Tutti gli articoli relativi a: attualità

È un governo in agonia

Dimissioni, per evitare il voto della mozione di sfiducia alla Camera presentata dal Pd e accolta dal presidente della Camera, Gianfranco Fini: si conclude così l’esperienza al governo di Nicola Cosentino che, coinvolto nello scandalo P3, lascia il posto di sottosegretario all’Economia. Fatale, all’esponente del Pdl, la scoperta di un affaire che vede tra i suoi protagonisti il faccendiere Flavio Carboni e gli imprenditori campani Lombardo e Martino (arrestati) e il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci (indagato). La “cupola” avrebbe avuto come interesse primario la gestione degli appalti sull’energia eolica in Sardegna ma si è anche occupata di politica in senso stretto, orchestrando una campagna diffamatoria ai danni di Stefano Caldoro, candidato del Pdl alle regionali campane, nel tentativo di rilanciare le azioni di Cosentino nella corsa a governatore, in netto ribasso dopo essere stato accusato di associazione camorristica. Da Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico, arriva un giudizio netto: “La maggioranza, con le dimissioni di Cosentino, dimostra di essere alle corde. Quella di oggi è la rivincita di due soggetti politici sull’arroganza del premier. …

Bersani: "Il berlusconismo è finito. Democratici manteniamo i nervi saldi"

L’Unità intervista Bersani a Washington: “La corruzione infetta le istituzioni, il Paese è senza guida. Teniamo la barra di un’opposizione ferma e guardiamo alle forze più responsabili”. «Ai democratici dico: nervi saldi». Pier Luigi Bersani guarda con preoccupazione ai «gravissimi fatti di corruzione che stanno infettando le istituzioni e i luoghi di governo». Ora spunta “Cesare”, quello che tutto sapeva. Il leader del Pd sottolinea che al di là dei nomi di Nicola Cosentino, Denis Verdini, Claudio Scajola e di tutti gli altri invischiati in questa torbida vicenda che passa per l’eolico sardo, gli appalti per il G8 e vecchie e nuove logge segrete, quel che ormai è chiaro è che «sotto l’ombrello dell’imperatore si sono creati dei meccanismi quasi feudali, con vassalli, valvassori e valvassini che hanno ritenuto di potersi muovere avendo in mano un pezzo di potere e giostrandolo anche al di fuori dei circuiti istituzionali». Siamo arrivati, dice il segretario del Pd, a «un punto critico». E alle «forze più responsabili del centrodestra» lancia un appello: «Riconoscano che il Paese è senza …

"Nome in codice "Cesare". Silvio informato su tutto", di Massimo Solani

«Dovremmo raggiungere… Chiamiamolo così, cerca di capire: Cesare. Che sarebbe Cesare». Il 28 settembre 2009 Flavio Carboni è al telefono con Maria, una collaboratrice del presidente della Sardegna Cappellacci. Ma chi è questo “tale” Cesare il cui nome ricorre decine di volte nelle carte dell’inchiesta sulla nuova loggia P3? Cesare che va informato delle manovre sulla Consulta per il Lodo Alfano, Cesare a cui va riferito delle notizie (false) che vedrebbero Caldoro coinvolto in una storia di trans, Cesare a cui va detto degli affari sull’eolico in Sardegna. La risposta la danno i carabinieri in una nota ad una delle informative agli atti dell’inchiesta (nota n. 15 pag 12 segue informativa nr. 474/1- 50-3-44). Cesare, scrivono, «è pseudonimo utilizzato per riferirsi al Presidente del Consiglio». È la chiave di volta. Cesare è Silvio Berlusconi, il deus ex machina che si muove dietro le quinte di tutte le manovre della nuova loggia. Sempre informato, sempre presente un passo indietro. «Mio cugino Cesare vuole sapere», dice Arcangelo Martino il 30 settembre 2009 in piena manovra di salvataggio …

