Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La violenza dell'indifferenza" Elena Loewenthal

Un attraversamento pedonale con le strisce zebrate. La banchina di una metropolitana in un’ora di punta. Luoghi dall’apparenza neutra, persino inoffensiva. Se non fosse che in questi ultimi due giorni sono diventati teatro di una violenza bieca, assurda. A Milano un taxista ha inavvertitamente travolto un cane libero da guinzaglio, a Roma una giovane donna ha battibeccato con un ragazzo per una precedenza in coda, come capita infinite volte. Entrambi sono finiti in coma, con grave trauma cranico. E di fronte a casi del genere non ci si può esimere da una domanda tanto banale quanto imperativa, pur sapendo che la risposta sarà necessariamente ambigua, parziale. Che non ci aiuterà a capire. E tuttavia il «perché è successo?», il «come è potuto accadere?» non possono non essere un tormento, per tutti noi. Il caso più recente, quello al capolinea Anagnina della metropolitana capitolina, è terribile proprio perché scatenato da una circostanza talmente comune che non facciamo alcuna fatica a ricostruire la scena iniziale. Ne siamo stati protagonisti tante volte, da una parte o dall’altra: una …

"Voglia di urne e di talk show", di Stefano Balassone

È da un paio di settimane che in questa sede stiamo esprimendo l’idea che il comportamento dell’audience, come già avvenne alla fine degli anni ’80, stia uscendo dai binari consueti e che, oggi come in quella fase, le scelte degli individui-spettatori dipendono da bisogni degli individui-cittadini. Vediamo ad esempio che, nonostante il crescente – così dicono tutti – disgusto per la politica i programmi televisivi “politici” vanno particolarmente alla grande. Nell’ultima settimana Santoro ha sfiorato i sei milioni e Floris i quattro, mentre La7 conferma il boom del tg e la crescita delle altre trasmissioni informative. Potrebbe trattarsi di fatti fortuiti, se non fosse che contemporaneamente sono entrate in sofferenza le reti ammiraglie, in particolare il Tg1 e la tripletta quizzone&Tg5&Striscia. In altri termini c’è un aumento dell’ascolto “motivato”, figlio di situazioni di inquietudine, a scapito di quello abitudinario che domina le fasi storiche di tran tran. Sarà perché, dopo la sorpresa del TgLa7, questa idea ha cominciato a frullarci nella testa che ci sembra di trovarne conferma perfino nelle chiacchiere origliate in metropolitana, dove …

"La violenza dentro di noi", di Michele Serra

ue liti di strada, due pugni micidiali, un tassista in fin di vita a Milano, una ragazza gravissima a Roma. Del secondo crimine esiste un video dei carabinieri (è avvenuto in una stazione videosorvegliata). Immagini che diffondono all´infinito lo scandalo della violenza e ce ne rendono partecipi quasi in tempo reale. Poiché lo scandalo è scandalo (fortunatamente), la prima reazione è di pancia, di repulsione e di allarme. La seconda è provare a dare un peso razionale ai due episodi. È legittimo domandarsi, per esempio, quanto l´aumento della “violenza percepita” sia suffragato dai fatti, e quanto sia influenzato dalla pervasività dei media: anche la violenza è nell´epoca della sua riproducibilità tecnica, e la cronaca nera lievita, nel nostro Paese, molto più rapidamente e potentemente di quanto lieviti la sua materia prima, che è il crimine (vedi lo studio di Ilvo Diamanti pubblicato lunedì scorso su questo giornale). A fronte di questa constatazione, che ci invita a includere anche la “vendibilità” della violenza tra i suoi connotati più rilevanti, e più contemporanei, non c´è dubbio che …

Non far pagare l'Ici agli enti ecclesiastici è aiuto di Stato? Bruxelles apre un'inchiesta

