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«ANNO ZERO NO STOP, MASI STOP!» di Giuseppe Giulietti

Domani 16 ottobre in piazza anche contro il bavaglio a Santoro! Chi ha letto MicroMega, e pochissimi altri giornali ne hanno parlato, sa che il giorno 16 ottobre a Roma si svolgerà una grande giornata per la democrazia e la Costituzione indetta dalla Fiom e sostenuta dalla Cgil. Al centro della iniziativa, ovviamente, ci sono le questioni legate alla contrattazione, alla democrazia sindacale, alla lotta alla precarietà, al diritto delle organizzazioni più rappresentative a non vedersi escluse dal tavolo della trattativa. Non ci sembra poca cosa in un paese stravolto dai conflitti di interesse, dalle liste zeppe di candidati indegni, per parafrasare il presidente della commissione anti mafia Beppe Pisanu, dagli insulti ai giudici e ai pochi cronisti che ancora tentano di opporsi ai bavagli, alla fabbrica dei veleni, ai pestaggi mediatici orditi e ordinati dal nostro don Rodrigo di Arcore. Per quanto ci riguarda sarà anche una grande giornata per la libertà di informazione, per impedire che dell’articolo 21 della Costituzione resti solo la cenere, dopo i roghi. Lo spettacolo di queste settimana ci …

«Milano 2015, odissea nell´Expo viaggio nel grande sacco dei privati», di Alessia Gallione e Andrea Montanari

Dopo il 2015 su quelle aree una speculazione immobiliare da 400 milioni di euro. Fondazione Fiera e Cabassi cedono in comodato d´uso i terreni su cui si terrà l´evento MILANO – La foto di gruppo è quella del 31 marzo del 2008 e Letizia Moratti la conserva ancora nel suo ufficio a Palazzo Marino. Tutti sorridenti, in quell´istantanea che immortala la vittoria di “squadra” bipartisan di Milano sulla rivale Smirne: il sindaco, Roberto Formigoni, l´allora presidente della Provincia del Pd Filippo Penati, il premier Romano Prodi. Un´era geologica fa. Perché da allora sono passati 927 giorni. Il “grande evento” del 2015 aspetta ancora di partire e dopo mesi di scontri e impasse, soltanto ieri è stato sciolto quello che avrebbe dovuto essere il primo dei nodi: la disponibilità dei terreni (privati) su cui sorgeranno i padiglioni di Expo. Un accordo in extremis raggiunto a cinque giorni dall´esame – martedì 19 – di fronte al Bureau International di Parigi, che aveva dettato un ultimatum in vista della registrazione ufficiale. Ma a cui tutti, a cominciare dai …

«Per i terremotati in hotel la «villeggiatura» è finita», di Jolanda Bufalini

Da oggi gli hotel dell’aquilano che ospitano gli sfollati non forniranno più pasti, non cambieranno la biancheria e non puliranno più le stanze. Chiodi rassicura sui pagamenti, ma le promesse non bastano. «Siamo tutti aquilani e tutti terremotati», dice Mara Quaianni, «e ci dispiace molto, loro non hanno colpa», aggiunge riferendosi ai concittadini che vivono negli hotelda sfollati. «Purtroppo non abbiamo altro modo per far valere le nostre ragioni». Da oggi gli albergatori de L’Aquila non forniranno la pulizia, il cambio della biancheria, e non serviranno i pasti. «Nonostante le rassicurazione del commissario Chiodi, ad oggi non risultano pervenute le nostre spettanze, ovviamente, non appena riceveremo quanto dovuto, riattiveremo i servizi che abbiamo garantito, con grandi sacrifici sin dall’inizio del post-sisma», dice ancora la signora Quaianni, che è vice presidente di Federalberghi e che si vede costretta a snocciolare l’elenco delle inadempienze della Sge, la struttura per la gestione dell’emergenza: «A settembre abbiamo avuto un acconto sul mese di gennaio e un saldo del 25% su settembre». Niente soldi per gli albergatori, niente per i …

Dichiarare senza prevenire, qual è il mestiere di Maroni?

