Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Norma pro Mondadori, schiaffo agli onesti", di Annalisa Cuzzocrea

Opposizioni all´attacco del governo: ormai è un esecutivo ad personam Il Pd: Tremonti renda noto l´elenco delle aziende che hanno avuto lo stesso beneficio ROMA – Uno schiaffo in faccia agli italiani onesti, una gestione privata del sistema tributario, l´ennesima norma “ad aziendam”, in due parole: un delitto perfetto. Sono i giudizi dell´opposizione sul decreto legge che ha fatto risparmiare a Mediaset centinaia di milioni di euro e la cui genesi è stata ricostruita ieri da Repubblica. La società di proprietà di Silvio Berlusconi potrà infatti chiudere una controversia col fisco iniziata nel 1991 pagando 8,6 invece che 350 milioni di euro. E potrà farlo grazie a un decreto approvato dal governo il 25 marzo e convertito in legge dal Parlamento il 22 maggio. «I favori fiscali di cui ha beneficiato Mondadori grazie alle norme ad hoc approvate dal governo – dice Filippo Penati – sono un atto gravissimo, una vera e propria alterazione delle regole di mercato. Uno schiaffo in faccia agli italiani onesti». «Secondo Bossi, Berlusconi e Tremonti – spiega il capo della …

"Il viaggio dell'Unità, 150 anni dopo. In Puglia, spaccato di bellezza", di Giuseppe Civati

Qui c’è ancora molto clientelismo. Approfittando di una situazione economica disagiata dove la metà dei giovani non lavora ed è costretta a emigrare per trovare fortuna. Assistiamo inermi, e probabilmente in tutto il Sud, a una continua emorragia di classe dirigente. Prima emigravano soprattutto gli operai, ora se ne va la futura classe dirigente abbassando tremendamente verso la mediocrità la classe politica che ci ritroviamo e ci ritroveremo. Insomma, i migliori se ne vanno, i mediocri avanzano». Gabriele a Eboli me l’ha raccontata così, la situazione dei giovani come lui. Ma non se ne va. Resta. E «combatte». Con la giusta dose di ironia. «Le giovani forze per cambiare le cose», prima che siano irretite nel ‘sistema’. Una storia antica, da queste parti. E non solo. Me lo conferma Marco Giovannelli, anche lui in viaggio, lungo la costa, sulle orme del Michele Serra di 25 anni fa, per vedere che cosa è cambiato. E ci sono note positive, e cose di cui parlare, soprattutto rispetto a come si concepisce la politica. Oggi ho deciso, però, …

Il berlusconismo è fatto di «slogan, editti bulgari e killeraggio mediatico»

«Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima. Perché nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali». Lo scrive su Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo (che fa capo al presidente della Camera, Gianfranco Fini, ancor oggi al centro di polemiche con il direttore del Giornale, Feltri), il direttore Filippo Rossi. «Nessuno – si legge – ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l’avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci». «Eravamo convinti – spiega Rossi – che fosse un semplice dibattito politico, il confronto tra due idee di centrodestra. Eravamo convinti che si trattasse di un normale dialogo tra idee diverse, opzioni diverse, leadership complementari. Eravamo sinceramente convinti che tutto potesse …

"Dal Vietnam ai tassisti", di Guido Crainz

La storia.  Le manifestazioni offrono squarci illuminanti per capire l´Italia repubblicana. Da quelle degli anni Cinquanta, ma soprattutto dal ´68, con nuovi simboli e nuovi miti, fino alle iniziative corporative degli ultimi tempi  Così è cambiata nel tempo una forma di protesta. Offrono squarci illuminanti, i cortei dell´Italia repubblicana. Nel loro svolgersi e nel loro modificarsi annunciano l´avvio e il declino delle stagioni della speranza: così è sin dall´aprile del 1945, con le sfilate partigiane nelle città liberate. E, sempre alla vigilia della repubblica, con le colonne di contadini meridionali che vanno a occupare le terre incolte. È una stagione breve, sostituita troppo presto dalle asprezze degli anni Cinquanta e della Guerra fredda, con cortei dispersi non di rado dalla Celere di Scelba. E con divisioni sindacali profonde, che inizieranno a sbiadire solo al mutar di decennio: ad esempio nel 1960 milanese, con manifestazioni che iniziano ad unirsi. E con il “Natale operaio in piazza Duomo” di quello stesso anno, le cui ragioni sono accolte sin dall´omelia del cardinale Montini. Un´aria diversa inizia allora ad …

