Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Così ha lavorato la macchina del fango", di Giuseppe D'Avanzo

Ora, tra Berlusconi e Fini, tutto ritorna in alto mare. Come prima. Se è possibile, peggio di prima. Molto peggio. Va per aria la pace concordata per scrivere insieme una legge immunitaria costituzionale e quindi la road map che avrebbe consentito al governo di vivacchiare per lo meno fino ai primi mesi del 2012 quando il referendum confermativo avrebbe dovuto decidere il destino della legislatura. Che cosa è accaduto? Perché il presidente della Camera ha chiesto ai suoi “ambasciatori” Italo Bocchino e Giulia Bongiorno di chiudere ogni canale di comunicazione e trattativa con il ministro della Giustizia Alfano e l´avvocato del Cavaliere Ghedini? Quali evidenze hanno convinto Fini che quella trattativa politico-legislativa è una falsa trattativa, una trappola, soltanto un modo per temporeggiare in attesa che si concluda il character assassination; una parentesi tattica per dar modo agli “assassini politici” di concludere il lavoro sporco di demolizione di ogni affidabilità pubblica del co-fondatore del Popolo della Libertà? La risposta che si raccoglie negli ambienti vicini al presidente della Camera non è ambigua: «Fini ha qualche …

"Il governo è salvo l'Italia no", di Michele Brambilla

A prima vista la notizia del «no» all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche che riguardano l’ex sottosegretario Cosentino sembra una buona notizia. Se fosse passato il «sì» il governo sarebbe entrato in agonia, per tirare le cuoia da qui ad – al massimo – un mese. Sarebbero stati ben pochi a rallegrarsene davvero. Sicuramente la Lega e Di Pietro, che alle urne ne avrebbero tratto profitto: ma proprio quel profitto avrebbe reso il Paese ancora più ingovernabile di quanto non sia già. Chiunque abbia a cuore non il proprio interesse particolare, ma quello generale, sa che mai come ora, malmessi come siamo, abbiamo bisogno di un governo. Anche il presidente Napolitano, una delle poche figure davvero di garanzia, s’è augurato che l’esecutivo tenga, perché il momento non è tale da poter permettere salti nel buio. No sarà eccezionale, questo governo: ma come diceva Caterina II di Russia è meglio uno Stato con cattive leggi applicate che uno con buone leggi non applicate. Tuttavia lo spettacolo offerto ieri alla Camera è stato talmente desolante, anzi mortificante, da far …

Cosentino, la Camera nega l’uso delle intercettazioni

Con il voto segreto negato l’uso delle intercettazioni con 308 sì e 285 no. Bersani: “Lega ancora una volta complice”. Franceschini: “mancano 15 voti, fatto gravissimo”. Orlando: “Cosentino ammette finalmente che il collante di larga parte di questa maggioranza è la ricerca dell’impunità. L’aula della Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione all’uso delle intercettazioni che riguardano Nicola Cosentino, parlamentare e coordinatore del Pdl in Campania, ex Sottosegretario all’economia dell’attuale governo. Gli ascolti dei nastri quindi non potranno essere utilizzati per le indagini sui suoi collegamenti con la camorra. I sì per respingere la richiesta sono stati 308, i no 285. A votare no sono stati Pd, Idv, Fli, Udc e Api. A votare sì sono stati Pdl e Lega. Pierluigi Bersani, dopo l’esito delle votazioni ha parlato di “voto inaccettabile ed indecoroso. Il centrodestra cerca la sua sopravvivenza difendendo un deputato su cui pesano gravissime accuse”. “La Lega – ha dichiarato il Segretario del Pd -per l’ennesima volta è stata determinante nel sostenere decisioni vergognose dal lato della moralità pubblica. Se ne assumerà la …

"Uccide i genitori e li getta nel lago: erano un peso", di Ferdinando Camon

Adesso la speranza è che il figlio che ha ucciso i due anziani genitori, gettandoli nel Lago di Garda, non l’abbia fatto per le ragioni che, in modo confuso, trapelavano ieri sera. Perché se le ragioni fossero quelle, allora il delitto sarebbe, non il più atroce, perché un parricidio-matricidio è sempre atroce, ma il più allarmante. Per tutti noi. Venivan fuori, ieri sera, ragioni di soldi: nonostante che i due anziani fossero pensionati, il figlio avrebbe dichiarato che «avevano pensioni troppo basse». A queste ragioni si sovrapponevano i disturbi mentali del figlio, la depressione. La speranza è che questi disturbi coprano tutte le altre cause. Perché altrimenti questo non sarebbe il caso del figlio che fa fuori i genitori perché hanno molto denaro e vuol impossessarsene (come Maso, come Carretta), ma un caso di nuova specie, un figlio che fa fuori i genitori per punirli perché hanno poco denaro, non sono in grado di darne anche a lui. Pensioni basse, non meritano di vivere. I genitori avevano 76 anni lei e 75 lui, il figlio …

