Tutti gli articoli relativi a: attualità

«Non è il burqa la prigione delle donne», di Cecilia Zecchinelli

Parla una delle protagoniste della battaglia per il rispetto dei diritti umani in Afghanistan
Mary Akrami: molti passi in avanti, ma troppe promesse disattese Mary Akrami è una delle donne coraggiose dell’Afghanistan che hanno deciso di lottare per un Paese libero, pacifico e rispettoso dei diritti umani, schierandosi a fianco delle loro sorelle più deboli. Nel 1999, durante l’esilio in Pakistan ai tempi dei talebani, ha fondato l’attivissimo Centro per lo sviluppo delle capacità delle donne afghane (Awsdc). Con la sua Ong, tornata a Kabul, ha creato nel 2003 il primo rifugio per donne maltrattate, il Khana-e-Amn, la Casa della sicurezza. Da allora si divide tra la capitale afghana e il mondo: rappresentante della società civile afghana alla conferenza di Bonn nel 2001, testimone del «nuovo Afghanistan» nel 2005 al Social Forum in Brasile, insignita nel 2007 dal Dipartimento di Stato Usa del premio International Women of Courage. Venerdì, nel corso della conferenza Science for Peace di Milano, parteciperà all’incontro sulle donne nelle aree di conflitto con altre importanti attiviste, dal Premio Nobel iraniana Shirin Ebadi …

Il Pd: «Vigilanza democratica sui colpi di coda del Caimano», di Andrea Carugati

Finocchiaro: «L’allarme deve essere alto, Berlusconi non conosce limiti». Franceschini: «I sistemi autoritari sono più pericolosi quando arriva la fine». Dal Colle nuovo richiamo alle priorità: fare la finanziaria, e poi toccherà alle mozioni e alla crisi Ma preoccupa l’agitarsi del premier: «La sua lettera alle Camere è un tentativo disperato». «Vigilanza democratica», scandiscono in coro Dario Franceschini e Anna Finocchiaro. «Anche se queste parole non si dovrebbero pronunciare in una grande democrazia occidentale», spiega la capogruppo Pd al Senato. Però il momento è grave. «Il livello di allarme deve essere alto, Berlusconi ci ha abituati a qualsiasi stravolgimento delle regole e ad una spregiudicatezza senza limiti». Franceschini è sulla stessa linea: «Tutti i sistemi con qualche venatura autoritaria diventano più pericolosi quando si avviano alla fine». Passano poche ore e i timori, già alimentati nei giorni scorsi dalle parole del premier da Seul sulla «guerra civile» da scatenare contro un eventuale ribaltone, trovano un’ulteriore conferma, quando Berlusconi annuncia la sua personale road map parlamentare: una lettera ai presidenti delle Camere per forzare le tappe …

"L'ultima minaccia di Mackie Messer", di Eugenio Scalfari

La fine d´un regno ha sempre un antefatto e un post-fatto e bisogna collegare quei due momenti per capir bene quello che sta accadendo. Si tratta in questo caso di due articoli di giornale, quindi non eventi politici ma espressioni della pubblica opinione. L´antefatto mi riguarda personalmente perché sono io l´autore di quell´articolo. Fu pubblicato sulla Repubblica del 13 gennaio 1990, quattro anni prima che Silvio Berlusconi diventasse primo ministro. Il titolo era questo: «Mackie Messer ha il coltello ma vedere non lo fa». Il personaggio di cui si parlava era appunto Berlusconi che all´epoca era soltanto un imprenditore immobiliarista e un impresario televisivo con alle spalle il potere politico di Bettino Craxi. Il titolo era preso dall´«Opera da tre soldi» di Bertolt Brecht: Mackie Messer è un lestofante protagonista dell´Opera, un lestofante di primo piano che usa un folto gruppo di mendicanti per coprire e portare a buon fine le sue ruberie. Negli anni Novanta era già chiara la natura di quel personaggio. Chi voleva capire aveva capito. I vent´anni successivi non sono stati …

