dalla Consob. Era già di per sé uno scandalo che l´organo di vigilanza sulla Borsa e sui mercati finanziari fosse da quasi cinque …

"Stragi italiane, l'ignoranza dei negazionisti", di Michele Brambilla

L’altra sera alla Camera l’onorevole Viviana Beccalossi, ex missina oggi pidiellina, ha commentato a modo suo (e purtroppo non solo suo, come vedremo) la sentenza con cui martedì la Corte d’Assise di Brescia ha assolto gli ultimi imputati per la strage di piazza della Loggia. «Non condivido – ha detto – chi definisce quella strage come una strage di destra. Le indagini sono state indirizzate solo verso la destra estrema, ma questa direzione si è rivelata sbagliata». Naturalmente non è mancata, nel discorso, la parola chiave con cui si usa delegittimare il lavoro degli inquirenti: teorema. La convinzione che quella strage fu opera di estremisti neri, secondo la Beccalossi, è frutto di «un teorema». Lo stesso concetto lo abbiamo letto su alcuni giornali, per i quali a furia di indagare su una parte sola, che sarebbe poi stata la parte sbagliata, i veri colpevoli l’hanno fatta franca. Simili portavoce di questo negazionismo diciamo «di destra» forse non si rendono conto di mettersi sullo stesso piano di altri negazionisti che tanti danni hanno prodotto nel Paese: …

Rifiuti a Napoli, blitz di Bersani a Palazzo Chigi durante il Consiglio dei Ministri

“Misure urgenti in materia di rifiuti”. E’ il decreto per lo smaltimento dei rifiuti in Campania il punto all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi. E’ anche terreno di scontro tra il Pdl e il Pd ed è la ragione per cui il segretario Pier Luigi Bersani, con un vero e proprio blitz, si è recato di persona a Palazzo Chigi. Accolto con sorpresa dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, Bersani ha detto la sua sull’insostenibile situazione che brutalizza la zona di Napoli e dintorni in particolare, e la Campania in generale. “Ho sentito in coscienza – spiega Bersani – il dovere di salire le scale a Palazzo Chigi per dire una cosa. E l’ho detta attraverso il ministro Maroni che ha avuto la bontà di uscire dal Cdm e di ascoltarmi. Ora noi presenteremo una nostra proposta sui rifiuti in Campania”. Una proposta nettamente diversa dalla exit strategy del governo. Proprio il segretario PD ha messo in guardia il ministro “contro la cosidetta provincializzazione dei termovalorizzatori, non è il modo di uscire dall’emergenza …

"´O Ninno, il boss bambino che studiava da manager", di Roberto Saviano

Finalmente è stato arrestato. Era il viceré. Ma ormai i viceré dopo dieci anni diventano quasi re. E infatti lui e l´altro latitante Michele Zagaria sono i due capi che, dopo l´arresto di Sandokan Schiavone, hanno diviso il clan in una sorta di diarchia. ´O Ninno, il bambino, perché con il suo viso da fanciullo era arrivato giovanissimo ai vertici del clan. Perché le organizzazioni criminali hanno un grande vantaggio rispetto all´economia legale italiana: sono meritocratiche. Un merito identificato nella severità d´azione, nella spietatezza, nel saper gestire gli imprenditori, comprare la politica e saper ammazzare. Iovine, uomo della borghesia camorristica, è stato potente sulla piazza di Roma. È stato proprietario della discoteca più prestigiosa della capitale e l´edilizia è sempre stato, come per ogni capo casalese, il suo ambito privilegiato. Investimenti nel settore immobiliare in ogni angolo d´Italia e in molta parte dell´est Europa, ma cantieri, movimento terre, subappalti, forniture di cemento, noli a caldo e noli a freddo, alta velocità, gallerie. Tutto ciò che è cemento aveva l´interesse di Antonio Iovine e delle sue …

"Bersani blinda il Pd sul governo con Fli e Udc", di Simone Collini

Vertice del leader Pd con gli altri dirigenti. Decisa la road map per dare la spallata al governo e dar vita a un «governo di responsabilità nazionale», che si dovrà occupare anche di riforma fiscale e manovre economiche. Si sono incontrati alle otto e mezzo del mattino e hanno discusso la road map per mandare a casa Berlusconi, il 14 dicembre. Ma hanno preparato anche il terreno per il dopo, se l’operazione dovesse riuscire. E concordato sul fatto che in una fase delicata come questa vanno evitate divisioni interne, scivoloni sulle primarie, confuse discussioni sulle alleanze. Bersani ha riunito attorno al tavolo D’Alema, Veltroni, Franceschini, Finocchiaro, Bindi, Marino e i due incaricati di discutere con Fli e Udc di legge elettorale, Violante e Bressa. Il segretario del Pd sa che nei giorni che mancano al voto di fiducia Berlusconi si giocherà il tutto per tutto pur di garantirsi la maggioranza (il leader dell’Idv Di Pietro parla esplicitamente di «mercato delle vacche aperto in Parlamento»), e che solo con un partito unito e con un patto …

"L´Ulivo sorpassa il Pdl e Fini raggiunge l´8%", di Ilvo Diamanti

Silvio Berlusconi non ha mai pensato di aprire la crisi, in queste condizioni. Venire “sfiduciato” dalla Camera, per chi è stato eletto con una larghissima maggioranza, appena due anni fa. Come spiegarlo agli elettori? Ma c´è un problema ulteriore e forse maggiore. Aggiungere alla sfiducia della Camera quella dei cittadini. Anche se Berlusconi continua a dire che il 60% degli italiani “è con lui”, a noi – e non solo a noi – risulta un dato assai diverso: 32%. Meno di un terzo degli italiani. È ciò che emerge dal sondaggio dell´Atlante Politico di Demos, condotto negli ultimi giorni. Un grado di fiducia inferiore a quello di Bersani, ma anche di Tremonti, Casini, Fini. Solo Bossi è meno “amato” di lui. Ma il leader della Lega è, da sempre, uomo di “fazione” e di “frazione”. Più che unire, divide. Si tratta, per Berlusconi, del livello più basso negli ultimi due anni. Dalle elezioni politiche che lo hanno visto trionfatore, a capo del centrodestra. Per questo la prospettiva della crisi lo preoccupa. Teme la trappola dei …

"La generazione 2.0 vive anche in piazza", di Fabrizia Bagozzi

Non era il davvero troppo facile Bunga Bunga (presente ma tutto sommato in modica quantità), ma futuro il termine più citato ieri dai 200mila studenti medi e universitari che hanno manifestato ieri in tutta Italia. E che il ministro dell’istruzione Gelmini ha liquidato come mantenitori dello status quo che «ripropongono vecchi slogan». Il variegato plotone in età scolare che ha popolato per un giorno le piazze italiane (e, al netto degli estremismi dei soliti quattro gatti che cercano di monopolizzare l’attenzione, in modo pacifico) chiedeva non già investimento nella scuola pubblica – parolaccia – ma almeno non disinvestimento, un minimo di garanzie di formazione, opportunità e merito. Tromboni immobilisti. E per di più (il copyright è del ministro della gioventù Meloni) manipolati da «sindacati, baroni e partiti». Se tutto questo è un déjà vu – mai comunque più del grembiulino e del cinque in condotta – forse è solo perché roba che risale al paleozoico è ancora lì, irrisolta. A dispetto delle famose “tre i” berlusconiane (ricordate? Quella sì sembra un’altra era geologica), inglese internet, …