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Prestiti e anticipi di stipendio. Il welfare locale delle Regioni

Sostegni a chi è in crisi. Piemonte, Liguria ed Emilia in testa. Veneto e Lombardia, aiuti per pochi Accordo in Toscana: soldi alle imprese per pagare gli operai, a patto che non licenzino. Regione che vai welfare che trovi. Le misure con cui il governo ha deciso di affrontare l’impatto della crisi sull’occupazione sono quelle tradizionali: cassa integrazione nelle sue diverse forme, cassa in deroga in concorso con le Regioni. Queste però hanno messo in campo iniziative proprie a sostegno dei lavoratori in difficoltà. Alcune più efficaci di altre. Qualche esempio. Ieri la Toscana guidata dal democratico Claudio Martini ha presentato un accordo con le banche. Gli istituti di credito finanzieranno dei prestiti alle aziende per pagare gli stipendi dei dipendenti. Le imprese potranno farne ricorso solo se non licenzieranno nessuno. La Regione farà da garante con le banche attraverso la finanziaria Fidi Toscana, che controlla al 40%. Sono previsti fino a 500 mila euro per ciascuna azienda. Il prestito potrà essere rimborsato da 60 a 84 mesi, mentre le imprese dovranno pagare agli istituti …

"La repubblica dei corrotti", di Michele Ainis

Benvenuti nella Repubblica dei corrotti: c’è posto per tutti e non c’è neanche bisogno di mettersi ordinatamente in fila, tanto nessuno la rispetta. Ma come abbiamo fatto a guadagnarci questo speciale passaporto? Perché siamo inquilini d’uno Stato senza Stato, ha osservato ieri Luca di Montezemolo. E perché in questo vuoto prosperano l’inefficienza pubblica e l’illegalità privata. Ma prospera inoltre un paradosso, giacché nel nostro caso il vuoto dipende in realtà dal troppo pieno. Non è che ci abbia lasciato orfani lo Stato: semmai è cresciuto a dismisura, è diventato un elefante impietrito dalla sua stessa mole. Non è che in Italia manchino le leggi: ne abbiamo viceversa fin troppe sul groppone, col risultato che s’elidono a vicenda, e in ultimo ciascuno fa come gli pare. Non è che il Paese soffra l’assenza di un’energia riformatrice, come il corpo d’un malato lasciato senza medicine: le medicine sono a loro volta troppe, troppi i dottori che ce le somministrano, e ovviamente ogni dottore cambia la terapia confezionata da chi lo aveva preceduto. Sicché alla fine della giostra …

"Il partito mai nato", di Massimo Giannini

Nello scandalo della protezione civile è racchiusa la parabola del Pdl. una felice e astuta intuizione del capo che ne riflette tutti i limiti. Nella massa gelatinosa dello scandalo sulla Protezione civile è racchiusa la parabola di un partito mai nato. Invischiato tra le logiche politiche di governo e le pratiche affaristiche del sottogoverno, il Pdl si disvela per quello che era ed è rimasto fin dal giorno della famosa “Rivoluzione del predellino”: una felice ed astuta intuizione del Capo, che ne riflette tutti i limiti culturali e ne amplifica tutti i vizi individuali. L’ennesima proiezione avventuristica del solito “partito personale”, dalla quale non si è mai generato un vero “personale di partito”. Questo dicono i veleni spurgati dalla ferita aperta nel cuore del potere berlusconiano, che macchiano per la prima volta la camicia bianca immacolata di Gianni Letta. Questo dimostrano le vipere uscite improvvisamente dal nido scoperchiato dalle inchieste delle procure, che si mordono tra loro contendendosi quello che Giuliano Ferrara sul Foglio chiama “l’osso della successione”. Questo conferma l’ultimo scontro durissimo tra il …

