Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Il vero obiettivo azzoppare i pm", di Giuseppe D'Avanzo

La riforma della giustizia è una favola buona per gli ingenui. Nei tre striminziti fogli che il ministro della Giustizia porta in giro, al Quirinale, Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo dei Marescialli, non c´è alcuna traccia di riforma. Nessuna correzione di ciò che è oggi storto. Nessuna cura delle criticità del sistema. “Riforma” è un eufemismo. Consente all´Eletto di manipolare la Costituzione per rendere innocuo il pubblico ministero, la bestia nera. Il sedicente rinnovamento della giustizia non è altro che questo: l´assalto all´autonomia e all´indipendenza delle procure; il tentativo di fare del pubblico ministero non un “potere” né un “ordine” ma “un ufficio” – sarà così definito – che rappresenta nel processo le fonti di prova raccolte dalle polizie dipendenti da una mano governativa che, a sua volta, deciderà con il ministro di Giustizia “le priorità” nell´esercizio dell´azione penale. Addio articolo 112 della Carta: “Il pubblico ministero ha l´obbligo di esercitare l´azione penale”. Liquidato l´articolo 109: “L´autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria”. C´è anche altro nel programma del governo: la separazione delle carriere; lo sdoppiamento …

Istruiti e al Nord: l'astensione si fa «politica»

Da molti anni l’astensionismo in Italia è in crescita. Fino al 1976 la partecipazione elettorale è rimasta stabilmente sopra il 90%, poi ha cominciato a calare e il declino non si è più fermato. Tuttavia fa impressione vedere un dato come quello pubblicato ieri su questo giornale in cui si stima – sulla base di sondaggi recenti – che più del 40% degli elettori non si recherebbero alle urne se si andasse a votare oggi. Nel 2008 sono stati meno della metà. È molto probabile che si tratti di un dato sovrastimato. Un conto è una dichiarazione di non voto fatta oggi a freddo e un altro conto è la decisione di voto presa nel mezzo di una campagna elettorale che – se si svolgesse nei prossimi mesi – avrebbe le caratteristiche di un referendum sul governo Berlusconi e sul ciclo politico associato alla figura del Cavaliere. Ma sovrastimato o no che sia questo dato esso sta certamente ad indicare una profonda e crescente disaffezione nei confronti dei partiti e soprattutto di quelli più grandi. …

"Tutti i dubbi del Quirinale", di Massimo Giannini

Il nuovo Lodo Alfano pone “una grande questione costituzionale”. Una questione che va addirittura al di là dei problemi posti dal principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, previsto dall´articolo 3 della Carta del 1948, e gravemente “vulnerato” dalla retroattività dello scudo giudiziario introdotto dall´emendamento Vizzini a beneficio del presidente del Consiglio. Una questione che investe l´intero “impianto costituzionale”. La pseudo-riforma voluta da Silvio Berlusconi per sfuggire ai suoi processi rischia di stravolgere la “forma di governo parlamentare”, sancita dagli articoli 55-69. Di alterare le “prerogative del presidente della Repubblica”, fissate dagli articoli 87-91. Di squilibrare i “poteri del governo”, disciplinate dagli articoli 92-96. Chi in questi giorni difficili ha avuto occasione di parlare con Giorgio Napolitano, ha potuto toccare con mano la sua grande preoccupazione per questo strisciante sovvertimento del nostro “ordine costituzionale”. Sulla scrivania del Capo dello Stato c´è un dossier sul nuovo Lodo Alfano (allestito e aggiornato quotidianamente dai suoi collaboratori Donato Marra, Salvatore Sechi e Loris D´Ambrosio) in cui sono raccolti gli interventi e i contributi di …

"Il posto in banca per diritto ereditario", di Tito Boeri

Siamo passati dalla dittatura proletaria alla ingessatura della prole bancaria. In tutto il mondo i figli degli ex-dipendenti Unicredit saranno uniti nel postulare per la banca unica. L´accordo appena siglato sugli esuberi nel grande gruppo bancario li chiama a raccolta: i figli degli ex dipendenti riceveranno “a parità di valutazione in sede di selezione, una priorità nell´assunzione”. È un precedente per il settore privato, non per il pubblico. Basti pensare che ai tempi delle banche di interesse nazionale, il Banco di Napoli aveva introdotto dei veri e propri automatismi: via il padre, il posto veniva assegnato al figlio, lo sportello bancario era, di fatto, intestato alla famiglia. Si narra anche di clausole ereditarie, con posti tramandati dai genitori ai figli, anche in vecchi contratti dell´Eni e di altre aziende partecipate. Negli archivi del Cnel sarà possibile trovare tracce di questo feudalismo dei giorni nostri. A quanto pare, le cattive idee non muoiono mai. La voglia di creare dinastie di bancari ha poi radici lontane. Ne narrava anche Giovanni Verga, “da che il mondo era mondo, …

