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"La missione del successore di Bertolaso", di Angelo Chianale*

Dunque, come preannunciato, il nuovo capo della Protezione civile è Franco Gabrielli, carriera in polizia, già direttore del Servizio segreto civile. Si chiude così l’era Bertolaso: dieci anni costellati dalla continua espansione degli interventi di Protezione civile. Il nuovo capo ha le capacità e, si spera, l’appoggio politico per normalizzare l’attività dell’istituzione. Però il nuovo capo dovrà anche avere la sensibilità di allontanare la Protezione civile dal delicato campo del controllo dell’ordine pubblico. Pochi sanno che dal 2003 esiste l’emergenza del terrorismo internazionale, dichiarata dal Governo in maniera illegittima, perché senza i limiti temporali e territoriali imposti dalla legge. Il capo della Protezione civile qui gode di inusitati poteri: può ottenere dalle società di trasporto (aereo, navale, ferroviario, stradale) l’elenco dei passeggeri; e può creare un proprio archivio di informazioni, che ogni altra autorità statale (forze di polizia, esercito, servizi) è tenuta a fornirgli. E’, questo, un esempio di competenze in materia di pubblica sicurezza affidate alla Protezione civile, saltando i ministeri interessati (Interno, Difesa). Per altre emergenze la Protezione civile può monitorare il territorio …

"Mezza fiducia non fa un governo", di Michele Ainis

Senza i ministri di Futuro e libertà, il governo Berlusconi ormai somiglia al visconte dimezzato di Italo Calvino. Sarà per questo che cerca di tagliare il problema in due come una mela: mezza fiducia (quella del Senato), mezza crisi (magari un rimpasto può bastare), e in ultimo mezze elezioni (facendo rivotare gli italiani solo per la Camera). C’è una logica in queste mezze trovate? Ce n’è metà, e dunque non ce n’è nessuna. Primo: la mezza fiducia. Se il Senato la concede, mezzo governo è salvo. E l’altro mezzo? Affonda nel pozzo della crisi, se e quando la Camera gli vota la sfiducia. Ma c’è spazio nel nostro ordinamento per un governo dimezzato? Solo a patto di scambiare il due con l’uno. Il bicameralismo, l’esistenza di due Camere gemelle, è un po’ come il matrimonio: per sposarsi bisogna essere d’accordo in due, per divorziare basta che lo decida uno. Ecco perché se una Camera respinge un progetto di legge posto in votazione, a quel punto il procedimento s’interrompe, anche se l’altra Camera l’avrebbe approvato a …

Fli lascia il governo

Implode il Pdl, il partito nato dal predellino. La crisi di governo è ormai un fatto conclamato. La farsa è finita, sciogliete le righe. Alle ore 13 del 15 novembre 2010 si è consumato l’ultimo legame che teneva unito il Pdl: con l’addio dei finiani ha fine il partito del predellino. Tradimento, tradimento, tradimento. Sono dimissioni irrevocabili quelle che hanno consegnato Adolfo Urso, Andrea Ronchi, i sottosegretari Menia e Buonfiglio dai loro incarichi di governo. Berlusconi troverà ora i sostituti nell’esecutivo o manterrà l’interim per mesi così come ha fatto per il ministero delle Attività produttive? Poco importa, perché è molto chiaro che a Berlusconi non interessa nulla dell’Italia o del rispetto e lo dimostra con l’ennesima provocazione dove chiede che si voti solo per la Camera. Tanto i voti sicuri li ha al Senato! “Le chiedo di fissare la data della discussione della mozione di sfiducia presentata nella prima giornata utile consentita dal calendario parlamentare, successivamente all’approvazione della legge di stabilita’ da entrambe le Camera”. Lo ha scritto Dario Franceschini in una lettera a …

