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Fisco, Bersani scrive a Tremonti: "Riforma urgente".

“Davanti alla crisi servono fatti, ecco le proposte PD approvate a Varese”. Al Tg3 ribadisce: “Non possiamo aspettare le calende greche” . Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ha inviato al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, una lettera per chiedere di affrontare urgentemente il tema della riforma del fisco. Riforma che in serata ha illustrato anche al Tg3 convinto che “la riforma fiscale va fatta e non si possono aspettare le calende greche. C’è assolutamente bisogno della riforma fiscale – dice Bersani – non credo che questo governo sia in condizione di farla, ma noi abbiamo una proposta per alleggerire lavoro e imprese e caricare sull’evasione fiscale e sulle rendite. Vogliamo discuterne in Parlamento, subito”. Riportiamo il testo della lettera: “Caro Ministro, Il dato saliente della crisi oggi si chiama lavoro. Non avremo crescita senza uno stimolo alle attività economiche ed all’occupazione attraverso riforme incisive e coraggiose. La più urgente fra le riforme è quella fiscale: alleggerire impresa, lavoro e redditi familiari per stimolare investimenti, consumi ed occupazione e richiamare risorse da una lotta efficace …

"L’alternativa alla destra è anche in quella piazza", intervista a Rosy Bindi

«Non tutto quanto è stato detto lì può essere condiviso da noi. Però un partito come il nostro non può permettersi di prescindere da quella piazza, non può non ascoltarne le ragioni. Come del resto dobbiamo fare nei confronti di tutte le manifestazioni. Ricordo che all’Assemblea di Varese Marini non è venuto perché ha ritenuto giusto andare alla manifestazione della Cisl e della Uil». Ascoltare tutti,va bene,ma un partito deve o no difendere degli interessi, rappresentare delle istanze? Detta brutalmente, pensando ai due più contestati sabato, deve o no stare o con la Fiom o con Bonanni, o con la Fiom o con Marchionne? «Deve stare con tutti e due e con nessuno dei due, in un certo senso. Oggi ci sono due grandi limiti nel sindacato italiano.Da una parte c’è un sindacato che pensa di poter rinunciare al conflitto, quando le relazioni sindacali e industriali non possono ignorare che un conflitto c’è, né possono rimuoverlo. Dall’altra c’è un sindacato, e questo è il rimprovero che faccio alla Fiom, che ritiene che non ci siano …

Liliana Cavani "Basta violenza donne difendetevi", di Silvia Fumarola

La regista firma per RaiUno “Troppo amore” storia di una giovane perseguitata dall´ex fidanzato. Nel cast Liskova e Poggio Le vittime non si accorgono subito dei segnali che arrivano. Nel nostro caso il protagonista è un professore, un uomo socialmente rispettato. Gli uomini considerano le donne oggetti di loro proprietà e non accettano il rifiuto: vanno educati da ragazzini al rispetto. La vittima e il carnefice abitano una di fronte all´altro, nel centro della città; lei è solare, indossa jeans e maglietta, lui è un architetto elegante, professore universitario, di buona famiglia. Liliana Cavani segue la scena dal monitor, Massimo Poggio scende le scale di corsa, si avvicina a Antonia Liskova, è gentile, lei sale in auto. È riuscito a conoscerla. Non immagina, la ragazza bionda con lo smalto turchese sulle unghie, che quell´uomo con cui avrà una relazione arriverà a perseguitarla – inviandole prima cento rose poi togliendole la libertà – e si trasformerà in orco. Troppo amore è una storia come tante, la fotografia di quello che sta succedendo in Italia, dal Nord …

"Manca ancora il rimedio agli squilibri" di Salvatore Padula e Gianni Trovati

Ti aspetti l’«autonomia di entrata» e invece, dopo un tourbillon di voci che scompaiono e di altre che le sostituiscono, ti ritrovi con la vecchia logica dei trasferimenti, nemmeno troppo mascherata. Un maquillage, attento a non turbare troppo gli equilibri, che non crea autonomia e che sembra piuttosto rispondere all’esigenza di cambiare tutto perché nulla cambi. Il federalismo fiscale potrebbe essere l’occasione vera per permettere alle province, e ai loro contribuenti, di capire davvero chi fa che cosa e con quali soldi. Dopo anni complicati, fatti di proclami di abolizione e di convegni in cui gli amministratori si limitavano a ribadire l’esigenza di un «governo di area vasta», la riforma federalista può essere il mezzo per riempire questa esigenza di contenuti. Così, però, non si va lontano. Solo colpa della fretta con cui il governo ha deciso di chiudere la fase preliminare del federalismo, per provare a blindare la riforma prima di entrare nel pieno della burrasca politica? Oppure è il prezzo da pagare per non infastidire nessuno all’interno della maggioranza? Qualunque sia la risposta, …

