Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La vittoria dei neo-papà due settimane con i figli", di Anais Ginori

Sì del Parlamento: 5 mesi alle donne, 14 giorni ai padri Ora in Italia non a tutte le lavoratrici viene concessa la paga intera per venti settimane. Finora le settimane minime garantite dalla legge europea nei 27 Paesi erano solo 14. Palloncini rosa e azzurri, le foto di neonati paciocconi appese nel parlamento di Strasburgo. «L´Europa ha bisogno di bambini se vuole garantirsi un futuro economico» spiega la deputata socialista Edite Estrela, mentre intorno a lei sembra una grande festa. Sei settimane in più per le mamme e due settimane per i padri. Anche loro via dall´ufficio e precettati nell´accudimento dei figli. L´Europarlamento allunga il congedo maternità fino a venti settimane a pieno stipendio e per la prima volta cerca di spronare i neo papà a fare come le donne: un periodo a casa dopo il parto. Quattordici giorni di paternità interamente retribuiti, è questa la novità soprattutto per gli italiani. Conquista simbolica che dovrebbe servire, almeno così sperano i promotori, a promuovere la natalità in quello che rischia di diventare un continente davvero vecchio: …

"Il servizio pubblico alle dipendenze di un uomo solo", di Vittorio Emiliani

La sopravvivenza della Rai come azienda di servizio pubblico, come luogo di pluralismo politico-culturale, è ad un passaggio sempre più stretto e soffocante. Con un presidente-padrone, Berlusconi, il quale non esita ad esprimere tutta la propria generosa “comprensione” per quegli abbonati della Rai che non pagheranno il modesto canone di 109 euro, cioè evaderanno una imposta (sul possesso del televisore) perché questo è il canone, in tutta Europa. Dove lo stesso oscilla fra il minimo, ben al di sopra di noi, dei 149 euro del Belgio e il massimo dei quasi 300 euro della Svizzera (in mezzo Austria, Scandinavia, Germania, Regno Unito, Irlanda, ecc). Berlusconi se ne infischia del conflitto di interessi, del fatto che lui compete con la Rai negli ascolti tv, di un pluralismo che, nonostante polemiche ricorrenti, in passato non è mai mancato, e getta nella mischia i suoi uomini, i suoi ministri contro le trasmissioni più scomode Quelle che però più di altre raccolgono pubblicità, a cominciare da “Annozero” la quale concorre pure ad alzare lo share non eccezionale di Rai2. …

"Una norma eversiva", di Alessandro Pace

Partendo dall´errata idea che le leggi costituzionali siano equiordinate alla Costituzione, la Commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato un emendamento al disegno di legge 2180: «Al di fuori dei casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi nei confronti del Presidente della Repubblica o del Presidente del Consiglio dei ministri, anche relativi a fatti antecedenti l´assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare secondo le disposizioni della presente legge costituzionale». La verità è che, realisticamente, Fini ha dato via libera al provvedimento perché lo ha ritenuto (sotto la sua responsabilità politica, evidentemente, e tra molte proteste della sua base) il male minore: dopo questo “sì”, Fli avrà sperabilmente più forza per dire “no” alla riforma della magistratura, se questa prefigurerà il passaggio dell´ordine giudiziario alle dipendenze esplicite o implicite del potere esecutivo. Se verrà superato anche questo scoglio, la legislatura potrà continuare (forse fino alla fine naturale): Berlusconi protetto da uno scudo impenetrabile potrà dedicarsi a recuperare consenso, e Fini a consolidare il suo nuovo soggetto politico. Apprendiamo inoltre che …

"A chi fa paura Nilde Iotti", di Pietro Spataro

In un Comune del bolognese il Pdl fa il diavolo a quattro contro la decisione di intitolare una strada alla prima donna presidente della Camera. Ma la sindaca tira dritto e la via c’è. Succede nell’Italia delle escort e degli “utilizzatori finali”. Succede nell’Italia in cui un ministro della Repubblica invia i suoi ispettori a relazionare su una bandiera rossa. È un’altra piccola storia ignobile che vogliamo raccontarvi. Questa: a Ozzano, un comune del bolognese, la giunta di centrosinistra decide di intitolare una via a Nilde Iotti «personalità importante per la vita civile e politica del nostro Paese». Il sindaco, Loretta Masotti, crede sia giusto ricordare una donna che ha percorso tutta la storia della Repubblica. Crede, il sindaco. Perché per il Pdl quell’idea è uno scandalo. Protestano, s’indignano, e disertano la cerimonia. Dicono che esistono «persone con caratteristiche più elevate». Non si sa ovviamente a chi si riferiscano ma non è difficile immaginarlo. Probabilmente al Grande Condottiero (l’utilizzatore finale) per il suo alto impegno nella creazione del Paese delle veline.O anche a qualche suo …