"Fincantieri. Si muova il governo. Sciopero di 8 ore in ottobre", di Giuseppe Vespo

Nuove proteste e nuovi dettagli. Il piano di Fincantieri continua ad agitare la cantieristica navale. Lunedì il colosso di Stato controllato da Fintecna incontrerà a Roma i sindacati, che hanno già bocciato il piano come «irricevibile» e indetto lo sciopero nazionale per il primo ottobre. Sono in ballo 2.450 posti di lavoro (indotto escluso), il ridimensionamento del cantiere di Sestri Ponente e la chiusura di Riva Trigoso e di Castellammare di Stabia, destinati a trasformarsi in porti turistici. L’azienda per adesso si limita a sottolineare che si tratta di una «bozza di studio» che non è stata ancora discussa. Ogni decisione, dicono, è rimandata al prossimo cda di gruppo che non è previsto a breve. Tuttavia, a causa della «grave crisi del mercato Fincantieri cerca di prefigurare i vari scenari, anche per non farsi trovare impreparata». Scenari che non piacciono affatto a sindacati e a lavoratori, che ieri hanno ripreso scioperi e manifestazioni dopo quelle dei giorni scorsi. TENSIONE Nel cantiere di Palermo la polizia ha cercato di sgomberare la piattaforma petrolifera della Saipem «Scarabeo …

"Berlusconi è in fibrillazione. Paura del voto su Cosentino", di Francesco Lo Sardo

«Le mie sono intercettazioni di conversazioni normali per uno che fa politica da trent’anni in una regione come la Campania. Non chiederò l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni né il sostegno a un vincolo di maggioranza. Questo dirò: mi rimetto alla volontà dell’aula. E se la camera dovesse votare sì all’uso delle intercettazioni io dormirò lo stesso, tranquillo e sereno». Così parlava ieri al calar della sera Nicola Cosentino, l’ex sottosegretario all’economia di Tremonti ma soprattutto potentissimo ras campano del Pdl alla vigilia del voto di Montecitorio sull’utilizzo delle intercettazioni nelle inchieste a suo carico. Un voto segreto, ovvero una benedizione o una maledizione, ultima spes o fucilazione alle spalle, dipende dai casi della vita: quel voto segreto croce e delizia della vita parlamentare, fonte di salvezza o causa di immani catastrofi. Sarà per questo che ieri, per tutta la giornata, Silvio Berlusconi era in fibrillazione. Non già per la sorte di Cosentino, ma per i rischi di contraccolpi sul suo governo che trema non solo e non tanto per l’incognita del voto dei finiani, attraversati da …

"La vittoria dell'asse Berlusconi-Geronzi", di Massimo Giannini

La battaglia contro Alessandro Profumo e la conquista di Unicredit è l´ultima, grande operazione del capitalismo di rito berlusconiano-geronziano. L´indecoroso «dimissionamento» dell´amministratore delegato e il clamoroso ribaltone al vertice della prima banca italiana non è solo la sconfitta di una certa idea del libero mercato, dove ognuno fa il suo mestiere: la politica detta le regole del sistema, i manager gestiscono le società creando valore per gli azionisti, e i soci incassano gli utili e i dividendi. In Italia non funziona così: nelle grandi casseforti dell´economia e della finanza, spesso blindate tra partecipazioni incestuose e relazioni pericolose, politici arrembanti e azionisti deferenti si alleano per far fuori i manager disobbedienti. Letta in questa chiave, la battaglia di Piazza Cordusio e la cacciata di Profumo lasciano sul campo due sicuri vincitori: Silvio Berlusconi e Cesare Geronzi. Il presidente del Consiglio ottiene una vittoria politica, in vista dell´appuntamento cruciale che, nella sua agenda, è fissato per il marzo 2011: le elezioni anticipate. Il presidente delle Generali strappa una vittoria finanziaria, in vista della mossa che, nella sua …