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Pil nascosto e lavoro in nero Italia sempre più “sommersa”

Un sesto della ricchezza del Paese che sfugge alle rilevazioni ufficiali, così come tre milioni e mezzo di lavoratori: sono cifre drammatiche, che lo diventano ancor di più individuando la chiara linea di tendenza fra i molti dati forniti ieri dall’Istat, ovvero quella di un’Italia che non solo è incapace di porre un freno a una delle sue anomalie più croniche, ma che anzi vede peggiorare il fenomeno che forse maggiormente l’allontana dall’Europa. Dichiarazioni fasulle, costi gonfiati, lavoro in nero: per l’Istituto nazionale di statistica questa diffusa illegalità alimenta come non mai l’economia sommersa, che aumenta di conseguenza il suo peso percentuale rispetto al pil, fotografando una nazione dove, appunto, circa un sesto della ricchezza sfugge alle statistiche ufficiali e, di conseguenza, anche all’erario. Nel 2008, secondo le stime dell’ Istat, il valore aggiunto prodotto nell’area del sommerso economico si è attestato tra un minimo di 255 e un massimo di 275 miliardi di euro, con un peso (in crescita per la prima volta in sette anni) tra il 16,3% e il 17,5%del pil. La …

"Leghisti indagati per 'Ndrangheta", di Angela Camuso

Decine di politici locali di comuni dell’hinterland milanese, molti dei quali leghisti, tra cui un manipolo di sindaci e numerosi assessori e consiglieri locali sono indagati a Milano, a vario titolo, per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio, finanche concorso in estorsione. Era la scorsa primavera e la procura di Reggio stava da tempo intercettando i vertici della ‘ndragheta durante riunioni in alta montagna. Ed è così emerso che numerosissimi appalti edili per opere pubbliche, eseguiti o da eseguire in Lombardia, venivano decisi in Calabria da un organismo finora semi-sconosciuto della mafia reggina: la cosiddetta “Provincia”, quasi una cupola di Cosa Nostra, che si è scoperto avere ordinato anche una serie di omicidi commessi nel capoluogo lombardo come quello del boss Carmelo Novella, ucciso a luglio 2008, per impedire ai capi della ‘ndrangheta a Milano di organizzare autonomamente una propria “provincia” in Lombardia. L’aspetto sconvolgente di entrambe le due inchieste è il grado di infiltrazione della ‘ndrangheta nell’economia lumbard. L’Unità 13.07.10

Se la P3 si mangia il PDL

Scandali e corruzione alla base delle manovre della maggioranza: indagati Cosentino, Verdini, Dell’Utri. E intanto è una rissa continua all’interno del Pdl. Bersani: “Siamo al capolinea di questa alleanza. La resa dei conti tra di loro è cominciata e non si fermerà”. Il Pd presenta un’interrogazione urgente per il Question time di domani in cui si chiedono le dimissioni di Cosentino e Calendo. Franceschini: “Se queste non arriveranno spiamo pronti alla mozione di sfiducia assieme a tutti quelli che la vorranno fare” C’era una volta il governo del fare, il buon governo. Poi divenne il partito dell’amore. Parole, parole, parole. C’è, e per due anni c’è stato, un governo fallimentare che non ha saputo fare un bel nulla, che si è vantato di successi che non ha mai ottenuto e che ora, più che mai, è al centro di uno scandalo senza precedenti tra affaristi, corruttori e massoni. Un cricca avida di arricchirsi senza ritengo e senza rispettare nessuna legge. Siamo all’apice del berlusconismo? Sono circa 12.000 le pagine di atti che sono stati depositati …

"Le metastasi del Potere", di Massimo Giannini

“La magistratura è un cancro da estirpare”, sostiene da mesi il presidente del Consiglio, nella furia iconoclasta che lo spinge ad abbattere i simboli e le istituzioni repubblicane. Finge di non vedere la doppia metastasi che gli sta crescendo attorno, e che sta lentamente ma inesorabilmente divorando il suo governo. C’è una metastasi giudiziaria, che ormai mina alle fondamenta il sistema di potere che lui stesso ha costruito negli anni. L’iscrizione di Dell’Utri e Cosentino nel registro degli indagati, per associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulle società segrete, è per ora soltanto un’ipotesi investigativa. Ma è più che sufficiente a completare un quadro agghiacciante del rapporto tra politica e malaffare nell’epoca berlusconiana. Le inchieste che si moltiplicano, da Milano a Roma, da Firenze a Napoli, da Perugia a Palermo, scoperchiano un verminaio che travolge a vario titolo gli uomini più “strategici” e più vicini al premier. Guido Bertolaso, ras della Protezione Civile, signore delle Emergenze e vicerè dei Grandi Eventi, finito nel tritacarne dell’inchiesta sul G8, che nel triangolo Balducci-Anemone-Fusi ha svelato …

