Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Le maschere della crisi", di Michele Brambilla

È probabile che «l’inconfutabile dato» sull’aumento dei furti nei supermercati sarà già da questa mattina oggetto del dibattito politico. Ciascuno sosterrà che siamo di fronte a una prova evidente dell’impoverimento degli italiani. Ma quanto alla ricerca della causa ci sarà un serrato ed elevato confronto: i tremontiani diranno che tutto dipende dalla recessione globale. I brunettiani dalla mancata riduzione delle tasse, l’opposizione dirà che è una vergogna che non sia ancora stato sostituito il ministro delle attività produttive e che comunque è sempre e solo colpa di Berlusconi (ma Veltroni dirà che anche Bersani ci ha messo del suo), i leghisti se la prenderanno con Roma ladrona e qualcun altro con la coppia Fini-Tulliani. Quel che nessuno metterà in discussione è il dato di partenza: e cioè che i furti nei supermercati sono aumentati perché c’è la crisi e siamo tutti più poveri. Così il Barnum mediatico ha infatti immediatamente presentato la notizia. Al primo lancio d’agenzia già alla seconda riga si dava per scontato che siamo diventati mariuoli per necessità, ladri di biciclette come …

L'Italia ha bisogno di una guida, il governo della destra ha fallito

Nonostante l’ampia maggioranza che gli italiani gli hanno concesso alle ultime elezioni politiche, oggi la destra è divisa, il governo è in crisi, impegnati unicamente a capriole parlamentari degne di un funambolo per raccattare i voti necessari per la propria sopravvivenza. Uno spettacolo indegno che questo Paese non merita, provato da una crisi economica e sociale pesantissima che lo sta lasciando senza fiato, alla quale si aggiunge una crisi morale profonda, provocata da quella cultura berlusconiana che in questi anni ha imperversato e impoverito il tessuto civile dell’Italia. Siamo alla fine di un ciclo politico durato 16 anni, nel quale il Paese ha dilapidato pezzi significativi del proprio patrimonio: conoscenze e saperi, tessuto produttivo e competitività delle imprese, lavoro e diritti, giovani e donne. Il nostro Paese continua a scivolare sempre più in basso. Il governo straparla da due anni di riforme, di sviluppo e di innovazione ma poi colpisce le Regioni e i Comuni, tagliando risorse e servizi al territorio, alle famiglie e alle scuole. Ci allontaniamo rapidamente dai Paesi più forti d’Europa e …

Nessun pacco dono a Berlusconi

Bersani: “Non vorrei si facesse un pacco dono a Berlusconi. La palla è da quella parte, dobbiamo parlare dei problemi del paese. Le elezioni anticipate ci saranno, perché tre anni sono lunghi. Ci saranno e avranno un padre ed una madre, Silvio Berlusconi e il suo fallimento. Il problema adesso è capire che il paese vive un momento difficile e bisogna offrire prospettive molto concrete: lavoro, fisco e scuola. Se la palla è nel campo del governo, non bisogna ributtarla noi dalla nostra parte” È normale che in un paese europeo ci sia una maggioranza e una minoranza. È in corso una ristrutturazione della minoranza. Anche questo è normale. Ma non vorrei si facesse un pacco dono a Berlusconi. La palla è da quella parte, dobbiamo parlare dei problemi del paese”. Così Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico, durante la trasmissione “Porta a porta” su Rai1. “Le elezioni anticipate – ha ribadito il leader democratico – ci saranno, perché tre anni sono lunghi. Ci saranno e avranno un padre ed una madre, Silvio Berlusconie …

"Il mercato del premier", di Massimo Giannini

La «compravendita degli ascari» è l´ultimo atto di un dramma italiano. Con il rozzo tentativo di assoldare un drappello di centristi «responsabili» per sostituire una truppa di «futuristi» finiani, Silvio Berlusconi completa il suo capolavoro della tarda modernità. Ha svuotato la democrazia, trasformandola in un brand. E ha svilito la politica, trasformandola in una merce. È uno sbocco naturale, per l´uomo che dal ´94 in poi ha conquistato il consenso e gestito il governo con le leggi del marketing. Ma accelera la dissoluzione istituzionale, e alimenta la disaffezione sociale. Il presidente del Consiglio può anche smentire, come risulta abbia fatto durante il Consiglio dei ministri di ieri. Può anche giurare che «non c´è stata nessuna compravendita», e che «quasi tutti» i parlamentari che confluiranno nel nuovo gruppo messo in piedi appositamente dal repubblicano Nucara sono stati eletti nel centrodestra. Purtroppo la meschina «campagna acquisti» come metodo di cooptazione politica risulta agli atti di diverse inchieste: fanno fede le intercettazioni telefoniche del 2008 tra il premier e Agostino Saccà (dalle quali risulta il tentativo di convincere …