Agcom contro Tg1: troppa maggioranza. Berlusconi cita Report

Una diffida al Tg1 e un richiamo al Tg4 e a Studio Aperto per ”il forte squilibrio” a favore della maggioranza e del governo: e’ la decisione adottata oggi dalla commissione Servizi e Prodotti dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, in base ai dati del monitoraggio sul pluralismo per il periodo luglio-agosto-settembre 2010. ”Qualora tale squilibrio perdurasse – avverte l’Agcom – verranno adottati ulteriori provvedimenti”. L’Antitrust ha avviato due distinte istruttorie nei confronti di Rai e Rti per verificare se il meccanismo del televoto sia trasparente o se, invece, costituisca una pratica commerciale scorretta a danno dei consumatori. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha dato mandato all’avvocato Fabio Lepri di Roma per procedere in sede giurisdizionale, al fine di ottenere l’accertamento della natura offensiva e diffamatoria del servizio diffuso il 17 ottobre scorso su Rai Tre durante la trasmissione Report, con integrale risarcimento dei danni. Il giudizio, viene spiegato, sarà promosso contro tutti i responsabili dell’illecito, e sarà chiesta anche la pubblicazione della futura sentenza sui principali mezzi di comunicazione. ”Se il premier si …

L’acqua è di tutti

Proposta di legge sull’acqua pubblica presentata dal Pd sul governo della risorsa idrica e la gestione del servizio idrico integrato. “ L’acqua è un bene pubblico e sono beni pubblici anche le strutture del servizio idrico integrato”. Al centro della proposta politica l’istituzione di un’Autorità di regolazione indipendente, l’introduzione di un fondo nazionale per il riequilibrio territoriale e di una tariffa sociale a vantaggio dei nuclei familiari più numerosi e delle fasce meno abbienti “Siamo qui perché, testardamente, vogliamo occuparci di questioni reali” così Pier Luigi Bersani ha introdotto la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge del Pd sull’acqua pubblica insieme a Dario Franceschini, Anna Finocchiaro e Stella Bianchi. “Il tema ambientale – ha continuato il leader democratico – è tutt’ora troppo trascurato. Per noi è invece una chiave prioritaria soprattutto in relazione alla crisi economica e sociale affinché il Piano Acqua sia uno dei progetti Paese”. Bersani ha voluto ricordare come la privatizzazione non è la risposta giusta per la razionalizzazione dell’utilizzo dell’acqua. “L’acqua e la salute dell’acqua vanno riconsegnate a Dio …

"La rivolta sui siti finiani per i sì su Lodo e Lunardi. Perina: dovevamo chiarire", di Fabrizio Roncone

Redazione del Secolo d’Italia, luci al neon, ultima stanza a sinistra. «Vieni, entra… sto titolando la prima pagina… leggi un po’ qui: che dici, ti piace?» (Flavia Perina, il deputato-direttore, è dietro alla sua scrivania; a metà mattina, aveva detto: «Senti, io non ho problemi a ragionare su ciò che sta succedendo tra i nostri militanti dopo il voto per il Lodo Alfano. Però, siccome sul web è esplosa una mezza rivoluzione, forse è meglio vederci nel pomeriggio, eh?»). Il titolo con cui il quotidiano di strettissima osservanza finiana va in edicola, è questo: «Quelli che dicono no». Sotto, una riga che in gergo giornalistico è definita «catenaccio»: «Lodo Alfano: proteste sui siti “finiani”. E noi non facciamo finta di niente». I siti vicini al Presidente della Camera, ormai da due giorni, ricevono migliaia di lettere, commenti, brevi interventi: coloro che scrivono sono militanti critici, simpatizzanti delusi. Sta accadendo qualcosa di imprevisto, e forse imprevedibile, per forza e intensità. Leggete qui. Fare Futuro web magazine – Giorgio Secchi: «Vi ho seguito finora con rispetto, interesse …