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“Nave dei rifiuti, è allarme per i tumori in età giovane”, di Marco Bucciantini

Ci sono vite a perdere, e non solo navi. Chissà se sono occhi di marinai quelli che sembrano guardare spaventati dagli oblò del Cunsky. Per qualcuno quel relitto è un cimitero, per altri contiene solo bidoni pieni di scorie radioattive, ma nessun uomo è affondato fino a quattrocentonovanta metri del mare di Cetraro. Ci sono vittime però già sepolte in questa storia. DESTINO CINICO E BARO Nomi e cognomi, date di nascita, date di morte. Del capitano di vascello Natale De Grazia abbiamo parlato, e lo faremo ancora. E Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. E i passeggeri del Moby Prince, che un giudice volle morti «per il destino cinico e baro». Il destino che ruba i giorni e violenta le vite della popolazione intorno Paola, Cosenza, Calabria. Lì al centro geometrico di due vicende oscure, il Cunsky e prima il Jolly Rosso e dove ancora si discute se i rifiuti della nave apparsa sulla spiaggia come una stella cadente a ridosso del Natale di 19 anni fa siano o meno interrati, e abbiano o meno …

“Ma non chiamatela calamità”, di Giovanni Valentini

Una valanga scura di fango, macerie e detriti che invade le strade, sbriciola i muri, travolge le auto, ghermisce case e negozi, sommerge porte e finestre. Se non le avete ancora viste, andate a sfogliarle una per una su Repubblica.it le foto di Giampilieri, frazione di Messina sulla costa dello Stretto, scattate il 26 ottobre 2007. È una retrospettiva di immagini impressionanti, la documentazione fotografica di un disastro annunciato che purtroppo s´è ripetuto ieri con la puntualità irrevocabile della rovina e della morte, provocando un´altra strage nella memoria dolente del Malpaese. Sono passati due anni da quell´avvertimento e, per ammissione dello stesso comandante in capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, non è stato fatto niente per prevenire ed evitare un tragico replay. Per incuria, per abbandono, per irresponsabilità di tutti coloro, amministratori locali, politici nazionali, uomini e donne di governo, che avrebbero dovuto intervenire per tempo. Di quale autonomia si appropria allora il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, se proprio sul suo territorio un nubifragio arriva a uccidere tanti cittadini inermi? Di quale ambiente …

“Proibire moltiplica”, di Massimo Gramellini

Una storia di sesso & potere, sepolta da tempo sotto cumuli di battutine e sbadigli, è riuscita a radunare davanti al focolare televisivo oltre 7 milioni di italiani. Strapazzando colossi come don Matteo e il dottor House. Certo, la trasmissione era ben costruita e ben condotta, e anche la voce del centrodestra ha avuto modo di farsi sentire con vigore (l’interrogatorio di Belpietro alla D’Addario – teso a dimostrare che la signora è a libro paga degli accusatori del premier – aveva l’incisività di un episodio di Perry Mason). Certo, l’argomento era pruriginoso e si sa come siamo noi telespettatori: schizofrenici. Con una mano scriviamo ai giornali che sarebbe ora di occuparsi di cose serie e con l’altra digitiamo sul telecomando alla ricerca di un’inchiesta sotto le lenzuola che appaghi la nostra sete di morbosità e funga da pretesto per indignarci di nuovo. Certo, la corte del Capo, servile al pari di tutte le corti, con le sue minacce spuntate di censura ha lanciato il programma come il migliore degli uffici stampa, creando un’attesa che …

“Scudo fiscale, ok finale della Camera sul filo”

Il via libera al decreto che contiene anche le norme sullo scudo fiscale è arrivato, per maggioranza e governo, sul filo di lana. Sono stati solo 20, infatti, i voti di scarto tra i no (250) e i sì (270). La maggioranza richiesta per l’ok al provvedimento era di 261 e i deputati del centrodestra erano solo in 9 in più del richiesto. Diverse le assenze nei banchi della maggioranza e dell’opposizione al momento del voto finale sul decreto correttivo del dl anti-crisi che contiene anche le misure sullo scudo fiscale. Il via libera è passato con soli 20 voti di scarto. Del Pd mancavano 22 deputati, 6 dell’Udc e 1 dell’Idv. Della maggioranza mancavano, invece, 31 parlamentari del Pdl e 4 della Lega. Cinque le assenze nel gruppo misto. Questo l’elenco completo degli assenti nel Pd: Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capidicasa, Enzo Carra, Lucia Codurelli, Furio Colombo, Sergio D’Antoni, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Antonio Gaglione, Dario Ginefra, Gero Grassi, Oriano Giovanelli, Antonio La Forgia, Linda Lanzillotta, Marianna Madia, Margherita Mastromauro, Giovanna …

