Tutti gli articoli relativi a: attualità

Più donne e più giovani per un Pd sempre più forte

Un anno da segretario, faccia a faccia con i ragazzi. Non c’è alternativa senza il Pd. Pier Luigi Bersani è tornato a ripeterlo aun anno dal 25 ottobre che lo vide vincere le primarie incontrando a Roma 150 giovani democratici a Piazza di Pietra, a Roma. Un incontro inusuale, con la sala del tempio di Adriano trasformata in un piccolo anfiteatro. E nella cavea è rimasto il doppio del tempo stabilito rispondendo a domande a 360°: sul lavoro e il precariato, la casa, la ricerca e la scuola, il ricambio del PD e le motivazioni che portano a impegnarsi in politica, il caso FIAT e le affermazioni di Marchionne, la difesa della Costituzione adesso che il berlusconismo è al secondo tempo ed è sempre più chiaro come la politica del governo sia vuota e senza obiettivi concreti. Si è parlato di. “Partiamo dal presupposto che senza il progetto e la forza delle donne e degli uomini del Pd ci teniamo Berlusconi – ha ribadito Bersani – per noi non vale il modello populistico e plebiscitario …

Franceschini: "Alleanza costituzionale se si vota pronti a un esecutivo con Fini e Casini", di Goffredo De Marchis

Franceschini: nessuno può mettere veti su questa emergenza. I leader di Udc e Fli non potranno mai essere autosufficienti. E tra di noi non ci devono essere posizioni immodificabili. Dovrebbe formarsi una sorta di “governo delle regole” che ricostruisca un sistema basato sul valore della legalità. «Il Terzo polo di fatto esiste già. Nasce a prescindere dai nostri giudizi». Di ritorno da Cortona, dove si è tenuto il seminario di Area democratica, Dario Franceschini conferma la linea del dialogo con il nuovo soggetto. E l´idea di un´alleanza costituzionale da costituire prima in Parlamento per un governo di transizione, se ci sono i numeri. Altrimenti nelle urne. Per contrastare Berlusconi e vincere. Siamo certi che gli elettori del Pd capiranno questa formula? «Dopo 16 anni di ragionamenti su alleanze che si svolgono solo nel nostro campo capisco le perplessità. Ed è giusto spiegare bene le ragioni di un cambio di prospettiva. Dobbiamo avere il coraggio di guardare ad alleanze più ampie. Basterebbero i numeri. La coalizione più facile, ossia Pd-Idv-Sel, è poco sopra il 35 per …

"I frutti avvelenati del berlusconismo", di Guido Crainz

Non poteva esser peggiore il ritorno sulla scena del premier dopo una brevissima assenza. Aveva posto al centro una forte accelerazione sul terreno della giustizia, preannunciando una riforma già pronta e rispolverando sin la legge-bavaglio, ma nel giro di poche ore ha dovuto registrare una durissima battuta d´arresto. L´ineccepibile intervento del Presidente della Repubblica ha posto in nuova evidenza alcune implicazioni di fondo e al tempo stesso l´arrogante imperizia anticostituzionale del Lodo Alfano. Dal canto suo Gianfranco Fini ha poi ribadito quella posizione di fermezza che per un attimo era sembrata meno limpida e intransigente (e l´incertezza aveva provocato diffuse proteste nella sua stessa area). Una nuova sconfitta per il premier, dunque, che lo frena su un terreno decisivo e che frustra sul nascere il tentativo di stringer le file della maggioranza con una nuova forzatura: tentativo non rimandabile, perché nei giorni precedenti essa era sembrata quasi dissolversi in mille rivoli e tensioni. Non più calamitati dal protagonista del dramma, i riflettori avevano illuminato meglio un confuso agitarsi di spezzoni e gruppi, facendo risaltare per …