"Un centro-destra fuori tempo", di Piero Ignazi

Più che marciare soddisfatta verso i festeggiamenti dei 150 anni, l’Italia si sta rinchiudendo in un cerchio sempre più stretto di malumore, insoddisfazione e cupezza. Eppure se adottiamo uno sguardo lungo che abbracci il secolo e mezzo che ci separa dal 1861, i motivi di orgoglio sono innumerevoli. Pensiamo agli ostacoli e alle difficoltà che il paese ha dovuto superare: all’interruzione del processo di graduale estensione dei diritti civili e politici causato dall’irruzione del fascismo che ha impedito una più rapida e sicura legittimazione dello stato; oppure alla devastazione prodotta dal conflitto mondiale e alle lacerazioni di una guerra civile, limitata quanto feroce; o, ancora, alla miseria disperata di tante parti del Mezzogiorno abbandonate alla prepotenza della criminalità e all’incuria e allo sfruttamento, di possidenti e rentiers. Nonostante questi e tanti altri scogli l’Italia è oggi “irriconoscibile” agli occhi delle generazioni passate: nessuno, nel corso dei primi cinquant’anni del secolo scorso, immaginava che sarebbe diventata un paese del G-7, (potenzialmente) leader in Europa, con i suoi militari impegnati con onore in tante missioni all’estero. Tutto …

"C'è bisogno della forza di indignarsi", di Michele Brambilla

Sarebbe interessante un sondaggio sull’ultimo «scandalo» che vede il ritorno dei vecchi coscritti della P2 e il coinvolgimento, fra gli altri, di uno dei coordinatori del Pdl, Denis Verdini. È probabile, anzi quasi certo, che la stragrande maggioranza degli interpellati dichiarerebbe di non saperne nulla. Chiunque di noi può sincerarsene organizzando un mini-sondaggio fai da te. Provate a parlarne a tavola o al bar con un gruppo di conoscenti: persone di buona istruzione, anche lettori abituali di giornali, vi guarderebbero sbarrando gli occhi come per chiedervi «Verdini chi?». È che ormai nessuno scandalo fa più veramente scandalo. Bisognerebbe modificare la stessa definizione del termine che ne dà il vocabolario: da «evento o incidente che provoca una vivace reazione nell’opinione pubblica» a «fatto ordinario registrato dai media come le previsioni del tempo e serenamente accettato dai lettori». A beneficio di questa stragrande maggioranza di connazionali che comprensibilmente non sa neppure di che cosa stiamo parlando, proviamo a fornire una sintesi dei fatti. A Roma c’è un’inchiesta della magistratura su una presunta associazione segreta che avrebbe cercato …

"All´ombra del potere berlusconiano aperta un´autostrada per la corruzione" intervista a Bersani di Alessandra Longo

Bersani: il Cavaliere ha fallito, deve prenderne atto. Giusto il tempo di guardare in albergo la partita Spagna-Olanda, dopo aver superato la dogana americana, sottoponendosi al rito di controllo delle quattro dita da esporre e delle pupille rivolte alla telecamera, e Pier Luigi Bersani è stato raggiunto ieri mattina a Washington, prima tappa della sua missione americana, dal rombo della politica italiana. Casini «apre» a Berlusconi nell´ipotesi di un governo di unità nazionale? Il segretario del Pd si fa leggere bene la frase incriminata e mette la parola fine alle illazioni: «Casini sa bene che è arrivato il momento di chiudere con il ciclo berlusconiano, con sette anni che non ci hanno portato a niente. E´ vero: Berlusconi ha vinto le elezioni ma c´è un´altra verità altrettanto chiara. Berlusconi ha fallito. La maggioranza deve prendere atto del suo fallimento. Siamo alla fine, al secondo tempo, e bisogna evitare al Paese ulteriori danni». Stop, dunque. Bersani parla in piedi, davanti all´ingresso del Center for American Progress, pensatoio democratico presieduto da John Podesta, già capo staff di …