Tutti gli articoli relativi a: attualità

"In Italia 908mila giovani invisibili", di Sergio Rizzo

Invisibili per la scuola o l’università, l’Inps, il fisco, gli uffici di collocamento. Sono i 641 mila giovani italiani fra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano ma nemmeno lo cercano, il lavoro. E la cifra arriva fino a quota 908 mila, se si estende la fascia di età fino a 29 anni. E’ quanto emerge da uno studio di Confartigianato. Pure loro sono tecnicamente «invisibili». Ancora più degli esponenti di quelle tante categorie di lavoratori autonomi che non hanno protezione sociale. Invisibili per la scuola o l’università, l’Inps, il fisco. Perfino per gli uffici di collocamento. Sono i 641 mila giovani italiani fra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano ma nemmeno lo cercano, il lavoro. Un numero impressionante, considerando che si tratta del 10,5 per cento di tutte le persone di quell’età. E il bello è che di questi «invisibili» i due terzi circa sono al Sud: 415 mila, ovvero il 16,2 per cento di tutti i giovani meridionali. Quasi tre volte rispetto al Nord. …

Zagrebelsky: "Il presidente difende la Costituzione gli interessi politici sono altra cosa", di Liana Milella

Zagrebelsky: emerge la violenza di un potere in pericolo «La Costituzione è ancora in vigore. E non esiste una costituzione materiale alternativa». Come vorrebbero invece quelli del Pdl. L´ex presidente della Consulta Gustavo Zagrebelsky mette in sequenza i fatti e sul Quirinale dice: «È pienamente nel solco della Costituzione». Come giurista prende le distanze dalle ultime mosse dei berlusconiani, ma come cittadino «è angosciato». E sull´ultima stagione dei dossier dice: «L´evocazione della piazza e il linciaggio giornalistico, quanto a violenza, sono paragonabili alla brutalità e alla volgarità dell´attacco al Quirinale». Mentre Napolitano chiede il rispetto della Costituzione, c´è chi, ministri e parlamentari del Pdl, avanzano dubbi, anzi accuse esplicite, d´intenzioni incostituzionali proprio da parte sua. Ha detto Bianconi: «La Costituzione la puoi tradire non rispettandola, o fingendo di rispettarla». La sua impressione? «Innanzitutto, si deve distinguere politica e interessi politici da Costituzione e sua applicazione. La confusione è molto pericolosa, anzi irresponsabile. Il partito del presidente del Consiglio e quello di Bossi chiedono le elezioni anticipate immediate, in caso di crisi di governo. Questa è …

"Il viaggio dell'Unità 150 anni dopo. Bello confondersi col tricolore" di Giuseppe Civati

Di che nazionalità sei?», chiede Nico, nel ristorante in cui i camerieri sono quasi tutti stranieri. «Sono siciliano», risponde il ragazzo dietro il bancone, sorpreso e divertito insieme. Siamo a Reggio Emilia. La città del tricolore. E con i colori ci si può anche confondere. Anzi, lo vedremo, ci si deve proprio confondere. Alberto, che incontriamo di fronte al museo che al Tricolore è dedicato, ricorda di quando le forze dell’ordine hanno presidiato via Roma, perché i cittadini si lamentavano del degrado. E la cosa più irregolare che hanno trovato erano i reggiani che affittavano agli stranieri, per cifre folli, piccoli appartamenti, anche per dieci persone alla volta. Poi gli stranieri hanno imparato come si fa. E le cose sono scappate di mano. Chissà perché mi viene in mente via Padova. Chissà. Ora siamo nel quartiere della stazione, in piazza Domenica Setti, «vittima dell’eccidio delle Officine reggiane», dice il cartello. Una piazza nuova, con il chiosco analcolico gestito da una cooperativa: qualcuno, nel quartiere più difficile della città, si occupa del degrado. Lì vivono 5000 …

