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Assessore Peri su stazione di Carpi

Disservizi sulla Modena-Carpi: parla l’assessore regionale Peri: «Incalzeremo Trenitalia». «Motrici vecchie, biglietteria chiusa, coincidenze perse». «I consiglieri provinciali di centrodestra dovrebbero sapere – sbotta Alfredo Peri, assessore regionale ai trasporti – che i treni non sono gestiti dalla Regione, ma da Trenitalia, la cui proprietà è al 90% del ministero dell’Economia, in base a uno specifico contratto di servizio che deve essere rispettato ». Peri interviene nella polemica, aperta dal consigliere provinciale del Pdl Matteo Malaguti, sui disservizi della linea Modena-Carpi. E annuncia che la Regione «utilizzerà gli strumenti che ha a disposizione per rivendicare la rispondenza dell ’offerta con gli impegni presi da Trenitalia». «Sulla linea – prosegue l’assessore – circolano elettromotrici di vecchia costruzione che, oltre ad avere prestazioni limitate, risentono di un livello di efficienza legato al prolungato utilizzo nel corso degli anni. Noi abbiamo già investito e speso risorse per rinnovare e potenziare il materiale rotabile: aspettiamo ancora segnali da parte del gestore nazionale». Oltre alla carenza di treni, sulla Modena-Carpi «sono venute meno diverse coincidenze a causa di un ulteriore …

"Emergency e l'Italia dei clan", di Massimo Gramellini

Leggendo l’intervista rilasciata ieri a La Stampa dall’onorevole La Russa verrebbe da chiedersi con il poeta: che anno è, che giorno è? Il ministro della Difesa rispolvera gli interminabili Anni Settanta per informarci che anche Gino Strada potrebbe aver allevato nel suo seno degli infiltrati «come accadde al Pci con le Br e al Msi coi Nar», trattando Emergency alla stregua di un partito, diviso in frange più o meno estremiste. Non vi è dubbio che le responsabilità dei tre italiani fermati in Afghanistan andranno accertate e nel caso punite, ma è inaccettabile la tentazione di trattare questa vicenda come se fosse una questione di politica interna. Nel compilare il proprio autoelogio, il ministro ricorda i tanti «esponenti di sinistra che abbiamo salvato negli scenari di guerra». E non allude a un parlamentare del Pd strappato ai talebani o a un banchiere delle cooperative rosse preso in ostaggio dai pashtun. Intende riferirsi a giornalisti, medici, pacifisti: tutta gente che nelle zone di guerra ci va per vocazione o per mestiere, certo non per conto di …

Istituire subito Authority trasporti

Dal Pd proposta di legge depositata in Parlamento. “L’incidente avvenuto sulla linea ferroviaria gestita dalla società regionale Sad nella Provincia autonoma di Bolzano, una delle più moderne in Alto Adige essendo stata inaugurata nel 2005, dimostra come sia necessario tenere sempre alta la guardia sulla sicurezza nei trasporti”. Lo afferma il capogruppo del Partito Democratico in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, commentando le prime “drammatiche notizie sulla scomparsa di 7 persone e sui feriti della sciagura ferroviaria, alle cui famiglie va la nostra solidarietà e la nostra vicinanza come Pd”. “Da tempo – ricorda Meta -, sollecitiamo il Governo ed il Parlamento ad assumere ogni iniziativa utile sul tema della sicurezza nel trasporto ferroviario che, dopo la sciagura di Viareggio, necessita di garanzie e certezze in particolar modo per il cosiddetto servizio universale, ovvero per i due milioni e seicentomila pendolari che quotidianamente usano questo mezzo di trasporto per scelta o necessità.pendolari che quotidianamente usano questo mezzo di trasporto per scelta o necessità. Occorre quindi – suggerisce Meta -, rafforzare l’Agenzia nazionale per la …