Difficile vigilia della manifestazione romana. Il Pd: l’ordine responsabilità del governo Dopo la debàcle di Genova, il Viminale mette le mani avanti sul corteo Fiom Il corteo della Fiom di domani come Italia-Serbia di martedì sera? Il ministro dell’interno, Roberto Maroni, mette le mani avanti in vista del corteo organizzato dalla Fiom e sembra voler scaricare ogni responsabilità sul servizio d’ordine del sindacato. In studio ospite di Porta a Porta, il leghista infatti si è abbandonato a dichiarazioni preoccupanti: «Il rischio di infiltrazioni nel corteo della Fiom è elevato, come hanno detto anche le analisi dei nostri servizi, ma la nostra attenzione sarà massima. Il rischio è che alcuni gruppetti, non certo le 20 o 40mila persone che sfileranno pacificamente, staccandosi vadano a spaccare vetri. L’occasione è troppo ghiotta per l’infiltrazione nella manifestazione anche da parte di gruppetti stranieri». E ancora: «Incontrerò i responsabili della Fiom e sono certo che, essendo questo un grande sindacato, eviteranno con il loro servizio d’ordine che gruppetti di violenti possano fare danni». Uno scaricabarile in piena regola, che ha …

Rai: dieci giorni di sospensione a Santoro. Giulietti, via Masi e tutti davanti alla Rai il giorno della puntata soppressa

“Se ancora avessimo avuto dei dubbi sulle regioni politiche dei provvedimenti assunti nei confronti di Michele Santoro ci ha pensato il dg Masi a levarceli. La sua dichiarazione nulla è che una precisa rivendicazione. D’altronde tutto era già molto chiaro nelle telefonate intercettate a Trani del presidente Berlusconi”. Lo afferma il portaovce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. “La Rai si candida ad assumere la guida della fabbrica dei veleni e dei giornali di famiglia e a diventare punta di diamante dei “pestaggi” mediatici contro gli avversari. Non si tratta solo di uno sfreggio a Santoro e a coloro che lavorano con lui ma a milioni di italiani”. “Qualcuno consigli al direttore generale di autosospendersi prima di trascinare per l’ennesima vola l’azienda nel ridicolo. Intanto facciamo sentire la nostra voce e il il giorno della puntata soppressa proponiamo una grande iniziativa pubblica davanti agli studi della Rai. Qualcuno degli esponenti della destra che hanno urlato contro le perquisizioni nelle sedi del Giornale – si domanda in conclusione Giulietti – vorranno far sentire la loro voce contro questo …

"Un colpo al cuore del calcio malato", di Gianni Mura

Bruttissimo colpo al cuore del calcio. Il cuore non è la pancia e neanche la testa. È voglia di godersi uno spettacolo, è passione, è saper stare con gli altri. Poco importa sapere che Italia-Serbia avrà come risultato un 3-0 a tavolino e che la Serbia, per colpa dei suoi tifosi peggiori, sarà probabilmente esclusa dalla competizione. Importa che contro l’ottusità e la violenza non si scorga una linea di difesa. Che la festa di Genova sia rinviata a data da destinarsi. I bambini in maglia azzurra e anche gli altri, quelli serbi con la maglia bianca e rossa, avevano gli occhi tristi e pieni di domande, cui qualcuno dovrà rispondere. Una sola riguarda l’Italia: come ha fatto a entrare allo stadio, tanto più dopo i tafferugli in città che hanno coinvolto lo stesso pullman della nazionale serba e particolarmente il portiere Stojkovic, che s’è chiamato fuori, quella cinquantina di figli di Arkan, attrezzati con tutto il necessario per far saltare la partita? Il capo, un grassone a volto coperto, maglietta nera con teschio e …

"Sulla giustizia Quirinale e Palazzo Chigi non dicono le stesse cose", di Stefano Folli

Nonostante la soddisfazione espressa dal vertice del Pdl, è difficile credere che Napolitano abbia sostenuto ieri sulla durata dei processi le stesse tesi del presidente del Consiglio. Il richiamo del Quirinale è alla lunghezza abnorme dei procedimenti e all’impossibilità per il cittadino di veder riconosciuti i propri diritti. Quindi il sollecito è alla politica affinché affronti la riforma della giustizia nella sua globalità, con l’obiettivo di restituire efficacia alla macchina giudiziaria. Il punto di vista di Berlusconi è diverso, o almeno tale appare. L’insistenza sul «processo breve», da conseguire con un dispositivo di legge ad hoc, rischia di compromettere un numero esorbitante di processi in corso e su questo la polemica è nota. Quel che è peggio, Berlusconi dà sempre l’impressione di avere in mente solo il suo caso personale (il processo Mills) e di cercare la «brevità» per trovare la prescrizione. I due approcci sono quindi opposti. Il capo dello Stato ricorda alla politica che esistono solo i problemi generali, collettivi, e che le riforme devono essere concepite a vantaggio dei cittadini. Il premier, …