"Tv , la "vita indiretta" degli italiani", di Ilvo Diamanti

Sondaggio Demos-Coop: crolla la fiducia nel Tg1, bene Sky e La7. “Ballarò” il talk più affidabile. Ormai è difficile distinguere fra media, politica e vita reale. È quasi un luogo comune. Tuttavia, è inevitabile, soprattutto in questi giorni. Mentre infuria il dibattito sulla censura ai programmi e ai giornalisti in televisione. Sui giornali-partito oppure al servizio dei partiti (personali). Mentre imperversa lo spettacolo quotidiano del dolore. Il sondaggio annuale sugli “italiani e l´informazione”, condotto dall´Osservatorio Demos-Coop, d´altronde, offre una raffigurazione perfino “spettacolare” di questo Paese sospeso tra realtà e rappresentazione. Ne isoliamo gli aspetti, a nostro avviso, più significativi. 1. Il primo riguarda, non a caso, il ruolo (ancora) dominante della televisione. Oltre 8 italiani su 10 continuano, infatti, a informarsi quotidianamente in tivù, attraverso i canali nazionali. È stabile, rispetto all´anno scorso, la quota di persone – una su tre – che ricorre regolarmente ai quotidiani. Lo stesso discorso vale per internet. Mentre gli ascoltatori assidui della radio non solo tengono, ma crescono perfino un poco (43%: tre punti in più). Dunque, si profila …

"Il rispetto del lenzuolo bianco", di Mario Calabresi

Esiste un gesto antico di pietà che mi torna in mente continuamente in questi giorni, è quello di coprire il corpo di chi è morto in un luogo pubblico. Lo si fa con un lenzuolo bianco, una coperta, un qualunque indumento che protegga almeno il volto e il busto di chi ha perso la vita rimanendo esposto su un marciapiede, in mezzo alla strada, su una spiaggia o in un campo. È un gesto codificato dal mondo greco, almeno venticinque secoli fa (anche Socrate si copre il volto mentre muore), e non serve soltanto a proteggere i morti dallo sguardo dei vivi ma anche noi stessi, i vivi, dalla vista della morte. È il limite del pudore, del rispetto, è il simbolo della compassione e della capacità di fermarsi. Oggi si è fatta strada in Italia una strana concezione dell’informazione che si potrebbe sintetizzare in un gesto: quello di sollevare il lenzuolo e spingere tutti a fissare quello che c’è sotto. Molti restano incollati all’immagine terribile, altri sfuggono, alcuni cominciano a provare disgusto. Ieri mattina …

"Esportare l’ inciviltà", di Vittorio Zucconi

La nuova emorragia di documenti segreti o riservati o inediti riversata da Wikileaks, l’organizzazione che si dedica allo scoperchiamento delle pentole, non rivela niente che non sapessimo o che non sospettassimo fortemente. Dice quello che alcuni di noi, quelli persuasi che le guerre siano amarissime, dolorosissime avventure nelle quali è lecito addentrarsi senza fette di salame retorico, ideologico o, peggio, manicheo sugli occhi, soltanto quando è inevitabile difendersi e dopo che la diplomazia, la ragione, le pressioni non militari abbiano esaurito tutte le loro possibilità. Chi ancora sostiene che la Seconda Guerra Mondiale scoppiò perchè Chamberlain piegò le gambe di fronte a Hitler, nella Monaco del 1938, crede, o finge di credere, che se Inghilterra e Francia avessero fatto la voce grossa, quel lucido demente criminale che si era impadronito dell’anima tedesca per un decennio avrebbe alzato le spalle e si sarebbe ritirato in buon ordine nella sua graziosa villa nelle Alpi Bavaresi con la cagna Blondi ed Eva Braun a godersi il panorama. Ma la insensata invasione dell’Iraq, quella nazione che ora fingiamo di …

"Il sasso istituzionale e lo tsunami politico", di Eugenio Scalfari

Non è soltanto un sasso nello stagno la lettera inviata da Giorgio Napolitano al presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Il Capo dello Stato si è limitato ad attirare l´attenzione del Parlamento e della pubblica opinione su un solo aspetto della legge sull´immunità delle massime cariche istituzionali presentata dal ministro Alfano, ma la logica che ha motivato i suoi rilievi fa parte d´una cultura istituzionale che inquadra una visione complessiva del bene comune e delle regole che ne rendono possibile la realizzazione. La legge Alfano è invece uno dei tasselli della costituzione materiale che Berlusconi e i suoi accoliti hanno in mente da tempo di mettere al posto della Carta vigente. Napolitano, definendo un articolo della legge Alfano «irragionevole e manifestamente contrario all´attuale articolo 90 della Costituzione», ha di fatto interrotto quel percorso obbligando la maggioranza a rimetterci le mani. Solo questo, ma ora quel sasso nello stagno si è trasformato in un maremoto politico che non riguarda il Quirinale ma Palazzo Chigi e il Parlamento. L´articolo 90 stabilisce l´immunità del Presidente della Repubblica …