Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Se si decide di non decidere”, di Vittorio Emanuele Parsi

Decidere di non decidere è, in politica, una prassi antica e consolidata. Ma non si era mai visto decidere in anticipo che nessuna decisione vincolante possa essere adottata nemmeno in un appuntamento ancora da venire eppure da tempo programmato. Tanto più su un problema di cui, ogni giorno, si continua a ribadire la gravità e l’urgenza. Altro che «politica dell’annuncio». Qui siamo al paradosso per cui l’unico modo per far rimanere una questione all’ordine del giorno dell’agenda dei vertici internazionali è quello di rassicurare i recalcitranti che nessuna pressione eccessiva sarà esercitata nei loro confronti. Poco importa che la prossima conferenza Onu sul clima rischi così di diventare una versione globale di «Che tempo che fa», alla quale tanto varrebbe inviare Fabio Fazio o, meglio ancora, Luciana Littizzetto, che almeno è refrattaria alla retorica e generalmente non le manda a dire. La sensazione che i vertici, mentre si moltiplicano e si affollano nei partecipanti, siano sempre più inconcludenti quando non del tutto inutili si rafforza ogni giorno di più. Neppure l’effetto vetrina sembra riuscire a …

“Il paradiso dell’illecito”, di Nadia Urbinati

CON quali argomenti la maggioranza sosterrà un provvedimento che tratta i cittadini diversamente, dando ad alcuni – a quelli per giunta che hanno più possibilità di danneggiare la collettività – un sorprendente vantaggio rispetto ad altri?Con quali argomenti difenderà un ddl che presume una brevità dei processi che sarebbe utopistica anche in quei paesi dove la giustizia va più spedita che da noi? Difficile spiegare le ragioni di un provvedimento che di fatto manderebbe in prescrizione reati gravissimi come l´abuso d´ufficio, la corruzione semplice e in atti giudiziari, la rivelazione di segreti d´ufficio, la truffa semplice o aggravata, le frodi comunitarie e fiscali, i falsi in bilancio, la bancarotta preferenziale, le intercettazioni illecite, i reati informatici, la ricettazione, la vendita di prodotti con marchi contraffatti, lo sfruttamento della prostituzione, la violenza privata, la falsificazione di documenti pubblici, la calunnia e la falsa testimonianza, le lesioni personali, l´omicidio colposo per colpa medica, i maltrattamenti in famiglia, l´incendio, l´aborto clandestino. Se anche il presidente emerito della Corte costituzionale, Antonio Baldassarre, idealmente vicino alla maggioranza, ha definito questo …

“Il neo anticomunismo. Personaggi e interpreti”, di Ilvo Diamanti

È proprio vero che le ideologie sono finite? Dissolte insieme al muro di Berlino, vent´anni fa? In parte sì. Ma solo in parte. Perché resistono ancora. Anche se ridotte a parole e immagini, sedimentate nel senso comune. E interpretate dai leader politici. Personalizzate, come tutta la politica, in quest´epoca senza partiti – dove i partiti sono, comunque, entità flou. In questo “paese personale”. È il tempo dell´anticomunismo senza il comunismo. In cui il “comunismo” ritorna come un mantra, nei discorsi del premier, dei suoi ministri, degli uomini del suo governo. Proprio – e tanto più – perché non c´è più. Ma serve. Come ha confessato Confalonieri a Sabelli Fioretti sulla Stampa: «È un ottimo argomento di vendita». Utile a catalogare gli Altri, quelli che stanno a centrosinistra. Ma anche al centro, perfino a destra. Comunque: a est del muro di Arcore che ha sostituito quello di Berlino. Dove si stende la terra del neo-comunismo. Costellata di riferimenti reali ad alto contenuto simbolico e di simboli ad alto contenuto realista. Recitati ad alta voce da testimonial …

“Palermo invasa dai rifiuti In piazza la protesta dei sindaci”, di Fabrizio Campagnano