“A Messina il tragico prezzo della cattiva gestione del territorio”

Piove e la Sicilia si sfarina, piangendo i suoi morti. La Sicilia orientale è stata devastata da un violento nubifragio: quattordici vittime, una quarantina di feriti e dieci dispersi nella provincia di Messina e il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza. Ma tutto il territorio italiano è stato devastato dai tagli dle Governo ai fondi stanizati per la difesa del suolo. Frane e smottamenti hanno colpito Scaletta Marina, Giampilieri, Briga e Scaletta Zanchea ma la situazione più grave è a Giampilieri Superiore, frazione di Messina, dove un costone roccioso è ha travolto alcune palazzine. I soccorritori scavano con le mani nel fango e parlano di una situazione tragica. Tutto è partito dalla segnalazione di un’auto finita in mare. Ma quando i militari sono giunti sul posto lo spettacolo che si sono trovati davanti è stato ben peggiore. Le città sono isolate: le frane hanno interrotto l’autostrada A18 Messina-Catania, la strada statale 114 e il tratto ferroviario all’altezza di Giampilieri-Scaletta. “Siamo vicini alle famiglie delle vittime e ai tanti cittadini che stanno vivendo in …

“Cosa vuol dire libertà di stampa”, di Roberto Saviano

Molti si chiederanno come sia possibile che in Italia si manifesti per la libertà di stampa. Da noi non è compromessa come in Cina, a Cuba, in Birmania o in Iran. Ma oggi manifestare o alzare la propria voce in nome della libertà di stampa, vuol dire altro. Libertà di poter fare il proprio lavoro senza essere attaccati sul piano personale, senza un clima di minaccia. E persino senza che ogni opinione venga ridotta a semplice presa di parte, come fossimo in una guerra dove è impossibile ragionare oltre una logica di schieramento. Oggi, chiunque decida di prendere una posizione sa che potrà avere contro non un´opinione opposta, ma una campagna che mira al discredito totale di chi la esprime. E persino coloro che hanno firmato un appello per la libertà di informazione devono mettere in conto che già soltanto questo gesto potrebbe avere ripercussioni. Qualsiasi voce critica sa di potersi aspettare ritorsioni. Libertà di stampa significa libertà di non avere la vita distrutta, di non dover dare le dimissioni, di non veder da un …

“Fassino: primarie, Franceschini può farcela. Un leader non deve aver paura dei propri elettori”, di Nino Bertoloni Meli

E adesso, onorevole Fassino, che succede: il Pd che sostiene Franceschini si appellerà alla società civile per ribaltare il volo degli iscritti? «E io controreplico: possiamo noi avere un segretario non riconosciuto dagli elettori, o che addirittura ne ha paura?». Piero Fassino è nel suo studio al Nazareno, ha appena finito di ascoltare l’intervento di Dario Franceschini ai giovani e sta per andare a un ricevimento all’ambasciata tedesca. Sul tavolo una massa di dati e percentuali sui congressi di circolo appena conclusi ai quali l’ultimo segretario dei Ds ha partecipato in gran numero. A queste primarie comunque ci andate avendo perso tra gli iscritti. «Hanno votato in circa 450 mila, e parlerei di un risultato sostanzialmente equilibrato». Beh, venti e passa punti di distacco in percentuale non danno l’idea dell’equilibrio. «Al tempo. Bisogna analizzare bene i voti assoluti, non solo le percentuali. E dunque: se andiamo a vedere i voti reali di 13 regioni su 16 dove ha vinto Bersani, si scopre che la differenza non va oltre i 5 mila voti. Con forchette anche …