"Pompei, metafora nazionale", di Gian Enrico Rusconi

Il telegiornale tedesco informa con sobria soddisfazione come Angela Merkel, al G20, abbia trattato da pari a pari con i Grandi del mondo. Poi, dopo alcuni istanti, sullo stesso schermo il panorama muta drasticamente: un amaro servizio dall’Italia parla di Pompei che si sbriciola, metafora della società italiana che si sfalda. L’accostamento mediatico dei due eventi colpisce. Dopo la fase della critica, dello sdegno, del sarcasmo verso il nostro Paese, è rimasto soltanto lo stupore che chiede – invano – spiegazioni. Chi avrebbe immaginato l’abisso che nel giro di pochi anni si sarebbe creato tra Germania e Italia, a livello di opinione e di immagine pubblica? Chi poteva prevedere l’attuale indifferenza reciproca delle classi politiche? E l’enorme fatica dei rapporti culturali? La stagione dei rapporti costruttivi tra Germania e Italia – al di là delle ovvie differenze -, la stagione politica degli Andreotti e dei Genscher, per citare due testimoni viventi, sembra preistoria. Conosco le irritate reazioni degli alti funzionari ministeriali a quanto sto dicendo: elencano i comunicati degli incontri bilaterali italo-tedeschi, rituali e sempre …

"Ici, scudo fiscale e cedolare sugli affitti tutti gli aiuti del governo ai superbenestanti", di Marco Ruffolo

Quanto ha risparmiato il proprietario di tre case in Italia e una all´estero- Ecco la cronaca di due anni e mezzo di manovre e del loro impatto sui ricchi contribuenti. Il signor X è un benestante, diciamo pure un superbenestante. È anche piuttosto pignolo ed è solito annotare su un diario le notizie economiche più rilevanti per se stesso e per la sua famiglia. Questa è la storia di un caso emblematico, il caso di quegli italiani – non molti ma neppure pochissimi – che hanno un ottimo reddito e un cospicuo patrimonio, magari in parte nascosto al fisco. È la storia delle sorprese, tutte piacevoli, riservate loro, nonostante la peggiore crisi del dopoguerra, dagli ultimi due anni e mezzo di manovre. E puntualmente ricostruite in un immaginario ma realistico diario di famiglia. Superbenestante, dicevamo. Il signor X possiede, oltre a un buon numero di obbligazioni e di azioni, tre appartamenti in Italia e uno all´estero. Su quest´ultimo non ha mai versato un euro al fisco. Sugli immobili italiani, invece, ha sempre pagato le tasse. …

Aung San Suu Kyi è libera!

Rilasciata dopo 7 anni di prigionia la leader birmana. Bersani: “Una bella notizia per tutti i democratici”. Fassino: “Ora liberino tutti i prigionieri politici”. «Dobbiamo lavorare insieme, all’unisono, per raggiungere il nostro obiettivo». Sono per le migliaia di sostenitori che hanno pazientemente atteso davanti alla sua abitazione le prime parole pronunciate da una Aung Suu Kyi raggiante e commossa. L’icona della lotta per la democrazia in Birmania, è stata liberata oggi dopo oltre sette anni consecutivi agli arresti domiciliari: affacciata all’ingresso della sua casa di Rangoon è ha salutato la folla che da ore cantava messaggi di di sostegno al Premio Nobel per la Pace. «Lunga vita e tanta salute». Gente comune, giornalisti, esponenti di partito e osservatori diplomatici, tutti frementi in attesa del verdetto. «È un momento emozionante», ha dichiarato una delle persone presenti, con indosso la maglietta con lo slogan «Stiamo con Aung Suu Kyi», sventolando un poster con il ritratto della leader democratica. Domani la dissidente terrà il primo discorso ufficiale, per ora la festa del «suo» popolo. «C’è un tempo per …

"Il maxiemendamento elettorale", di Tito Boeri

Ha un marcato odore di campagna elettorale il maxiemendamento alla Legge di stabilità. Perché la spesa aumenta (e in non pochi casi si tratta di incrementi destinati a rimanere nel tempo) mentre i finanziamenti sono rappresentati per lo più da entrate una tantum o aleatorie. Ci sono inoltre poste che trasferiscono oneri sugli esercizi futuri. Insomma, sembra un maxiemendamento pre-elettorale. Che, senza sviluppo, toglie ulteriormente al rigore. Rigore sì, sviluppo no. Questo, in sintesi, il giudizio sin qui prevalso tra molti commentatori sulla politica economica del Governo. Ma siamo davvero sicuri che si possa parlare di rigore? Il dubbio affiora guardando al maxiemendamento alla legge di stabilità e ai dati sulle entrate tributarie. Il maxiemendamento prevede maggiori spese per circa 5,8 miliardi, non poche di natura strutturale, finanziate in gran parte con entrate una tantum. LE SPESE IN PIÙ Partiamo dalle spese aggiuntive. I capitoli più importanti sono un allentamento al patto di stabilità dei Comuni che vale circa 500 milioni, trasferimenti alle Regioni per sanità, trasporti locali e politiche sociali per quasi un miliardo, …