E’ la provincia orientale quella con i maggiori problemi. I paesi limitrofi chiedono lo stato d’emergenza e si prepara l’ennesima e inutile proroga per la discarica di Bellolampo con la costruzione di una sesta megavasca. L’emergenza rifiuti nel versante orientale della provincia di Palermo. I Comuni di Bagheria, Misilmeri, Villabate, Ficarazzi, Santa Flavia, Casteldaccia, Altavilla Milicia, Baucina, Ventimiglia e Lercara Friddi sono invasi da cumuli di immondizia: i primi cittadini sono costretti a chiedere lo stato di emergenza. L’Amia, l’azienda municipalizzata che gestisce la discarica di Bellolampo, ha deciso di chiudere al consorzio Coinres, e agli altri Ato morosi ha impedito l’accesso ai camion. L’Amia, che è in grave crisi economica, vanta crediti per circa 60 milioni di euro da una quarantina di Comuni. Bagheria, terra natale di Guttuso e celebre per il film di Tornatore è il Comune più colpito dall’emergenza. Gli ingressi delle scuole sono letteralmente invasi dall’immondizia, per motivi igienico-sanitari il sindaco, Biagio Sciortino, è stato costretto a firmare un’ordinanza per la chiusura delle scuole e di alcuni uffici pubblici, e analoga …

“La vergogna al potere”, di Curzio Maltese

Un colpo di spugna definitivo sui due processi in corso del premier, la corruzione dell´avvocato Mills e l´evasione fiscale sui diritti televisivi. Berlusconi con tutta evidenza mentiva quando ha giurato, dopo la bocciatura del Lodo Alfano, che si sarebbe difeso «come un leone» in tribunale smontando le tesi accusatorie. Al coraggio del leone, preferisce sempre la strategia del caimano. Oltre all´impunità del premier, la legge garantisce quella di migliaia di altri nei processi in corso, dai crac Parmalat e Cirio allo scandalo dei rifiuti a Napoli. Anche qui, i soliti effetti collaterali della guerra di Berlusconi ai magistrati. Decine di migliaia di cittadini, compresi i risparmiatori truffati da Tanzi e Cragnotti, vedono svanire le residue speranze di ottenere giustizia. La maggioranza aveva promesso un testo in grado di «mettere d´accordo destra e sinistra» e in un certo senso ha mantenuto. La legge è giudicata «imbarazzante» dal giurista Antonio Baldassarre, vicino al centrodestra, e «indecente» dal capogruppo democratico Anna Finocchiaro, che l´ha sbattuta contro il muro. Dalle prime reazioni pare compatto anche il fronte dell´opinione pubblica …

“L’acqua fresca del governo sulle imprese”, di Francesco Scommi

Arriva la risposta allo scontro politico che ha contrapposto Tremonti e Berlusconi: il governo tramite decreto decide di differire una parte (il tre per cento) degli acconti Ires e Irap delle imprese. Per il taglio si attende di conoscere l’entità delle entrate dello scudo fiscale. Bersani attacca: “Una partita di giro”, la Cgil denuncia: “I redditi da lavoro e pensione rimangono al palo”. Accordo con gli artigiani e i commercianti per la revisione degli studi di settore Arriva per decreto legge, varato oggi dal Consiglio dei ministri, la soluzione politica agli scontri delle settimane scorse tra il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e una parte del Pdl, guidata dal presidente del Consiglio in persona, che chiede risorse per riprendere in mano il taglio delle tasse. Silvio Berlusconi aveva parlato di un taglio graduale, fino alla soppressione, dell’Irap. Tecnicamente, la via scelta dal governo è quella del “differimento” di una percentuale degli acconti Ires e Irap per le imprese e dell’Irpef sulle persone fisiche, per un valore complessivo di 3,5 miliardi di euro. Un “differimento”, per ora, …

L’acqua rimanga un bene pubblico. Il PD in Commissione Affari Costituzionali vota contro la riforma dei servizi pubblici locali

E’ contrario il voto del Pd in commissione Affari costituzionali al decreto comunitario che contiene la riforma della normativa sui servizi pubblici locali. Una riforma nascosta nelle pieghe di un decreto “salva-infrazioni” per eviatre multe dalla UE, che è stato inzeppato dei provvedimenti più diversi. Lo ha fatto sapere il deputato democratico, componente della I commissione di Montecitorio, Paolo Fontanelli che ha spiegato: “La nostra contrarietà deriva sia da ragioni di metodo che di merito. Nel metodo perché il governo, ancora una volta, usa un decreto per introdurre una quantità gigantesca di norme estranee alla finalità dichiarata provvedimento. Tra queste, tutta la riforma della normativa sui servizi pubblici locali di cui abbiamo chiesto lo stralcio. Nel merito – prosegue – il nostro dissenso deriva da un giudizio fortemente negativo su una riforma che giudichiamo parziale, insufficiente e sbagliata perchè non distingue tra settori e perchè prefigura un privatizzazione del tutto incoerente con l’obiettivo della liberalizzazione e che avrebbe come unico effetto la sostituzione di monopoli pubblici con monopoli privati senza alcun vantaggio per i cittadini …