Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Un´identità da ristudiare", di Francesco Merlo

E se dovessimo ancora farlo, il Risorgimento? Contro Bossi, che lavora per dividere l´Italia imputando al Sud lo Stato che dal Nord è nato. Contro i “neoterroni”, che gli forniscono alimento immaginando un´altra Cassa del Mezzogiorno, un partito del Sud. Contro la riforma della Gelmini, che concentra nella scuola a cui si deve l´unità d´Italia i più vieti e rancorosi luoghi comuni antiunitari. A partire da Gramsci, tutti gli storici hanno raccontato il Risorgimento come il piccolo movimento militare di un grande gioco internazionale, alla fine del quale i contadini del sud diventarono briganti, periferia senza storia e senza patria e dunque illegale e mafiosa; la Lombardia, che era europea, fu annessa al Piemonte; le altre realtà statali furono unificate con un artifizio da un gruppo di notabili che parlavano francese. L´Italia che ne nacque fu, per tre quarti di secolo, malata: a Nord infestata da pellagrosi e cretinici per via della dieta a base di mais, al sud da contadini devastati da quella malaria che uccise anche Cavour. Nel 1882 il senatore Luigi Torelli …

"I clan stanno con chi comanda", di Francesca La Licata

Una nota stonata, il rumore di fondo delle polemiche Saviano-Maroni. Specialmente nel giorno della cattura di Antonio Iovine. Il successo delle forze dell’ordine, frutto di lavoro e sacrifici di tanti poliziotti e magistrati, in sostanza dello Stato, avrebbe dovuto placare il clamore provocato dal monologo dell’autore di Gomorra. Colpevole», a giudizio del ministro dell’Interno, di aver «ideologizzato» la lotta alla mafia screditando la Lega Nord, cioè il partito di appartenenza del titolare del Viminale. Diceva Giovanni Falcone che la lotta alla mafia non è, non dovrebbe essere, né di destra né di sinistra. E i successi dello Stato sono successi di tutti, perché ogni sconfitta delle cosche è una vittoria del bene comune. Così dovrebbe essere, ma così non è e non è mai stato, sin dagli albori della «questione mafiosa» che è antecedente all’Unità d’Italia. Un’autolesionistica vocazione alla rissa ha portato spesso il Paese a dividersi puntualmente, proprio quando – invece – sarebbe stata utile coesione e superamento delle diversità per combattere le mafie. Cos’è accaduto nelle ultime ore? Un intellettuale tra i più …

Lavoro Italia, il PD incontra le parti sociali

La crisi economica non può aspettare il governo. “Abbiamo presentato alle forze sociali le nostre proposte su fisco, lavoro, patto di stabilità e abbiamo espresso le nostre preoccupazioni sullo stato dell’economia, delle imprese e dell’occupazione. E abbiamo raccolto la stessa preoccupazione anche da parte delle forze sociali e una forte esigenza di governabilità e di governo”. Così Pier Luigi Bersani, segretario del Pd al termine di un incontro con le parti sociali a cui hanno partecipato, tra gli altri, Emma Marcegaglia e i segretari di Cgil, Cisl e Uil. “Viene fuori con grande acutezza – ha aggiunto il leader democratico – che in questo momento c’è un’assenza di governo e se la instabilità politica porta ad una fase elettorale avremo per mesi una situazione molto complicata”. Un chiaro segnale d’allarme che è stato condiviso da tutte le parti sociali: prima si esce da questa impasse-crisi politica e prima si potrà riavere un governo stabile capace di dare nuovi impulsi alle politiche industriali economiche e fiscali e far ripartire l’economia. All’incontro dove il Pd ha esposto …

"Saviano e il nervo scoperto di Maroni", di Gianni Del Vecchio

C’è del marcio in Lombardia: ecco perché il titolare del Viminale si scaglia contro il programma di Fazio. Una sfuriata in piena regola. La nottata non ha calmato il ministro dell’interno, Roberto Maroni, che in mattinata ha caricato a testa bassa Roberto Saviano, reo di aver raccontato la sera prima a nove milioni di telespettatori la “connection” fra ‘ndrangheta lombarda e amministratori leghisti. Per il capo del Viminale, il monologo dello scrittore casertano a Vieni via con me si fonderebbe su «accuse false e infamanti, animate da un evidente pregiudizio nei confronti della Lega». E la Rai, mandandolo in onda, si sarebbe comportata «come un tribunale d’inquisizione». Ma le parole che più evidenziano il rabbioso stato d’animo del ministro leghista sono quelle che chiudono la lettera di protesta indirizzata al cda di viale Mazzini: «Vorrei un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi». Un atteggiamento sopra le righe, che ha stupito in primis lo stesso Saviano. Lo scrittore è caduto dalle nuvole, ricordando di …

