"La moviola del dolore", di Francesco Merlo
Spudorata, scandalosa, maledetta televisione! Odio, come mai mi era capitato, quel malefico schermo che mi ha fatto dimenticare la bimba morta attizzando la mia morbosità sul dolore della madre. La faccia sgomenta davanti alla morte ha infatti seppellito la morte. Non c´era più una ragazzina ammazzata dallo zio, strangolata e violentata, ma c´era solo quel volto. E tutti eravamo lì a cercarne gli spasmi, a violarne lo smarrimento, a misurare l´incommensurabilità del dolore infinito. E senza neppure l´imbarazzo delle condoglianze; senza quel caldo, facile e ipocrita conforto che si offre in genere bisbigliando, con bigliettini discreti, con gesti misurati e veloci. No, la tv ha reso astratto quel dolore, ne ha ingigantito i dettagli ma ne ha annullato la concretezza. È davvero odiosa la tv che non ha permesso a una mamma straziata di cercare la compostezza dei sentimenti, non le ha dato il tempo di dominarsi, di raccapezzarsi e l´ha esposta alla insana curiosità dell´Italia, ha degradato la sua pena non solo e non tanto a tecnica spettacolare dell´evento quanto soprattutto a distrazione dall´evento; …