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"Sovranità popolare in salsa di destra", di Carlo Galli

Dunque, le pressioni della destra, le minacce, le grida al tradimento, dopo tutto restano. Solo, vanno intese come legittime posizioni politiche, e non devono essere prese alla lettera. Come dire che c´è una sostanza politica – la sovranità del popolo – e una forma, il dettato costituzionale. Caro, quest´ultimo ai barbogi cultori delle scartoffie. Mentre i politici di destra, anzi il popolo della libertà, guardano alla Costituzione come si conviene: come a una varia ed eventuale, da mettere all´ultimo posto nell´ordine del giorno della politica. Al primo, naturalmente, la sovranità del popolo. Questa è la nuova linea che emerge dai comunicati con cui i capigruppo parlamentari della maggioranza hanno risposto alla durissima e ultimativa nota del Quirinale; una linea che consiste nell´ammettere a denti stretti che il potere di scioglimento delle Camere è del Capo dello Stato e non del Presidente del Consiglio, e al tempo stesso nel ribadire che egli se ne deve servire come vuole la destra, cioè nell´eventualità di una crisi di governo deve ricorrervi in pratica automaticamente. E ciò per non …

"Cinisi, i cento passi di Veltroni in memoria di Impastato", di Manuela Modica

Da una parte i dati, dall’altra i passi. Contro la mafia. Il ferragosto in Sicilia va così. A Palermo, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, in conferenza stampa, assieme al ministro della Giustizia Angelino Alfano, conta: «Sono stati catturati in media otto mafiosi al giorno. Sono stati sequestrati e confiscati alla mafia beni per 14,9 miliardi di euro». Ecco il risultato «della strategia del governo contro la mafia». A Cinisi c’è, invece, Walter Veltroni. Conta i passi verso uno di quei beni confiscati alla mafia, la casa di Tano Badalamenti. “Siamo già arrivati?”, chiede, perché il passo verso la mafia in Italia è breve. E non è un numero: “Ma ca fannu tutti sti turisti qua?”. Sono domande che ci si fa dal barbiere. A Cinisi, di turisti non se ne vedono tanti, ma ormai si sa: “A vedere la casa di quel rompicoglioni sono venuti”. Sono chiacchiere di paese, dove le chiacchiere piacciono solo là, solo dentro. È qui che Peppino Impastato, il rompicoglioni “ca non si faceva i fatti suoi”, muoveva i primi passi. …

"150 anni dopo / Fondi, il risorgimento difficile", di Giuseppe Civati

I cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore», così la Costituzione. Una di quelle frasi perfette, che poi nella pratica trovi rovesciate. Proprio perché, in alcune parti del Paese, le attua la criminalità organizzata. E la politica sporca. «Disciplina e onore». Una sintesi perfetta. Siamo a Fondi, provincia di Latina. Chi ci ospita è Bruno Fiore, unico consigliere del Pd. Qualche mese fa, ha scritto queste righe, che dicono già tutto: «Fondi ha una classe politica che rappresenta solo interessi particolari e corporazioni. Sempre pronta a ubbidire agli ordini del capo. Una classe politica che non amministra la cosa pubblica nell’interesse della collettività, ma opera con i sistemi clientelari e del ricatto. Sta alle forze sane di questa città ribellarsi coraggiosamente a tutto ciò. Deve essere il Pd a farsi portavoce di una primavera di nuova democrazia partecipata, capace di progettare un futuro migliore e diverso per l’intera collettività». E sono cose che valgono più di un intero Congresso. In questa storia, tutti i ‘buoni’ si …