Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Governo, consensi solo dal 30%", di Renato Mannheimer

Le priorità: dei cinque punti, il fisco è quello più sentito dagli elettori. Ultimo il federalismo I cinque punti che Berlusconi ha indicato come priorità (tasse, giustizia, Mezzogiorno, sicurezza, federalismo) costituiscono un programma ampio e impegnativo, sulla cui realizzazione molti nutrono dubbi. È certo, tuttavia, che Berlusconi ha, in questo momento, necessità di imprimere nuova linfa all’azione dell’esecutivo. Non solo in relazione agli equilibri politici interni, quanto per frenare il declino di consensi per l’operato del governo, in atto ormai da mesi e che ha portato a una forte contrazione del seguito per il Pdl, attestatosi in questi giorni attorno al 29%. Se si domanda agli italiani «come valuta l’operato complessivo del governo fino a questo momento?», solo meno di un terzo (30%) risponde in modo positivo, mentre quasi tutti i restanti esprimono un giudizio critico. È significativo il fatto che, su questo argomento e diversamente da quanto accade per tante altre questioni politiche, quasi tutti manifestano un’opinione e le risposte «non so» sono pochissime (2%). I consensi per il governo sono in misura simile …

"Il giornalismo davanti a un incrocio", di Barbara Spinelli

Se apocalisse significa letteralmente ritiro del velo che copre le cose, quella che viviamo in Italia è l’apocalisse del giornalismo: è giornalismo denudato, svelato. È giornalismo che si trova davanti a un incrocio: se si fa forte, rinasce e ritrova lettori; se si compiace del proprio ruolo di golem della politica, perde i lettori per il semplice motivo che non ha mai pensato a loro. Diciamo subito che il male oltrepassa la piccola storia del Giornale di Sallusti e Feltri, nonostante la piccola storia sia tutt’altro che irrilevante: se la redazione è stata perquisita come fosse un covo di banditi, è perché da tempo il quotidiano si conduce in modo tale da suscitare sospetti, apprensione. I suoi vertici orchestrano campagne di distruzione che colpiscono uno dopo l’altro chiunque osi criticare i proprietari della testata (la famiglia Berlusconi, il cui capo è premier): prima vennero le calunnie contro Veronica Lario, poi contro Dino Boffo direttore dell’Avvenire, poi per mesi contro Fini, adesso contro il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia. Il male oltrepassa questa catena di operazioni …

"La rivolta degli schiavi parte dal litorale domizio" di Vincenzo Iurillo

I luoghi simbolo del caporalato sono le rotonde stradali sparpagliate tra i vialoni del casertano, del litorale domiziano, della provincia Nord di Napoli. È nei pressi di questi slarghi di cemento che ogni mattina migliaia di immigrati, per lo più africani, vengono ingaggiati per pochi euro al giorno. Per lavorare in nero nell’edilizia, nella grande distribuzione, nelle campagne. Senza assicurazione, senza tutele, senza contributi. Senza nessun diritto. Ieri mattina all’alba questo esercito di manovalanza clandestina e silenziosa – stimato in quasi 7000 persone secondo i movimenti dei migranti e dei rifugiati – ha deciso di protestare incrociando le braccia. Per dire no alle condizioni finora imposte loro dai caporali, alle paghe giornaliere da fame ancora più basse con la crisi in atto, alle trattenute di 3 o 5 euro imposte dagli schiavisti del Terzo millennio. SOSTENUTI dai centri sociali, dai movimenti anti-razzisti e dalle associazioni di volontariato, gli immigrati si sono radunati a Baia Verde, Villa Literno, Castelvolturno, Casal di Principe, Pianura, Scampia, Afragola, Giugliano, Quagliano, Licola, Quarto, portando appeso al collo il cartello: “Oggi …