Per l'Onu «la legge sulle intercettazioni mina la libertà di espressione». Frattini: «Sconcertato»

l governo italiano deve «abolire o modificare» il progetto di legge sulle intercettazioni perché «se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia». Lo ha detto il relatore speciale dell’Onu sulla libertà di espressione, Frank La Rue in un comunicato. Le pene previste dal disegno di legge per editori e giornalisti, secondo La Rue, sono sproporzionate. «Quelle disposizioni possono ostacolare il lavoro dei giornalisti su questioni di pubblico interesse come la corruzione, data la lunghezza eccessiva dei procedimenti giudiziari in Italia», ha spiegato il relatore guatemalteco. «Se adottato nella forma attuale, (il ddl) può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia», ha insistito. Nel comunicato, La Rue ha sottolineato che se la legge sulle intercettazioni entrasse in vigore, qualunque giornalista non iscritto all’Ordine potrebbe essere condannato fino a quattro anni di carcere per il solo fatto di aver registrato conversazioni senza l’autorizzazione dell’interessato. La Rue ha auspicato di poter venire in Italia l’anno prossimo per valutare la situazione nel campo della libertà …

"La moda low cost che costa troppo alle donne", di Naomi Wolf

Lo confesso: lo faccio anch’io. Come la maggior parte delle donne occidentali, lo faccio regolarmente, e ogni volta mi sento in colpa per il piacere che mi dà. Ma è difficile ascoltare la propria coscienza di fronte a una tentazione così fantastica. Sto parlando della moda a basso costo. Vado da Zara, o da H&M o, adesso che per l’estate sono in Gran Bretagna, da Primark, e arraffo capi «carini» e talmente economici che ne prendo due. Devo affrontare la mia dipendenza – e così tutte le donne come me. La moda è stata rivoluzionata dalle catene di vendita al dettaglio che assumono buoni stilisti per creare abiti usa-e-getta e accessori di tendenza. Questa evoluzione ha liberato le donne occidentali dalla tirannia dell’industria della moda che dettava uno stile, costringendole a investire molti soldi nell’aggiornare il guardaroba e poi serenamente dichiarandolo superato – e questo in un ciclo continuo, senza mai fine. Entrando negli empori della produzione di massa, le donne occidentali hanno l’apparentemente deliziosa e liberatoria possibilità di acquistare l’imperdibile prendisole di questa stagione …

Napolitano e i tagli. «La ricerca è garanzia del nostro futuro», di Marcella Ciarnelli

Certamente si può discutere sulle scelte da fare, ma non c’è dubbio che non possiamo far pesare sulle spalle dei giovani il costo del debito pubblico accumulato, e perciò bisogna restringere la spesa ma salvando le priorità. E io vorrei che fossero salvate le spese per gli investimenti, per la ricerca e per l’università, riconoscendo il loro carattere prioritario». Parla a una platea molto sensibile all’argomento il presidente della Repubblica che, a Trieste per assistere al concerto per l’amicizia diretto da Riccardo Muti, ha voluto partecipare all’inaugurazione della nuova sede della Sissa, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, una delle eccellenze del nostro paese. Lo hanno accolto i docenti, le autorità, ma innanzitutto i giovani studenti e i ricercatori, in piedi per tutta la durata della cerimonia, indossando tutti una maglietta con su scritto «Salviamo la ricerca». Sono i diretti interessati, quelli che saranno coinvolti assieme ai loro colleghi di tutt’Italia nei tagli previsti dalla manovra su ricerca e università e anche nella riforma di quest’ultima per alcune parti contestata. Ed è a loro che …

"Perché gli uomini uccidono le donne", di Michela Marzano

Si continua a chiamarli delitti passionali. Perché il movente sarebbe l´amore. Quello che non tollera incertezze e faglie. Quello che è esclusivo ed unico. Quello che spinge l´assassino ad uccidere la moglie o la compagna proprio perché la ama. Come dice Don José nell´opera di Bizet prima di uccidere l´amante: «Sono io che ho ucciso la mia amata Carmen». Ma cosa resta dell´amore quando la vittima non è altro che un oggetto di possesso e di gelosia? Che ruolo occupa la donna all´interno di una relazione malata e ossessiva che la priva di ogni autonomia e libertà? Per secoli, il “dispotismo domestico”, come lo chiamava nel XIX secolo il filosofo inglese John Stuart Mill, è stato giustificato nel nome della superiorità maschile. Dotate di una natura irrazionale, “uterina”, e utili solo – o principalmente – alla procreazione e alla gestione della vita domestica, le donne dovevano accettare quello che gli uomini decidevano per loro (e per il loro bene) e sottomettersi al volere del pater familias. Sprovviste di autonomia morale, erano costrette ad incarnare tutta …