Il delitto di Maricica e i ragazzi del muretto figli dei pregiudizi

Poche ore dopo la morte di Maricica Hahaianu, il sindaco di Roma Alemanno annunciava l’intenzione del Comune di Roma di costituirsi parte civile, aggiungendo che si deve superare «ogni pregiudizio» verso la comunità rumena. Nel vicino quartiere di Cinecittà, gli amici di Alessio Burtone, l’aggressore di Maricica, esprimevano solidarietà ricorrendo a maldestre difese, come quelle riportate da questo giornale: «che dovremmo dire noi che i mariti delle romene stuprano le nostre ragazze” oppure “quella poteva avere nella borsa un ombrello”. Intendiamoci: bene ha fatto il sindaco di Roma a offrire solidarietà; così come appaiono per quello che sono le parole dei giovani di Cinecittà: pregiudizi, talmente inefficaci come attenuanti da rivelarsi paradossalmente aggravanti, qualora assunti come difesa. Quello che colpisce è, piuttosto, il richiamo all’ombrello, vale a dire alla vicenda di Doina Matei, la giovane rumena responsabile – di nuovo la scena è il metrò di Roma – della morte di un’altra giovane, Vanessa Russo. Nello spazio temporale (2007-2010) tra i due episodi, accomunati da evidenti somiglianze (l’irreparabilità della morte, la rovina dei due responsabili …

"Così non si va in onda", di Roberto Saviano

Caro presidente Rai, una dichiarazione del direttore generale Masi assicura che Vieni via con me andrà in onda senza problemi. Purtroppo non è vero. La favola sui compensi “astronomici” degli ospiti – agitata dai vertici Rai – è appunto, una favola, un ultimo pretesto per metterci i bastoni tra le ruote. Tutte le persone che abbiamo invitato si sono dette pronte a dimezzare i loro compensi e persino a intervenire gratis, pur di partecipare al nostro progetto: eppure, oggi, a meno di tre settimane dalla prima puntata nessuno dei loro contratti è stato ancora firmato. Ma a parte il fatto che sarebbe ingiusto chiedere a chiunque di lavorare gratuitamente, la verità è che i soldi non c´entrano: anche perché Vieni via con me sarebbe comunque un grande affare per la Rai, viste le cifre a cui sono stati già venduti gli spazi pubblicitari. Il danno economico per la tv di Stato sarebbe cancellarlo. La Rai ha fatto di tutto in questi mesi per boicottare il nostro lavoro: ci hanno ridotto lo studio, gli attori, gli …

Lavoro e fisco, il 16 novembre incontro con le parti sociali

Il segretario PD: “Incontreremo i sindacati, Confindustria, Rete Imprese Italia, per presentare e discutere le nostre proposte su lavoro, fisco, patto di stabilità e crescita economica” Enti locali al limite, senza più fondi, cassa integrazione a livelli record, e il governo che continua a ripetere che tutto va bene. Per cui il PD il 16 novembre incontrerà le parti sociali, come è stato deciso nella riunione con i segretari regionali del Pd che si è svolta a Roma. Un incontro che, come ha spiegato il segretario del PD Pier Luigi Bersani, vedrà al tavolo con il PD “i sindacati, Confindustria, Rete Imprese Italia, per presentare e discutere le nostre proposte su lavoro, fisco e patto di stabilità ed inquadrare la questione della crescita perché c’è un problema enorme. E’ chiaro il nostro sforzo di riportare l’agenda della politica sui temi reali, altrimenti lo scollamento tra politica e società si allarga. Stiamo delineando un progetto e in questo momento di sbandamento faremo vedere che c’è un Partito che ha un’idea di cosa fare“. l punto focale …