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"L’ultimo Berlusconi, un re dei balcani Pdl", di Francesco Lo Sardo

Si sfrangia il Pdl, dal Nord al Sud: ultima, la rottura di Micciché. Così, senza dichiararlo, si torna all’antico, al 1994. Al nord quello che di fatto è un Polo delle libertà “PdlLega” a trazione Bossi-Tremonti, al sud il “polino” del buongoverno di Micciché che muove in queste ore i suoi primi passi, sorretto dall’invisibile ma salda mano dal lungimirante papà Marcello Dell’Utri. Intorno, un pulviscolo di oltre 14 partitini, dai socialisti alle destre di Storace, Mussolini, Santanché, al Pri di Nucara – l’ultimo è quello di Mannino e Cuffaro, che porta a quota cinque il numero di scissioni dell’Udc fomentate da Berlusconi e capeggiate da Rotondi, Giovanardi, Baccini, Pionati. Il Pdl è ridotto a una scatola vuota affidata ai triumviri Verdini, Bondi e La Russa: sedici anni dopo la discesa in campo del Cavaliere, il partito di maggioranza relativa si sta disintegrando e assume sempre più, giorno dopo giorno, le inconfondibili fattezze della Forza Italia degli albori: un’entità inafferrabile, l’ombra di un partito, un mero logo elettorale da collegare alla materialità del corpo di …

Serve salario minimo garantito

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ai microfoni del Tg1, ha lanciato la proposta di introdurre “un salario minimo garantito per legge per tutti coloro che non hanno un contratto nazionale di lavoro”. Bersani parlava da Taranto, dove ha concluso la Festa tematica del PD dedicata al lavoro ribadendo che “non si puo’ continuare a governare con le chiacchiere perché la tensione nel Paese è molto alta. Noi per crescere abbiamo bisogno di creare nuovo lavoro. Ma non mi aspetto più niente da Berlusconi, parole ne avrà tante ma fatti non ne abbiamo visti e tanto meno potremo vederli più in là”. “Io – ha aggiunto Bersani – a Torino ho cercato di indicare elementi per un progetto di lavoro perché dobbiamo metter dentro qualche regola nuova”. Già, perché chiudendo la festa democratica nazionale, il 12 settembre scorso, Bersani ha dedicato diversi passaggi del suo discorso al tema del lavoro, come questo: Un’ora di lavoro stabile non può costare meno di un’ora di lavoro precario. Parlare di lavoro vuol dire parlare anche di regole …

"Cavaliere, ci dica se la legge è uguale per tutti", di Giuseppe D'Avanzo

Dunque, martedì prossimo Silvio Berlusconi è atteso in Parlamento per un discorso che i suoi desiderano sia addirittura memorabile. Che cosa si intende per “memorabile”? Quando e come le parole di un uomo di Stato diventano storiche? Vediamo. Si sa che il premier, nel suo intervento, illustrerà i cinque punti programmatici (giustizia, Mezzogiorno, fisco, federalismo e sicurezza) per rilanciare la corsa di un governo a corto di fiato. Berlusconi chiederà ai suoi alleati ostili (Fini) o delusi (Lega) di sottoscrivere intorno alle cinque questioni un “patto” per concludere la legislatura con un decoroso rispetto delle urgenze del Paese e degli impegni elettorali. L´iniziativa può avere due esiti. Il primo, miserello. Berlusconi si accontenta di una risicata maggioranza che certifichi la sopravvivenza del suo governo e – insieme – la morte di ogni autarchia della sua leadership, costretta in una condizione di minorità politica a mendicare – di volta in volta – il consenso di Bossi, l´approvazione di Tremonti, la non belligeranza di Fini e il benestare finanche del governatore siciliano Raffaele Lombardo, di Storace, dei …

"L'Europa e il contagio della paura", di Enzo Bettiza

Il risultato del voto svedese assume un significato che fa della Svezia il campione dei profondi mutamenti che, da qualche anno, stanno sconvolgendo il panorama politico dell’Europa nordica un tempo immune da tempeste, nevrosi e paure endemicamente diffuse nelle regioni meridionali e orientali del Vecchio Continente. Il significato storico ed emblematico di quanto è emerso dalle urne scandinave va ben al di là di un semplice regolamento o spostamento di conti elettorali da sinistra e destra. Gli svedesi, assuefatti da quasi un secolo a vivere in un clima di welfare blindato, abbiente, pressoché infinito, hanno determinato col loro voto una sorta d’eutanasia rivoluzionaria: hanno staccato la presa dell’ossigeno al già indebolito partito socialdemocratico, infliggendogli, per la prima volta in ottant’anni, un catastrofico calo di oltre il 4 per cento. Sempre per la prima volta una coalizione moderata di centrodestra, guidata con accortezza dal premier Fredrik Reinfeldt ed elevata alla notevole percentuale del 49,1 (un passo dalla maggioranza assoluta), è riuscita non solo a portare a termine il mandato governativo, ma potrà e dovrà impegnarsi sia …