"Io sto con Emergency", di Marco Cattaneo*

Io sto con Emergency perché io, lì, c’ero. Ero in Cambogia, nel 1999, all’ospedale di Battambang. Era appena iniziato il rimpatrio definitivo dei profughi cambogiani dai campi thailandesi, e migliaia di persone tornavano ai loro villaggi nei pressi del confine. Ma quei villaggi erano disseminati di milioni di mine antiuomo, lasciate dall’ultima, disperata ritirata dei Khmer Rossi. Non c’era giorno che non arrivasse in ospedale una persona, per lo più bambini, con le gambe, le braccia, gli occhi dilaniati dall’esplosione. Monconi di carne con il puzzo e la consistenza di uno pneumatico bruciato. Perché ero in Afghanistan, nel settembre 2000. All’ospedale di Anabah, nella valle del Panjshir, dove i mujaheddin di Ahmad Shah Massud resistevano all’avanzata dei talebani che stavano conquistando quel che mancava dell’Afghanistan. Lì c’era il primo ospedale di Emergency in Afghanistan. Ho visto gli uomini di Massud arrivare con un proiettile in una spalla, in una coscia. E ho visto anche i talebani colpiti e curati, per poi essere consegnati ai mujaheddin ed essere incarcerati nella prigione di Rokha. Ma ho visto …

"Una sfida sul destino della democrazia", di Stefano Rodotà

È mai possibile che si accetti senza reagire una politica che si manifesta con la distorsione dei fatti, l´aggressione alle istituzioni, l´esibizione di un potere ispirato da una logica autoritaria? Questi sono i temi nitidamente posti da Eugenio Scalfari, e conviene seguire la strada da lui indicata tornando su alcune delle cose dette sabato dal presidente del Consiglio ad una platea di imprenditori. E tuttavia, prima di seguire Berlusconi lungo l´abituale suo itinerario di aggressioni e vanterie, bisogna sottolineare la novità rappresentata dai tre fatti gravissimi narrati da Scalfari, rivelatori non tanto di una inammissibile doppiezza, ma di un sistematico mentire al presidente della Repubblica, che configura un caso clamoroso di slealtà costituzionale. Mentre Giorgio Napolitano si adopera per creare un clima propizio per una riforma rispettosa della Costituzione, Silvio Berlusconi tiene comportamenti pubblici e privati che mettono in discussione la funzione esercitata dal presidente e gli lancia una sfida che può sfociare in un gravissimo conflitto al vertice delle istituzioni. A Parma il presidente del Consiglio si è descritto come prigioniero di lacci e …

"Fenomenologia dell'elettore scettico", di Ilvo Diamanti

ALLE regionali 15 milioni di elettori non hanno votato. È l’astensione più elevata del dopoguerra, considerando tutte le elezioni di rilievo nazionale dal ’46 ad oggi (referendum esclusi). Ma il fenomeno ha subito una accelerazione significativa nella seconda Repubblica. Se consideriamo le 13 regioni dove si è votato due settimane fa, la partecipazione è scesa dall’87% nel 1994 all’81% nel 2008 – alle elezioni politiche (3 punti in meno rispetto al 2006). Dal 75% nel 1994 al 70 % nel 2009 – alle europee (5 punti in meno rispetto al 2004). Infine, dall’82% nel 1995 al 64% del 2010 alle regionali (8 punti in meno rispetto al 2005). Insomma, a seconda delle elezioni, tra 2 e oltre 3 (anzi, quasi 4) persone su 10, ormai, non votano. E il dato si allarga nelle elezioni amministrative dei comuni oltre 15 mila abitanti, dove, in caso di ballottaggio, tra il primo e il secondo turno la percentuale di votanti scende ulteriormente. Da ciò la tentazione di evocare un “partito dell’astensione”, considerando il non-voto come un voto. Il …

"Attacco frontale al Colle. Riforme ad alta tensione", di Marcella Ciarnelli

La tensione, avvertita ma latente, tra il Quirinale e Palazzo Chigi, finora rivelata in modo strumentale essenzialmente nei resoconti governativi, sta venendo fuori. E dal Colle trapela l’irritazione per quella che viene considerata, con preoccupazione, una falsa partenza della tanto decantata stagione della tregua e delle riforme. Il presidente del Consiglio, incassati i risultati delle regionali, più volte ha dichiarato il suo impegno ad usare i prossimi tre anni, liberi da consultazioni nazionali, per approvare un pacchetto di riforme. Al premier interessa innanzitutto quella della giustizia, per i noti motivi, e, subito dopo, quella per aumentare i poteri del ruolo che ha in testa di andare a ricoprire finita l’attuale esperienza possibilmente investito direttamente dal popolo. Premierato, presidenzialismo. E’ tale l’ambizione da portarlo a contrapporsi ai precisi paletti che il presidente della Repubblica, anche in questi giorni, ha voluto mettere proprio a proposito delle priorità in tema di riforme. Napolitano a Verona ha invitato in modo esplicito ad applicarsi alle materie su cui il lavoro è già avviato, il compimento del federalismo innanzitutto, per cercare …