Rosy Bindi: «Ignorano i principi della Carta», di Natalia Lombardo

Non mi meraviglio delle minacce che vengono dagli esponenti del centrodestra: ancora una volta dimostrano la loro totale mancanza di cultura costituzionale»: così Rosy Bindi, presidente del Pd, commenta l’attacco del Pdl al Capo dello Stato. Come valuta le parole di Napolitano? «Sono richiami importanti: ha ricordato che c’è una Costituzione, che l’Italia è una democrazia parlamentare, che le Camere non le scioglie il presidente del Consiglio ma il presidente della Repubblica. È lui il garante della volontà popolare che si esercita dentro al Parlamento. Il Pdl si comporta come se fossimo una repubblica presidenziale». Viene accusato di aver indicato, in anticipo, un governo tecnico. «Napolitano non ha parlato di governo tecnico. Il Pdl ha scambiato per intervento politico il suo richiamo alla Costituzione, lo accusano perché non hanno cultura costituzionale. È la vera discriminante tra noi e loro». Anche Schifani si richiama alla volontà popolare e al voto. Che ne pensa? «Sono gravi e preoccupanti le parole della seconda carica dello Stato: non rispetta le prerogative costituzionali del Capo dello Stato perché confliggono con …

"La metropolitana fantasma di Parma", di Francesco Alberti

Spesi 30 milioni, ma il progetto è stato cancellato. Inchiesta della Finanza. Il ruolo di Ettore Incalza, dirigente del ministero di Lunardi e consigliere della società. Basta un clic per salire sulla nuova metropolitana di Parma. Un clic sul sito di «Metroparma spa» e via. Tutti a bordo dell’ultimo gioiello della terra di Maria Luigia: due linee per un totale di 11 chilometri, modernissimi convogli di 30 metri l’uno, utenze da latitudini cinesi («96.700 spostamenti giornalieri – è scritto – per un totale annuo che supera i 24 milioni di passeggeri»). Decisa anche la data d’inizio lavori: estate 2009. L’estate dell’anno scorso. Altro clic. Dissolvenza. E fine della favola. Proprio così. Perché nel frattempo il progetto, già approvato, finanziato e con tanto di vincitori della gara d’appalto, è finito in cantina: non si farà mai, cancellato. Esiste solo sul sito di «Metroparma spa», società ormai in sonno. Un sonno che però ora rischia di generare mostri dato che sulla storia surreale di questa metropolitana fantasma si sono piantate da qualche giorno le unghie della Finanza …

"Siamo tutti stufi di questa politica", di Eugenio Scalfari

Sono maledettamente stufo di dover seguire i miei obblighi professionali commentando la ripetitiva rissosità e inconcludenza dei politici, l´incontenibile pulsione anticostituzionale di Berlusconi, l´uso dei dossier nei confronti di Fini e le controaccuse dei finiani contro il Cavaliere, gli sbraiti di Di Pietro contro tutto e tutti, il bastone secessionista della Lega che spunta dai borbottii di Umberto Bossi, l´attesa del Partito democratico e Godot che non arriva perché ce ne sono troppi e si paralizzano reciprocamente. Sono maledettamente stufo e non sono il solo. Sono stufi la maggioranza schiacciante degli italiani con il pessimo risultato che il distacco dalle istituzioni è diventato un abisso. Ed è stufo e molto preoccupato il Presidente della Repubblica, come lui stesso ha detto con parole sue nell´intervista rilasciata tre giorni fa all´Unità. Napolitano ha segnalato il vuoto che si è aperto da quando la rissa politica si è trasformata in rissa istituzionale; ha chiesto ai responsabili di questo stato di cose di mettervi fine al più presto; ha osservato che una crisi di governo al buio e un´eventuale …

"L'impotente grandezza del Cavaliere", di Barbara Spinelli

E’ venuta l’ora di analizzare la morte di quella che è stata chiamata, in gran fretta e proditoriamente, Seconda Repubblica. Doveva essere qualcosa che somigliava alla quinta repubblica di De Gaulle, inaugurata alla fine degli Anni 50: un sistema che restituisse alla politica la nobiltà, lo sguardo lungo, l’efficacia che il predominio di fazioni e partiti le aveva tolto. Doveva, partendo dalla simultanea svolta avvenuta a Nord con Mani Pulite e a Sud con l’offensiva contro la mafia di Falcone e Borsellino, rigenerare un ceto politico corrotto da anni di democrazia senza alternanza, di poteri paralleli e illegali. Le forze che dopo il ’45 avevano ricostruito il Paese gli avevano dato una Costituzione vigile sulla democrazia, ma antichi mali, non curati, si erano incancreniti: il rapporto degli italiani e dei politici con lo Stato in primo luogo, e la maleducazione civile, lo sprezzo della legalità, del bene comune. Tutti questi mali sopravvissero alla Prima Repubblica, e per questo anche la seconda sta morendo. Quel che mancò, nei primi Anni ’90, fu la rigenerazione delle classi …