Bersani su facebook: "Si va a grandi passi verso un governo Bossi-Cuffaro"

Il leader del PD attacca: “Cocktail micidiale”. Intanto Berlusconi prova a cercar voti con La Destra di Storace ed i deputati dell’UDC. Il video: quando Cuffaro manifestava contro il federalismo della Lega. “Stiamo andando a grandi passi verso un governo Bossi-Cuffaro. Non sarà certo questo cocktail micidiale a salvare il paese dai problemi che ha” scrive oggi il segretario del PD sulla sua pagina facebook, raccogliendo oltre 70 commenti in poche ore. Così Bersani, dopo la conferenza stampa in Sardegna della scorsa settimana dove aveva parlato di un calciomercato simile a quello del Milan, torna ad attaccare la campagna acquisti in grande stile di Berlusconi che spazia da La Destra di Francesco Storace a singoli deputati dell’UDC: “Il premier ‘dopo 2 anni e mezzo di governo inutili torna a promettere le stesse cose della campagna elettorale, con 100 miliardi al Sud che non ci sono”. E’ di queste ore la notizia di un ingresso in maggioranza di quattro parlamentari dell’Udc siciliani (notizia che fa infuriare Pier Ferdinando Casini che risponde: Nostri deputati col Pdl? Vadano. …

"L´eterno ritorno del trasformismo", di Ilvo Diamanti

Viviamo tempi di grande cambiamento. Di grande trasformazione. Anzi: trasformismo. E dunque di grande continuità, nel Paese di Depretis, del Gattopardo, della Dc e del “consociativismo”. Dove da settimane si assiste al tentativo di formare un nuovo gruppo parlamentare, che entri nella maggioranza di governo. Il reclutatore è l´onorevole Nucara, (sedicente) repubblicano (col tempo, si sa, le antiche sigle, anche le più gloriose, perdono significato), su incarico del premier. Il quale, per primo, aveva sollecitato la transumanza di parlamentari di altri gruppi verso la maggioranza. Garantendo riconoscenza e ricchi premi. Cioè, la ricandidatura e la rielezione. Magari qualche carica di sotto-governo. Alcuni parlamentari contattati parlano di altri incentivi, più concreti e diretti. Insomma, si è aperto una sorta di mercato. Anzi, forse esiste da sempre, visto che pressioni del genere pare ce ne siano state anche al tempo del governo Prodi. Il premier, riferendosi alle nuove reclute, ha obiettato che non si tratterebbe di pentimento – o di trasformismo. Le conversioni più numerose, infatti, riguarderebbero parlamentari già eletti con la maggioranza. In questo caso, però, …

"Alitalia, non è ancora finita. Altri 2mila esuberi in arrivo", di Laura Matteucci

L’ultimo tassello del puzzle della crisi che per i lavoratori non finisce mai ha (di nuovo) i contorni di Alitalia. L’azienda starebbe mettendo a punto un piano di ridimensionamento del personale da attuare entro l’anno per 1.800-2mila tra dipendenti, precari (circa 600), e alcuni stagionali. Per ora si tratta solo di un’ipotesi rilanciata dal Corriere della Sera, subito negata da Alitalia con una smentita che suona però come molto debole: «Alitalia fa sapere che non conferma i contenuti dell’articolo», dice una nota laconica. In realtà, sarebbe stato lo stesso amministratore delegato Rocco Sabelli, in un incontro con alcuni dipendenti di qualche giorno fa, a parlare di ritorno ai livelli di organico previsti dal Piano Fenice attraverso «recuperi di efficienza ed esternalizzazioni» (sarebbe prevista l’esternalizzazione di alcune attività in aeroporti minori, mentre esistono già accordi in proposito per alcuni comparti: pulizie, logistica, gestione delle buste paga). Un Piano che nel 2008 prevedeva 12.600 dipendenti, mentre oggi l’ex compagnia di bandiera ne conta 14mila, perchè da allora è entrato parte del personale AirOne: i conti sono presto …