La Commissione Ue: «dubbi» sulla compatibilità dello sconto fiscale con le norme europee. L’italia avrà due mesi di tempo per rispondere. Poi potrebbero scattare le sanzioni MILANO – Da martedì l’esenzione dell’Ici concessa dallo Stato italiano agli enti ecclesiastici non commerciali sarà formalmente sotto il tiro della Commissione europea, che aprirà l’inchiesta formale. Nel documento che lancia l’indagine, con l’ok di tutti gli uffici dei commissari, si afferma che esistono «dubbi» sulla compatibilità dello sconto fiscale con le norme europee. L’Italia avrà due mesi di tempo per rispondere. L’INDAGINE – «L’indagine – secondo quanto appreso dall’Ansa- servirà a verificare se effettivamente questa agevolazione è un aiuto di Stato non compatibile con le norme europee sul funzionamento del mercato unico». Bruxelles ritiene che le informazioni finora raccolte attraverso lo scambio di lettere avuto con le autorità italiane non siano sufficienti a sgombrare il campo dal sospetto che l’agevolazione riconosciuta agli enti ecclesiastici e ai club sportivi amatoriali abbia effetti distorsivi sulla concorrenza. L’esenzione dall’Ici – osserva Bruxelles nella comunicazione che si appresta a inviare all’Italia – …

«Ordigni di pace e di guerra», di Michele Ainis

C’è un che di surreale nel modo in cui la politica italiana ha reso omaggio ai quattro alpini uccisi nel lontano Afghanistan. Il ministro della Difesa ha detto che a questo punto bisogna armare i nostri aerei con le bombe. Il suo predecessore gli ha risposto che non si può fare, è vietato dalla Costituzione. Il successore del predecessore ha controrisposto che tutto dipende dal bersaglio delle bombe. Insomma i nostri arsenali ospiterebbero bombe costituzionali e bombe incostituzionali, bombe di pace e bombe di guerra. In realtà a venire bombardata ormai da tempo è proprio la nostra vecchia Carta. Che non è affatto una Costituzione pacifista, e dunque imbelle, come costantemente si ripete; tant’è che in quel testo la parola «guerra» risuona per 6 volte (erano 7 nel documento licenziato dai costituenti), innervando altrettante disposizioni costituzionali. Per quale ragione? Perché tutta la civiltà giuridica moderna nutre l’ambizione di porre l’emergenza sotto il prisma del diritto, d’imporle procedure e regole, anche nella condizione più estrema, quando l’emergenza incendia i cannoni. E perché i nostri padri fondatori …

«Garantisti ad personam lasciate stare Sciascia», di Francesco Merlo

IN UN CERTO SENSO – in senso propriamente sciasciano – Sciascia se l´è voluta. Forse è così che Sciascia, ironico e borgesiano, comincerebbe quest´articolo su Sciascia. Ma poi sicuramente userebbe la Sicilia come randello, magari intervenendo a sorpresa in uno dei tanti convegni dove, almeno ogni sei mesi, un numero limitato ma crescente di ‘pensatori´ berlusconiani commette “sottrazione di cadavere”. E idealmente lo annette al lodo Alfano, al processo breve, alle leggi ad personam, all´eroismo dello stalliere Mangano. È così che la Civetta diventa l´Avvoltoio e il garantismo un´impostura, come quando Minzolini cita Amendola e Berlusconi dice di ispirarsi a Calamandrei perché tanto, direbbe ancora Sciascia, “tintu cu mori”, sventurato chi muore e non è più in condizione di difendersi, e ogni cosa gli si può attribuire. «Aspiro – è la frase che scelse come epigrafe – , per quando sia morto, a una lode: che in nessuna mia pagina è fatta propaganda per un sentimento abietto o malvagio». Ovviamente nessuno, certamente non io, e neppure Emanuele Macaluso che domani manda in libreria una biografia …

Bersani: «Breve governo Poi voto a primavera», di Andrea Carugati

«Berlusconi è un osso duro, quando abbiamo detto che era una macchietta lo abbiamo sottovalutato». Pierluigi Bersani sceglie il salotto di Fabio Fazio su Raitre per una “confessione” inedita sul rapporto tra il suo partito e il Cavaliere. E tuttavia, accanto a questa autocritica, infila un moto d’orgoglio: «Io sono per guardare tutti i nostri limiti e correggerli, ma non sono per l’autolesionismo. La destra in tutta Europa vince perché è riuscita a gestire meglio i temi della globalizzazione. Ma noi non siamo stati delle meteore inutili, se siamo nell’Unione europea è per noi…». Bersani parla anche del futuro, a partire da una previsione sul voto: «C’è una buona probabilità che si vada votare in primavera, il deterioramento di questa maggioranza è evidente», spiega. «Andranno avanti a pajata e polenta, finché uno di loro non staccherà la spina…». Per questo il leader Pd continua a ragionare su «un breve governo di transizione, che faccia una nuova legge elettorale». «Tutti dimenticano che due anni fa fu proprio Berlusconi a dire in Parlamento che bisognava cambiare la …