"L'occasione della sinistra", di Curzio Maltese

Le decine di migliaia di votanti che hanno sfidato una giornata d´inferno per scegliere lo sfidante di Letizia Moratti, sono una delle poche buone notizie della vita pubblica in questi mesi. E questo anche se erano di meno rispetto alle primarie precedenti. Sono una buona notizia perché segnalano che la politica non è soltanto trame di palazzo, guerre televisive, macchine del fango e altre porcherie, ma soprattutto libertà e partecipazione, come cantava un grande milanese onorario, Giorgio Gaber. Ma poi perché la partita milanese, da qui alle comunali, è destinata a riscrivere i destini nazionali. Come sempre, viene da dire. Tanto per cominciare, le primarie milanesi sono la prova generale delle primarie nazionali del centrosinistra. Quasi uno scontro per procura fra Bersani e Vendola, che infatti si sono spesi anima e corpo nel sostengo ai rispettivi candidati, Stefano Boeri e Giuliano Pisapia. Vendola è addirittura piombato a Milano alla vigilia del voto per il comizio finale di Pisapia, con mossa tanto teatrale quanto efficace. In una battaglia all´ultimo voto, ha vinto Pisapia. Ma il Pd …

"Federalismo inutile senza uno stato forte", di Giuliano Amato

Oggi può sembrare partigiano a favore di Gianfranco Fini, ma sostenere, come lui ha fatto, che il federalismo va bene, purché lo si cali in una solida cornice di unità nazionale, non è un’opzione politica. È anzi una verità che risponde in primo luogo a ragioni di funzionalità ed efficienza, delle quali chiunque ha modo di sperimentare già oggi l’importanza in tanti ambiti della vita quotidiana. Pensate all’aeroporto e pensate all’irritazione che vi provoca restare chiusi in aereo perché non è arrivata la scala, oppure restare bloccati nel finger perché non c’è l’addetto all’apertura delle porte, oppure fermi in attesa del bagaglio perché i carrelli che lo trasportano sono impegnati altrove. Un paese ad assetto federale è come un aeroporto, nel quale servizi diversi ricadono bensì nella responsabilità di operatori diversi, ma non per questo sono isole separate, al contrario ci si aspetta che funzionino come parti di un unico sistema. Intanto sono miriadi le attività che non conoscono i confini regionali e poi ci sono quelle che, pur svolgendosi entro tali confini, devono fare …

"Il Cavaliere tenta la riscossa", di Marcello Sorgi

Al di là dell’estemporaneità di certe proposte, come quella di chiedere lo scioglimento della sola Camera, e non anche del Senato, se i deputati dovessero negargli la sfiducia, c’è un aspetto determinante della crisi, che viene negato a dispetto della sua evidenza: Berlusconi non ha affatto deciso di farsi da parte, ed anzi è tornato da Seul deciso a battersi con tutte le sue forze. Per restare al suo posto, o per tornarci a furor di popolo dopo le elezioni. Non lo sfiora minimamente l’idea di arrendersi al logoramento a cui è sottoposto da settimane, e a cui negli ultimi tempi era sembrato sul punto di soccombere. Non lo preoccupano, né l’incalzante campagna dei finiani, che ha portato, tra l’altro, nuove defezioni dal Pdl verso il Fli. E neppure la nuova inchiesta dei magistrati milanesi sul giro di escort, forse di droga, e magari ai suoi danni, nelle sue ville e nelle sue residenze. Sulla nascita del terzo polo, la novità politica degli ultimi giorni di cui gli parlano continuamente i suoi collaboratori, si diverte …

"Lo scioglimento ad personam", di Stefano Rodotà

L´uomo che aveva sempre accusato gli avversari di indietreggiare di fronte alla prova democratica delle elezioni, l´uomo che aveva sempre dileggiato il Parlamento per la tortuosità dei suoi percorsi, improvvisamente cerca di costruirsi una strada. Una via che lo ponga al riparo dalle incognite di un voto, mettendo così a nudo il suo vero modo d´intendere democrazia e sovranità popolare. Ma ogni sorpresa è fuori luogo. Berlusconi dovrebbe averci abituati ad ogni genere di forzatura. Messo ormai alle corde dalla scomparsa della sua maggioranza politica, dall´incapacità di governare, dal discredito personale, intravvede uno spiraglio nella possibilità di andare alle elezioni rinnovando solo la Camera dei deputati. Una strategia per la sopravvivenza personale, che rischia di aggravare ancora di più la crisi che stiamo attraversando. Una conferma dell´irresistibile sua propensione ad un uso congiunturale delle istituzioni, piegate al soddisfacimento dei suoi immediati interessi. Analizziamo fatti e regole. Nell´articolo 88 della Costituzione è scritto che «il presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camera o anche una sola di esse». Non vi sono precedenti …