"L'Italia del sottosuolo", di Barbara Spinelli

Sono settimane ormai che l´annuncio è nell´aria: il governo Berlusconi sta finendo, anzi è già finito. Il suo regno, la sua epoca, sono morti. È sempre lì sul palcoscenico, come nelle opere liriche dove le regine ci mettono un sacco di tempo a fare quel che cantano, ma il sipario dovrà pur cadere. Anche i giornali stranieri assistono al funerale, nei modi con cui da sempre osservano l´Italia: il feeling, scrive l´Economist, la sensazione, è che la commedia sia finita. Burlesquoni è un brutto scherzo di ieri. In realtà c´è poco da ridere, e il ventennio che abbiamo alle spalle è infinitamente più serio. Non siamo all´epilogo dei Pagliacci, e non basta un feeling per spodestare chi è sul trono non grazie a sentimenti ma a una macchina di guerra ben oleata. Per uscire dalla storia lunga che abbiamo vissuto – non 16 anni, ma un quarto di secolo che ha visto poteri nati antipolitici assumere poi il comando – bisogna, di questo potere, averne capito la forza, la stoffa, gli ingredienti. Non è un …

"Una partita a scacchi di 27 giorni", di Marcello Sorgi

La conferma che, d’intesa tra Napolitano, Fini e Schifani, il dibattito nei due rami del Parlamento, al Senato sulla mozione di sostegno al governo, e alla Camera su quella di sfiducia, si svolgerà e si concluderà con i rispettivi voti contemporaneamente, il 13 e il 14 dicembre, non esclude che alla fine il governo si ritrovi con la maggioranza espressa da Pdl e Lega a Palazzo Madama e vada invece sotto, senza i finiani, a Montecitorio. Berlusconi avrebbe preferito una sfalsatura temporale dei due dibattiti, sia per ottenere prima il voto favorevole del Senato e farlo pesare nella ricerca di una maggioranza anche solo numerica tra i deputati. E sia per presentarsi al Quirinale, al momento delle dimissioni, con solo una mezza sfiducia, o se si preferisce con una fiducia e una sfiducia insieme. Secondo il premier questo dovrebbe bastare al Capo dello Stato ad escludere il tentativo di dar vita a un altro governo, con qualsiasi formula, che si troverebbe sicuramente in minoranza al Senato per l’opposizione dello stesso asse Pdl-Lega che si prepara …

Newsweek, vergogna Berlusconi "Disinteresse e cultura dell'harem"

Il nuovo numero del settimanale americano dedica quattro pagine al presidente del Consiglio. “Escort, minorenni e ballerine che saltellano intorno a un 74enne”. Critiche pesanti per la discriminazione femminile, “ha inculcato negli italiani l’idea che la donna sia solo un oggetto sessuale”. Durissimo anche il Guardian: “Che cosa deve ancora fare per essere cacciato?”. “Berlusconi’s girl problem”, Berlusconi e il problema-donne. Ecco il titolo che campeggia sulla copertina del numero del 22 novembre del settimanale americano Newsweek. Illustrato da un paio di gambe femminili con scarpe dal tacco a spillo. Quattro pagine dedicate alle vicende italiane. E un ritratto impietoso dell’Italia berlusconiana, di quella che viene definita “la cultura dell’harem che sta minando l’economia italiana e il suo stesso governo”. Le donne, gli scandali, la televisione, l’incuria nei confronti dei beni culturali del Paese. Una serie di vergogne, quelle passate in rassegna dal settimanale americano. “Per Berlusconi, l’eguaglianza di genere è una barzelletta”, titola l’articolo di Barbie Nadeau; “Silvio si fa buttare giù, ma l’ultimo scandalo sessuale è solo uno dei suoi problemi” è invece …