"Legge elettorale, due bozze bipartisan", di Rudy Francesco Calvo

Politica, sarà possibile superare il Porcellum? Non ci saranno stati i vertici ad altissimo livello rivelati da giornali e agenzie di stampa, come quello tra Bersani, D’Alema e Gianni Letta prontamente smentito dal segretario del Pd o, ancora prima, quello tra Franceschini, Mantini e Bocchino, anch’esso rigettato come una bufala dai diretti interessati. Quel che è certo, però, è che i contatti informali in prospettiva di una riforma della legge elettorale esistono e sono trasversali agli schieramenti di maggioranza e opposizione. Se Fini si chiede se sia «eresia » dire che «democrazia è restituire all’elettore la possibilità di scegliere i suoi rappresentanti », Casini parla di «un’intesa possibile», che sarebbe «già nel cassetto», pronta per essere tirata fuori in caso di un’accelerazione verso la crisi di governo. Berlusconi lo sa e sa anche che per quella strada passerebbe la realizzazione di un governo di transizione, magari a guida Pisanu, che frenerebbe la sua corsa alle urne. Non è un caso, quindi, che il fedelissimo presidente del senato Schifani tiri il freno a mano, collocando la …

"La firma del cavaliere", di Giuseppe D'Avanzo

Berlusconi se ne sta zitto. Non si cura della crepa che s´allarga tra il governo e gli industriali, dopo la violenza subita dalla Marcegaglia per mano del giornale di famiglia. Tace con arroganza e “firma” l´aggressione. Lo comprende anche il comitato di presidenza della Confindustria. Che va per le spicce e sceglie con parole essenziali di non arretrare dinanzi all´imboscata e alle minacce del foglio del Cavaliere. Non teme nemmeno di denunciare il degrado di un´azione di governo che, incapace di assolvere alle sue responsabilità, immiserisce nel rancore e nella vendetta liberando una violenza che pretende di umiliare la libertà morale di chi rappresenta migliaia di imprese. Confindustria esprime solidarietà a Emma Marcegaglia, e ci mancherebbe. È quasi un atto dovuto. Né dovuti né scontati sono gli argomenti che gli industriali propongono. Scrivono: «La libertà d´informazione è un bene prezioso che va difeso e tutelato, ma chiunque, a maggior ragione se ricopre ruoli di rappresentanza, ha il diritto e il dovere di esprimere giudizi e valutazioni, senza timori di azioni che possano lederne l´immagine e …

Il Nobel per la pace a Liu Xiaobo. Dissidente cinese in carcere

Barack Obama ne chiede la liberazione, la Francia e la Germania sottoscrivono, il mondo intero si congratula mentre Pechino grida all’ «oscenità » e convoca l’ambasciatore norvegese in Cina. Il premio Nobel al dissidente Liu Xiaobo scuote i rapporti tra oriente e occidente ma crea disaccordi anche tra i suoi sostenitori che si dividono tra chi, come gli Usa, chiede a Pechino un gesto concreto in grado di dimostrare che al salto economico si possa affiancare un’inversione di rotta sul fronte dei diritti umani, e chi, come l’Europa, non trova la forza di una posizione unitaria e, ancora una volta, va in ordine sparso. E desta anche qualche preoccupazione, come dimostra la reazione del segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon che, soddisfatto per l’importante riconoscimento, esprime però la «sincera speranza» che il premio non rappresenti un ostacolo a futuri progressi nell’agenda cinese sul fronte dei diritti umani. La richiesta di liberare «al più presto» Liu, simbolo della lotta per i diritti umani che sta scontando una condanna a 11 anni di carcere, è arrivata dal premio …

Begum e Sara, la rivolta delle donne

Le donne dell’esecutivo provinciale Pd: “Begum Shahnaz e Sara Scazzi, due donne messe a tacere per sempre perché rivendicavano la libertà di pensare e di agire”. Questa sera è in programma a Novi una fiaccolata di solidarietà con Nosheen, la giovane pakistana aggredita dal fratello, e con tutte le donne che subiscono quotidianamente violenza. Sarà anche l’occasione per esprimere il cordoglio della comunità per la morte di Begum Shahnaz, la madre di Nosheen uccisa dal marito. In occasione della fiaccolata le donne dell’esecutivo provinciale del Pd di Modena – Cristina Cavani, Carla Ghirardini, Maria Cecilia Guerra e Caterina Liotti – ripropongono il tema della violenza sulle donne e individuano un legame stretto tra l’omicidio di Novi e quello di Avetrana. “Una riflessione – spiegano le quattro esponenti del Pd – che non ha la pretesa di rappresentare il pensiero di tutte le militanti del partito ma che offriamo come contributo al dibattito su integrazione, violenza e politica di genere”. Ecco la loro nota «Begum Shahnaz e Sara Scazzi, due donne uccise perché gli uomini volevano …