Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Le due anime di un Pd scosso”, di Michele Salvati

Circolo dopo circo­lo, si stanno con­cludendo le vota­zioni tra gli iscrit­ti del Partito Democratico e il 25 ottobre i tre candi­dati — Bersani, France­schini e Marino — saran­no presentati al voto de­gli elettori e dei simpatiz­zanti: in pratica di chiun­que manifesti l’interesse a influire sulla scelta del­le cariche direttive del partito. Gia in quella da­ta, o al più un paio di setti­mane più tardi se sarà ne­cessario un ballottaggio, sapremo chi è il nuovo se­gretario del Pd. Prima di discutere del significato di questa scelta, tre com­menti di natura generale. Il primo è che hanno partecipato al voto, sino­ra, circa 350.000 persone, più della metà degli iscrit­ti: non una piccola prova di democrazia, in un mo­mento in cui gran parte dei commentatori danno per spacciato, e con buo­ne ragioni, il ruolo demo­cratico dei partiti. E a que­sta occorrerà aggiungere la consultazione del 25 ot­tobre. Il secondo com­mento è che laddove il partito è maggiormente radicato, nelle regioni ros­se e nelle grandi città, nell’ambito dei circoli si è svolto un dibattito serio tra i sostenitori delle …

“Scudo fiscale, i dubbi di Fini”, di Antonella Rampino

La venticinquesima fiducia del primo anno di governo Berlusconi è infine passata, ieri sera alla Camera, col premier che è corso a votarla appartandosi poi col sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, reduce da un’audizione in Vigilanza sul caso Rai. Ma sul decreto anticrisi nel quale nelle scorse settimane era stato infilato un po’ a sorpresa il contestato provvedimento sullo scudo fiscale, così a sorpresa che il Quirinale aveva fatto notare che poi sarebbe comunque occorso del tempo per esaminarlo, prima di controfirmarlo, adesso pende la «ghigliottina». E cioè la facoltà per il presidente della Camera di interrompere il dibattito e di mettere ai voti un provvedimento che, altrimenti, rischia di decadere. Il crinale politico è sottile, pur «prescindendo da qualunque valutazione sul merito del provvedimento», Fini dà un colpo al cerchio e uno alla botte: da una parte il presidente della Camera denuncia le «oggettive anomalie procedurali del decreto, trasmesso dal Senato a dieci giorni dalla sua scadenza», dall’altra annuncia alla conferenza dei capigruppo che si ricorrerà alla ghigliottina, appunto, entro le 15 di oggi …

“Valsesia, alla Loro Piana la solidarietà delle donne difende il lavoro di tutti”, di Rinaldo Gianola

La provincia di Vercelli è lunga e stretta. In pianura, attorno al capoluogo, si allargano le risaie che, da queste parti, sono molto di più di una importante attività economica. Sono cultura, tradizione, lavoro. Ogni anno in questo lembo di terra vengono trasformati oltre3 milioni di quintali di riso, dai formidabili “Baldo” e “Carnaroli” ad altri tipi più popolari, ma sempre di grande qualità. Dal basso bisogna seguire il fiume Sesia, o “la” Sesia come dicono familiarmente in tanti, e risalire piano piano, godendosi il paesaggio di paesi e torrenti, fino a incontrare le valli, le montagne. A Romagnano gli ipermercati e gli spacci delle grandi firme delle lane e dei tessuti segnalano il cambio di scenario, un’altra vocazione industriale fatta di aziende innovative e di lavoratori abilissimi. Inizia il ricco distretto del Made in Italy. Imboccare la Valsesia è un po’ come tornare a casa. Attorno al fiume generoso, e oggi limpidissimo, si è creata nel tempo una comunità di imprese e di lavoro,ma non solo. Qui, sotto il maestoso Monte Rosa che vigila …

“L’Aquila: il Presidente risponde ai giovani ricercatori, il Governo no”

