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“Il Quirinale: ‘Nessun patto sul Lodo Alfano'”, Di Francesco Bei

ROMA – «È del tutto falsa l’affermazione che al Quirinale si siano stipulati patti». Di fronte alla gravità delle accuse del Giornale, che ha rinfacciato a Napolitano di aver concordato con il governo il testo del lodo Alfano, al Quirinale hanno deciso che la misura era colma. E, fatto irrituale, hanno risposto punto per punto, pur senza mai citare direttamente il destinatario della smentita. Dunque Napolitano nega di aver siglato «patti» con Berlusconi, «tantomeno sul superamento del vaglio di costituzionalità affidato alla Consulta». E ricorda come andò la vicenda: «Una volta rilevata, da parte del presidente della Repubblica, la palese incostituzionalità dell’emendamento «blocca processi», il Consiglio dei ministri ritenne di adottare il disegno di legge Alfano». È vero che il presidente della Repubblica promulgò il Lodo, ma «tale promulgazione non poteva in nessun modo costituire “garanzia” di giudizio favorevole della Corte». Anche perché il capo dello Stato rispetta «l’indipendenza» dei giudici. Quanto al fatto che ci sia stato uno scambio con palazzo Chigi prima della formulazione del Lodo, questa è «una prassi consolidata di semplice …

Banca Etica: “basta scuse: sindacati, enti religiosi e istituzioni investano responsabilmente”

“Gli investitori istituzionali, i sindacati, gli Enti religiosi e del Terzo Settore in testa dovrebbero prendere atto degli ottimi risultati raggiunti dalla finanza etica e interrogarsi seriamente su un uso più responsabile dei loro patrimoni”. Lo ha affermato il presidente di Banca Etica e di Etica sgr, Fabio Salviato durante un convegno sull’investimento etico tenutosi nei giorni scorsi. “E’ incredibile pensare che i sindacati gestiscono 60miliardi di euro di fondi pensione dei lavoratori e li investono senza valutare se con queste risorse si vanno a sostenere aziende attente ai diritti dei lavoratori o meno” – ha aggiunto Salviato. Dunque non ci sono più scuse per gli investitori istituzionali che ancora investono tutti i loro patrimoni usando strumenti privi di certificazione etica. E’ questo il forte richiamo giunto da esperti nazionali e internazionali riunitisi nei giorni scorsi a Roma per il seminario intitolato “Efficacia ed efficienza dell’azione dell’investitore etico” promosso da Etica sgr, l’unica società di gestione del risparmio italiana che offre esclusivamente fondi etici composti da titoli di aziende e Stati che abbiano superato un …

“Se il Cavaliere vuole farsi Stato”, di Giuseppe D’Avanzo

Non si riesce a tenere il conto delle menzogne e dei ricatti che l’Egoarca riesce a distillare nei suoi flussi verbali, ormai oltre ogni controllo di ragionevolezza, del tutto catturati dal suo disturbo narcisistico. Stiamo ai fatti. Il lucidissimo furore di Berlusconi si accende per i pasticci che si combina da solo, con la sua compulsività. Frequenta minorenni; riempie palazzi e ville di prostitute arruolate da un ruffiano; trascura gli affari di Stato per allegre scorribande amorose. Contestato dalla moglie in pubblico, se ne va nel luogo pubblico per eccellenza – la televisione – per recuperare (sa di doverlo fare) un’apprezzabile accountability. Sbaglia la mossa. Esige che le sue favole diventino scritture sacre. Se non accade – e non accade – s’infuria. Ingaggia maschere con mazza ferrata che, dai giornali e tv che controlla, fanno per lui il lavoro più sporco, “assassinando” la personalità di chi gli appare, anche da lontano, “un nemico”. Scatena gagliofferie, aggressioni, conflitti che (lungo l’elenco) investono, nel tempo, la moglie; impauriti testimoni delle sue imbarazzanti avventure; la Repubblica; il suo …