La tangentopoli dei birbantelli

Per Berlusconi non esiste nessuna tangentopoli ma solo dei birbantelli. Isolato dal mondo attacca Prodi che gli risponde per le rime: “Di malgoverno gli italiani hanno conosciuto quello di Berlusconi. È lui il premier delle promesse disattese che difende con le unghie e con i denti se stesso e le proprie aziende”. Nessuna nuova tangentopoli, nessuna corruzione ma, al massimo,solo qualche caso isolato. Così Berlusconi sulla valanga che sta schiacciando il Pdl sotto il fango della corruzione e dell’affarismo più spietato. E non contento del solito spot pubblicitario ha annunciato che nelle liste del Pdl non ci saranno “personaggi compromessi in modo certo”. A nessuno però è dato da sapere cosa intenda dire e, soprattutto, chi sia il giudice supremo per stabilire il “modo certo”. Anche perché non saranno certo i giudici, tanto odiati dal premier, a stabilire le regole. Quello che si sa è che per lui l’opposizione chiacchiera e sa dire solo di no. Un disco rotto dei vari ripetuto dai Bondi, La Russa e Bonaiuti che su ogni microfono dei cronisti lanciano …

L'Aquila, cittadini tra le macerie E' la protesta delle "mille chiavi"

Era la giornata delle chiavi da appendere alle transenne del corso per tornare a chiedere, come domenica scorsa, la riapertura del centro storico, dopo il sisma dello scorso 6 aprile. Ma i manifestanti, almeno un migliaio, hanno raggiunto quell’ universo di vicoli e vicoletti, della zona rossa dell’Aquila, da dieci mesi interdetti. Vicolo dopo vicolo, a piccoli gruppi, sono tornati in luoghi che possono solo ricordare come erano prima del 6 aprile. Hanno calpestato traverse, con case sventrate, dove le macerie non sono state neanche raggruppate e porte e finestre sono spalancate, in balia di chiunque. Fuori dai riflettori, hanno espresso la loro indignazione contro i ritardi nella rimozione delle macerie, e la loro protesta si è rivolta contro l’informazione che, secondo loro, non rende giustizia di una realtà drammatica. Ha aderito anche la presidente della provincia, Stefania Pezzopane. A farne le spese una troupe del Tg1, guidata dalla giornalista Maria Luisa Busi, all’Aquila per un servizio per il settimanale di approfondimento Tv7. Gli aquilani li hanno apostrofati a suon di «scodinzolini, scodinzolini!», accusando l’emittente …

"Ci basta la verità", di Ezio Mauro

L´inchiesta sulla Protezione Civile è l´irruzione della realtà – una gran brutta realtà – nell´universo magico del berlusconismo che racconta a se stesso e al Paese, dagli schermi asserviti della televisione unica, un´epopea populista di successi ininterrotti, all´insegna del «fare». Oggi si scopre che quel «fare» senza regole nasconde il malaffare. E il disvelamento è immediato, con i cittadini dell´Aquila che entrano a forza nel centro storico morto e sepolto, denunciando la mistificazione televisiva e costringendo il sindaco ad ammettere che «la Protezione Civile ci ha salutati e se n´è andata, e noi dopo dieci mesi siamo davanti a 4 milioni e mezzo di metri cubi di macerie». Si capisce l´agitazione politica che domina il Presidente del Consiglio. Prima ha insultato i magistrati («vergognatevi»), poi ha taciuto per una settimana provando la carta propagandistica di una legge anticorruzione che è durata lo spazio di fanfara di un telegiornale, perché nemmeno nelle favole le volpi possono scrivere i regolamenti dei pollai. Infine ieri è tornato a parlare di complotto «che annulla i risultati miracolosi», ha attaccato …

Telecom, uomo Mediaset nella cassaforte delle frequenze

Il contratto lo ha già firmato. Lo stipendio – raccontano – non è esattamente quello di un impiegato. L’ incarico lo porta in uno snodo chiave della galassia di Telecom Italia. Piero Vigorelli – giornalista con una lunga militanza in casa Mediaset, vice direttore uscente del Tg5 – è a un passo dalla presidenza di “Telecom Italia Media Broadcasting”. La sua nomina arriverà nelle prossime ore, forse già martedì secondo il Sole 24 Ore. Vigorelli non approda a un posto qualunque di una società qualunque. Finisce ai vertici della società proprietaria di tutti i ripetitori televisivi e delle frequenze di Telecom. La società è, insomma, la cassaforte delle due reti nazionali che trasportano il segnale de La7 e dei canali Mtv: emittenti che cercano una qualche opposizione alle corazzate televisive di Mediaset. Sulle stesse reti di Telecom sono ospitati i canali della pay-tv emergente Dahlia tv, a sua volta in concorrenza con Mediaset Premium. Da settimane, esponenti tra i più autorevoli del Pd e dell’ Italia dei Valori seguivano le voci improvvise che riguardavano Piero …