Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Ma il vero bersaglio è un altro”, di Marcello Sorgi

La crisi del centrodestra, che si trascinava da settimane, da ieri s’è di molto aggravata. Da politica che era, è diventata istituzionale, con il presidente del Senato che invoca le elezioni anticipate come antidoto al logoramento della maggioranza, e accusa, pur senza nominarlo, il presidente della Camera, di essere responsabile di questo stesso logoramento, che impedisce al governo di rispettare gli impegni assunti con gli elettori. Stavolta l’abituale soavità del senatore Schifani non è bastata ad addolcire la sostanza, durissima, del suo intervento, e la sorpresa generale con cui è stato accolto. Infatti, anche se come tutto finisce di tanto in tanto nel frullatore del dibattito politico quotidiano, la materia dello scioglimento delle Camere è di stretta competenza del Capo dello Stato ed è solitamente tabù per i presidenti delle Assemblee. Ai quali tocca semmai maggiore prudenza, legata alla necessità di rappresentare la volontà di tutti i parlamentari, e non solo delle maggioranze che li hanno eletti, quando il momento di decidere la fine della legislatura si presenta veramente. La Costituzione (articolo 88) stabilisce che …

“Un regalo alle mafie”, di Nerina Dirindin

Il governo fa cassa con i beni confiscati alla mafia. Un emendamento alla Finanziaria prevede che possano essere venduti gli immobili di cui non sia effettuata la destinazione entro i novanta giorni imposti dalla legge. Ma complessità delle procedure e carenza di risorse finanziarie per la ristrutturazione rendono molto difficile rispettare questi termini. Dunque, la norma abolisce di fatto l’uso sociale dei beni confiscati e ne impedisce la restituzione alle collettività. Anzi, rischia di restituirli alle organizzazioni criminali, già pronte a riacquistarli dallo Stato. La settimana scorsa il Senato ha approvato un emendamento alla Finanziaria che consente la vendita dei beni confiscati alle mafie. Don Ciotti ha subito lanciato un appello a tutte le forze politiche perché la proposta, “che rischia di tradursi in un ulteriore regalo alle mafie, venga abolita nel passaggio alla Camera”. IMPOVERIRE LE MAFIE ATTRAVERSO LA CONFISCA Impoverire le mafie attraverso la confisca dei loro patrimoni è una strategia che aveva già capito bene più di venti anni fa, Pio La Torre, parlamentare ucciso a Palermo nel 1982. Non a caso, …

“5 dicembre, il Pd non aderisce”, di Andrea Carugati

Andare o non andare alla manifestazione «No Berlusconi day» del 5 dicembre, nata sulla rete e subito “acchiappata” da Tonino Di Pietro? L’enigma ha aleggiato ieri nella prima direzione Pd dell’era Bersani. Nessuna divisione manichea tra sponsor della piazza e allergici al dipietrismo, anzi. Alla fine tutti hanno concordato con Bersani che ha chiesto di evitare di infilarsi in «conte» e «tormentoni» di qui al 5 dicembre. Il Pd preferisce le manifestazioni auto-promosse, non va «a traino» di quelle degli altri, ha spiegato il segretario. E in questi casi vale una «regola generale», se le parole d’ordine non sono «incompatibili» nessun problema se militanti o dirigenti vanno in piazza. Già, ma nel caso del «No Berlusconi day»? Bersani non ha specificato, Barbara Pollastrini ha detto che quella piazza «non ha ancora un profilo definito», Marini ha aggiunto che andare sarebbe «un errore», che Di Pietro è «aggressivo», Fioroni ha spiegato «che non è il mio principale problema interrogarmi sulle manifestazioni degli altri». La stessa Rosy Bindi, che all’epoca dei girotondi era in prima linea, ha …

“Bersani chiude la porta al cavaliere”, di Ugo Magri

Fini, ma anche Casini, per non dire di Schifani (e qualcuno si spinge ad aggiungere l`inquilino del Colle) scongiurano il Pd di non sbattere la porta a una riforma condivisa della giustizia, perché dicendo no Bersani farebbe il gioco del Cavaliere che vuole esclusivamente il proprio salvacondotto sotto le mentite spoglie del «processo breve». Quale errore sarebbe, insistono accorati nelle alte sfere istituzionali, perdere l`occasione di mettere mano tutti insieme all`architettura della Repubblica e spingere nell`angolo i «falchi» del PdI… Ma il segretario democratico non è in grado di offrire sponde. Chi ha preso parte alla prima direzione Pd racconta un Bersani timoroso di vestire i panni del «Re d`Inverno» che già a marzo (elezioni regionali) viene detronizzato. Non un solo voto deve andare a Di Pietro, sembra la parola d`ordine della nuova gestione. Quindi l`ex-pm venga marcato stretto, mai concedergli spazio. Col risultato che il blando no inziale del Pd alla manifestazione dipietrista contro il Cavaliere, convocata dall`Idv per il 5 dicembre, si sta trasformando in un forse, dipende dalla piattaforma, prima vedremo e …