Il Comitato dei Dottorandi dell’Università degli Studi dell’Aquila e l’ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani – hanno inviato in data 29 Luglio una lettera pubblica (vedi allegato) al Presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e ai Ministri della Gioventù e dell’Università e della Ricerca per chiedere loro un impegno concreto per garantire ai dottorandi e ai giovani ricercatori le condizioni minime che consentano loro di continuare a fare ricerca per l’Università dell’Aquila. Una lettera, con eguali contenuti, era stata inviata il 20 Luglio al Presidente della Regione Abruzzo e agli assessori competenti e al mondo accademico dell’Università dell’Aquila. “Il Presidente della Repubblica” – dichiara Fernando D’Aniello, Segretario dell’ADI – “si è premurato di rispondere alla nostra lettera esprimendo la sua comprensione e solidarietà per la situazione dei giovani ricercatori dell’Aquila. Consapevole della gravità della situazione, ha voluto lui stesso segnalare ai Ministri competenti l’urgenza di un intervento a favore dei dottorandi affinché possano proseguire le proprie ricerche”. “La lettera del Presidente della Repubblica è per noi un segnale di grande importanza. …

“Una medaglia agli evasori”, di Massimo Riva

Cominciato male al Senato il cammino del terzo scudo fiscale dell´era berlusconiana si conclude peggio alla Camera. A Palazzo Madama si è avuta la replica di un abusato gioco delle parti fra governo e maggioranza con l´approvazione di un emendamento con cui si sono introdotte varianti così vergognose che sia Berlusconi sia Tremonti non avevano avuto l´improntitudine di proporre dal principio. Ma il premier e il ministro dell´Economia sono stati poi ben lieti di accoglierle dietro il comodo alibi della sovranità decisionale del Parlamento. Cosicché ora l´infausto regalo agli evasori si è arricchito di una sostanziale amnistia per reati gravi quale il falso in bilancio, al riparo dell´assicurazione che gli intermediari – a differenza dei casi precedenti – non avranno più l´obbligo di segnalare neppure il minimo dubbio su una possibile origine criminale dei capitali in via di rimpatrio. E adesso a Montecitorio, nel timore di qualche estremo atto di ravvedimento da parte di membri stessi della maggioranza, la maleodorante vicenda viene conclusa con l´imperio della chiamata personale al voto di fiducia. Che un simile …

“Socialismo europeo tra cure e funerali”, di Paolo Franchi

Il tracollo della Spd, caduta per la prima volta, cin­quant’anni dopo Bad Gode­sberg, sotto la soglia del 25 per cento, sembra inverare anche simbolicamente, con qual­che anno appena di ritardo, la tesi avanzata nel 1985 da Lord Dahren­dorf. Forse «il secolo socialdemo­cratico » è davvero finito. Forse non solo in Germania, ma in qua­si tutta l’Europa, i partiti socialisti e socialdemocratici sono davvero in via di estinzione, e abbisogna­no delle cure di un qualche Wwf della politica. Forse la sinistra, o come si chiama adesso, se non vuole che il morto abbranchi il vi­vo, deve davvero, per reinventarsi un futuro, lasciarsi senza troppi rimpianti alle spalle una lunga sto­ria che, quasi ovunque in Europa, soprattutto nel secondo dopo­guerra è, in larghissima misura, la sua storia. O, almeno, la sua storia più importante, e almeno sin qui politicamente e socialmente più produttiva. Forse. Ma intanto, prima di mettersi a stilare frettolosi atti di morte, è bene stare ai fatti. E i fatti stanno lì a dire che, per quanto grave, e magari potenzialmente mortale, sia il …

“Fassino (Pd): ‘Premier inaccettabile, ora deve chiedere scusa agli italiani'”, di Emanuele Novazio

Onorevole Piero Fassino, responsabile Esteri del Pd, l’intervento di Napolitano è davvero uno schiaffo a Berlusconi? «Le parole del presidente della Repubblica rendono evidente quanto siano inaccettabili e vergognose le parole pronunciate dal presidente del Consiglio. E’ inutile che Bonaiuti e Frattini cerchino di minimizzare quello che tutti gli italiani hanno visto: la violenza con cui Berlusconi inveiva contro l’opposizione scagliandole accuse infamanti. Per una volta dovrebbe avere l’umiltà di riconoscere che ha sbagliato e chiedere scusa alle persone che ha offeso». Pensa che le parole di Berlusconi siano solo un’uscita da comizio? «Quando Berlusconi parla a braccio, esaltato dai suoi fans, esprime davvero quello che pensa. E’ inaccettabile che il capo del governo dimentichi che i soldati italiani sono in Afghanistan anche grazie al contributo convinto dell’opposizione. Ed è tanto più grave perché sono state dette a pochi giorni dalla tragedia di Kabul che ha visto tutto il Paese solidale. Altrettanto inaccettabili sono le parole sull’immigrazione: Berlusconi non può non sapere che gli immigrati non li ha fatti arrivare la sinistra, ma che è …