“Il fardello dell’uomo diverso”, di Barbara Spinelli

Adesso Barack Obama andrà in giro per il mondo con quel peso: che lo premia in anticipo, lo lega, lo segna. Il comitato di Oslo non premia un’azione, una carriera compiuta. Premia forze impalpabili eppure decisive come la parola, la speranza suscitata, l’attesa che somiglia a un’enorme sete, il valore attribuito da un leader all’imperio della legge e della Costituzione, più forte di ogni convenienza. Ricompensa uno stile, un essere nel mondo che non è in sintonia con il predominio americano e la sua dismisura, la sua hybris nazionale. Siamo abituati a pensare che la speranza sia poco più di uno scintillio ineffabile, essendo fatta di cose non avvenute, malferme. Siamo abituati a pensare che la parola, diversamente dall’atto, sia fame di vento. Che ripensare la politica e le sue routine sia vano. Non è così. Abbiamo solo dimenticato che la parola è tutto nei testi sacri che fondano le civiltà, compresa la nostra. Per il Siracide, nella Bibbia, «meglio scivolare sul pavimento che con la lingua», e «un uomo senza grazia è pari a …

“Quella “salva-inquisiti” abolita dalla piazza”, di Filippo Ceccarelli

Ah, l´immunità parlamentare di una volta, sospirano nel centrodestra almanaccando possibili surrogati del Lodo Alfano appena bocciato dalla Corte costituzionale. Ecco, sono giusto 16 anni da quando, con legge costituzionale e voto pressoché unanime delle Camere, venne fortemente limitata quella specie di inviolabilità che oggi il centrodestra intende riproporre agli italiani. E ancora una volta c´è da dire che gli esercizi di memoria risultano, oltre che utili, assai sorprendenti. Era l´ottobre del 1993, al culmine di Mani Pulite: per la classe politica la riforma di quel vecchio istituto apparve in verità, prima che un atto dovuto, una scelta di sopravvivenza. A settembre, per due soli voti, era stata negata l´autorizzazione all´arresto dell´ex ministro della Sanità De Lorenzo, esito che spinse il presidente della Repubblica Scalfaro a confessare che quel giorno aveva avuto la tentazione di sciogliere il Parlamento. E´ singolare come tutto si dimentichi, a partire dagli eventi sgradevoli. Le reti televisive berlusconiane stavano con Di Pietro; la Lega esibiva cappi e capestri in aula; in primavera un gruppo di missini, indossando irridenti t-shirt sui …

«Per non piangere altri morti. Messina, errori da non rifare», di Marco Laudonio

28 morti, 7 dispersi, 564 sfollati. Siamo arrivati al giorno dei funerali di Stato per i morti dell’alluvione di Messina ma dietro al dolore è sul crinale che divide il governo dall’opposizione che dobbiamo constatare come chi ha la maggioranza non stia arretrando minimamente da quell’impostazione di abbandono del territorio che ci ha portato a piangere i morti per colpa dell’incuria, del taglio dei fondi dalla difesa del suolo, dell’indifferenza per le norme applicate in tutta Europa, per l’incoraggiamento dell’abusivismo, per la pervicacia con cui si ostina a destinare tutti i fondi al ponte sullo stretto, per il disarmante scaricabarile tra Ministero dell’Ambiente, Regione Sicilia ed enti locali su ciò che si poteva o si doveva fare per evitare questa tragedia annunciata. A volte per salvare delle vite basta la memoria, come quella che dovrebbe far ricordare le alluvioni negli anni passati, come quella avvenuta a Scaletta Zanclea addirittura nel 1957 con dinamiche simili e segnalataci da Giancarlo Ba o quella di soli due anni fa. A volte per salvare delle vite basta applicare le …

«Mafia, si cerca un colpevole. Uno qualunque», di Francesco La Licata

Sollecitato dal detonatore mediatico di Annozero, il tema delle stragi mafiose del ’92 e del ’93, ma soprattutto quello della trattativa intavolata dallo Stato con la mafia per farle cessare, è tornato prepotentemente alla ribalta. La miccia, si sa, l’ha innescata l’ex Guardasigilli – Claudio Martelli – riferendo (tardivamente, visto che sono trascorsi 17 anni) un episodio riferitogli a suo tempo da Liliana Ferraro, la più stretta collaboratrice di Giovanni Falcone fino a quel tragico 23 maggio 1992. Ha detto Martelli alle telecamere di Annozero che l’allora capitano dei Ros Giuseppe De Donno era andato a riferire alla Ferraro dell’esistenza di una possibilità di collaborazione di Vito Ciancimino, nel tentativo di fermare le stragi di Cosa nostra. Di tutto ciò, quindi, fra il 21 e il 23 giugno del ’92, Paolo Borsellino sarebbe stato informato dalla stessa Ferraro. Come spesso accade quando la cronaca, per sua natura tutt’altro che certa e definitiva persino nei tribunali, approda alla ribalta mediatica, si è liberata un’incontrollata ridda di voci, ipotesi e reazioni che, piuttosto che semplificare la già …