"Gli irresponsabili", di Tito Boeri

Si fanno chiamare i “responsabili”, ma è difficile trovare per loro un appellativo maggiormente inappropriato. Il gruppo di deputati che si appresterebbe a tenere in vita l´attuale governo in occasione del voto di fiducia di fine settembre mostra tutt´altro che senso di responsabilità. La prima responsabilità di un eletto è quella che ha nei confronti degli elettori e il cambio di campo dietro alla promessa di una riconferma alle prossime elezioni, con questa legge elettorale, significa solo sfuggire al giudizio dei cittadini. Si rendono di fatto irresponsabili, nel senso di non accountable, non giudicabili dagli elettori, anche quei deputati che presumibilmente salveranno il governo solo per prolungare il proprio mandato parlamentare. Ma la responsabilità che questi deputati invocano è quella nei confronti dell´andamento della nostra economia. Si potrebbe ironizzare sul fatto che si chiamino in causa le difficoltà della nostra economia solo in questi frangenti, dopo aver per mesi cercato di convincere tutti che l´emergenza è finita, che siamo fuori dalla crisi. Ma il punto è un altro: non è scritto da nessuna parte che …

"La febbre delle riforme sbagliate", di Luigi La Spina

L’invito, del tutto condivisibile, arriva anche da personalità molto autorevoli, come il presidente della Repubblica: basta con le polemiche a suon di pettegolezzi e di insulti, discutiamo e variamo finalmente le grandi riforme necessarie per l’avvenire del nostro Paese. L’intento è lodevole, ma il riformismo, di per sé, non garantisce un buon risultato. Anche se la diagnosi del male che si vuol curare è giusta, ci sono terapie inefficaci e addirittura medicine che aggravano il male, con effetti opposti a quelli che si volevano ottenere. Come ha scritto, qualche giorno fa, Bill Emmott sulla Stampa, pure copiare la formula vincente all’estero non assicura all’Italia lo stesso successo. L’esempio più efficace e clamoroso di questo cattivo riformismo si trova nel settore dove, negli ultimi tempi, più si è rovesciata la furia di cambiamento dei vari governi, di entrambi gli schieramenti: l’università. Una specie di campo di esercitazione per la volontà dei vari ministri che si sono succeduti su quella poltrona di iscrivere il loro nome nella storia delle «svolte epocali» di questa istituzione. Con il risultato …

"Noi ad Adro per difendere il tricolore", di Giuseppe Civati

Eppur si muove, questo partito. Quando ho raccolto l’invito di Silvio di Adro (che si chiama davvero così, e fa il coordinatore del Pd locale) e di Filippo di Coccaglio, non immaginavo che la sfida sarebbe stata raccolta da tutti. E invece, per una volta, è andata così. Stamattina ad Adro, nonostante i giornali fatichino a dare notizia della nostra mobilitazione (troppo impegnati a parlare del famoso dibattito interno tra le diverse componenti), ci sarà tutto il Pd. Tutti assieme contro l’uso dei simboli di partito in una scuola pubblica. A partire da Francesca Puglisi, responsabile nazionale della scuola, Filippo Penati, già candidato alla presidenza della Regione, e Gianni Girelli, collega consigliere di Brescia. Chissà che a questo punto a qualcuno non venga voglia di parlarne. Di dirlo in giro. E chissà che a tutto il Pd non venga voglia, finalmente, di fare così. Ogni volta che può, ogni volta che serve. Anche perché in questa vicenda il comportamento del ministro della fu pubblica istruzione è incredibile. Prima bolla l’iniziativa della scuola leghista di Adro …