"Chi c'è dietro quella banca? Il forziere di famiglia del Cavaliere", di Giuseppe D'Avanzo

Gli intrecci della Banca Arner. Di Berlusconi il “conto numero 1”. Tra i clienti Doris e i Previti. Nella sede milanese anche i conti delle holding che fanno capo ai figli Marina e Piersilvio. L’istituto è sotto inchiesta per riciclaggio, e Bankitalia ne certifica l’opacità. Lo spin è il movimento rotatorio, l’avvitamento o l’effetto ricurvo di un palla da gioco. Lo spinning è la procedura con cui il politico previene o contrasta la diffusione di informazioni imbarazzanti, è la tecnica che plasma le mezze verità per costruire storie, finzioni opportunamente orientate. Le procedure diversive sono tipiche dello spinning. Se sei in imbarazzo su una questione, afferrane un’altra. Se non ce l’hai sotto mano, creala, inventala e parla di quello. Spiega chi studia e analizza i discorsi politici: “L’atteggiamento sensato di fronte alla strategia diversiva consiste nel riportare l’attenzione sulla questione principale: quali sono le domande a cui non è stata data risposta? Qual è la risposta e perché non viene fornita? Contro la diversione sistematica c’è un solo strumento: l’iterazione, il riportare insistentemente l’attenzione sul …

"Compito del Pd è avere un progetto non deve scegliere tra Cgil e Cisl", intervista a Pier Luigi Bersani di Claudio Tito

Serve un nuovo patto sociale. È necessario spostare l´attenzione sul livello aziendale di contrattazione e flessibilizzare quello nazionale. Abbiamo un governo irresponsabile, con un ministro del Lavoro che accende il fuoco anziché spegnerlo. Sacconi ha preso una piega mistica, pensa a un Paese che ha in testa solo lui. Il giorno dopo la «pacifica» manifestazione della Fiom, il segretario del Pd non nasconde che tra i democratici siano emerse divisioni. Ma sostiene che il suo partito non debba schierarsi nei confronti sindacali. Ritiene che il suo compito debba essere quello di lanciare un nuovo «Patto sociale» per affrontare l´emergenza-lavoro. E per questo si batte per «l´unità di Cgil, Cisl e Uil». «Ma – premette – sono irritato per come qualcuno ci descrive. Noi non siamo incerti, non abbiamo una linea opportunista. Chi lo dice non capisce un accidente». Con chi ce l´ha? «Con qualche commentatore. Il Pd è un partito che discute. Ma soprattutto ha un compito diverso da quello di aderire o meno a manifestazioni sindacali». Sta di fatto che nel campo dell´opposizione la …

"Ecco perché le tasse non caleranno", di Stefano Lepri

Cinque volte negli ultimi 15 anni l’Italia c’era riuscita. Non è quindi inattingibile una riduzione annua del debito pubblico nella misura che il presidente della Bce Trichet suggerisce all’area euro di adottare come rigida regola per il futuro. Però, a che condizioni c’eravamo arrivati? In quattro casi sotto governi di centrosinistra (1997, 1998, 2000, 2007), in uno sotto un governo di centrodestra (2002), ci aiutarono o manovre di bilancio molto pesanti o annate grasse di crescita dell’economia; e, marginalmente, anche incassi da privatizzazioni. Dalla trattativa europea che riprende oggi a Lussemburgo la regola sul debito probabilmente non uscirà tanto severa quanto la Bce vorrebbe. Giulio Tremonti si dice già sicuro che in ogni caso non entrerà in vigore prima del 2016, ossia in una data in cui ci saremo sicuramente lasciati dietro le tristi urgenze della crisi. Tuttavia, in un modo o nell’altro, un po’ più o un po’ meno, il Patto di stabilità dell’euro sarà reso più stringente di quanto è adesso. Per un Paese nelle condizioni dell’Italia in parole povere questo significa che …