“Una tragedia che riguarda anche noi”, di Franco Bruni

Al vertice Fao il Papa ha tenuto a sottolineare che la fame nel mondo non deriva, né deriverà in futuro, dall’eccesso della popolazione rispetto alle risorse alimentari potenzialmente disponibili. Il problema è come le risorse vengono organizzate e distribuite. Vanno ripensate le sovvenzioni distorsive a chi produce il superfluo, limitate le speculazioni, favorito l’accesso ai mercati mondiali delle produzioni dei paesi più poveri. Il settore agricolo-alimentare, come e più di altri, mette alla prova la capacità del mondo di godere i benefici dell’economia di mercato globale, governandola con regole opportune. Non si può andare «contro i mercati» senza finire nella giungla di un litigio protezionista il cui costo grava soprattutto sui più deboli. Né si può lasciare i mercati senza regole e interventi di coordinamento, che li aiutino a svilupparsi conformemente alle diverse esigenze di paesi che hanno differenti gradi di sviluppo, modelli di consumo e possibilità produttive. E’ triste che il vertice non abbia visto un aumento impegnativo degli stanziamenti contro la fame. Eppure, almeno nel lungo periodo, il problema non è tanto quello …

“Bonaccini: no al deposito di gas nella bassa”

Il segretario regionale del Pd ha anche invitato gli esponenti del Pdl che si sono espressi contro il progetto “a fare pressioni sul governo” “Il nostro ‘no’ al deposito di Rivara non è ideologico ma basato sulle valutazioni delle commissioni tecniche istituite dalla Provincia di Modena che per ben due volte hanno dato un giudizio negativo sulla sicurezza del progetto”. Il segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini boccia così anche il secondo progetto del deposito di stoccaggio gas nella bassa modenese. Bonaccini ha partecipato nei giorni scorsi a Massa finalese, nel modenese, a un pranzo di autofinanziamento organizzato dal locale comitato “No gas”. Erano presenti anche l’on. Manuela Ghizzoni del Pd, l’assessore all’Ambiente della Provincia di Modena Stefano Vaccari, i sindaci di Finale e di San Felice sul Panaro, i due Comuni interessati dal progetto. Bonaccini ha assicurato agli oltre 200 partecipanti all’incontro che il Pd continuerà a battersi in tutte le sedi politiche e istituzionali contro un progetto che non fornisce garanzie dal punto di vista della sicurezza e dell’impatto ambientale. Il segretario regionale …

“Vertice Fao: più risorse contro la fame”, di Piero Fornara

«Determinati ad affrancare dal bisogno tutti i popoli della Terra» perché «la povertà è la causa principale della fame e della malnutrizione»: questo l’impegno solenne assunto nella conferenza delle Nazioni Unite sull’alimentazione e l’agricoltura di Hot Springs (Virginia, Usa). Ma era il giugno 1943. A distanza di parecchi decenni il direttore generale della Fao Jacques Diouf ha convocato dal 16 al 18 novembre a Roma un nuovo vertice mondiale sulla sicurezza alimentare: il numero delle persone che soffrono la fame ha infatti raggiunto il picco storico di 1,02 miliardi, un sesto della popolazione totale del Pianeta. Secondo le ultime stime gli affamati sono cresciuti quest’anno del 9%, il livello più alto dal 1970. La maggior parte delle persone malnutrite risiedono nella regione Asia-Pacifico (642 milioni), seguite dall’Africa subsahariana (265 milioni), dall’America latina (53 milioni), Vicino Oriente e Nord Africa (42 milioni) e nei paesi sviluppati (15 milioni). La Fao ha attivato il sito www.1billionhungry.org. dove chiunque potrà registrare il proprio dissenso rispetto all’attuale situazione e dare una spinta ad agire per i capi di Stato …