Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Un insulto alla verità", di Michele Smargiassi

Cinque minuti di applausi in piedi sono il tributo che si riserva agli eroi. Agli uomini che hanno arricchito l’umanità con un dono che va oltre il dovere: un dono speciale del proprio pensiero, della propria generosità, della propria fatica, persino della propria vita. QUALE mai dono speciale alla comunità hanno premiato, quale eroismo umano hanno applaudito ieri sera i presenti al congresso del Sap? I tre poliziotti celebrati pubblicamente in questo modo hanno già avuto, definitivamente, dalla comunità, quel che i giudici hanno deciso fosse giusto per loro: una condanna definitiva a tre anni e sei mesi per eccesso colposo nell’omicidio colposo di Federico Aldrovandi, un ragazzo che dalla sua comunità, quella sera, aveva solo un grande bisogno di aiuto. Da una platea composta in massima parte, si suppone, di “servitori dello Stato”, ci si doveva attendere altro. Il rispetto, anche nel dissenso. E non stiamo a farne una questione di libertà d’opinione, per favore: ora i dirigenti di quel sindacato, senza apparente imba- razzo, cercano di spiegare la lunga, vergognosa scena trionfale sostenendo …

"Il Parlamento degli anti-europei", di Andrea Bonanni

L’Europa,così com’è, non gli va a genio. La moneta unica tanto meno. Ma neanche tra di loro si piacciono tanto. L’esercito di antieuro che si prepara ad invadere l’emiciclo del Parlamento europeo rischia di presentarsi come un’armata Brancaleone: minacciosa per la sua consistenza numerica e il disagio che rivela, ma politicamente insignificante e non in grado di influenzare le scelte dell’Europa. Se messi tutti insieme, estrema destra ed estrema sinistra, i deputati contrari ai Trattati europei e alla moneta unica così come viene gestita oggi, formerebbero il primo partito. MAla coabitazione è evidentemente impossibile. Non solo perché la sinistra di Tsipras non potrebbe mai fare fronte comune con la destra della Le Pen, ma anche perché all’interno di quel grande «partito della paura» che intercetta i voti di destra, le incompatibilità sono maggiori delle sintonie. Il Parlamento europeo funziona, come tutti i Parlamenti nazionali, sulla base dei gruppi politici. La riunione dei capigruppo è quella che, in base ad un criterio di proporzionalità, assegna i rapporti, distribuisce gli incarichi nelle commissioni, programma il lavoro politico …

"Divorzi: per la prima volta in 40 anni sono in calo. Ma non è amore, è crisi (economica)", di Giorgia Serughetti

Nel quarantennale del referendum abrogativo del 1974, i dati più recenti indicano una lieve inversione di tendenza. E forse non si tratta (solo) di matrimoni meglio riusciti, ma della necessità economica di rimanere “separati in casa”. Sono trascorsi appena 43 anni, poco più della metà della vita media di un italiano. Per gli storici è un battito di ciglia, eppure è difficile persino ricordare cosa voleva dire per uomini e donne pronunciare quel sì “finché morte non vi separi” prima del 1° dicembre 1970, quando il divorzio entrò nel nostro ordinamento giuridico. Fu un fatto rivoluzionario, che ha cambiato per sempre i costumi matrimoniali e familiari in Italia. Ma anche un fatto tutt’altro che pacifico, all’epoca. Tra pochi giorni, il 12 e 13 maggio, ricorre l’anniversario del referendum abrogativo del 1974, voluto dalla Chiesa e dalla Democrazia Cristiana, per cui si recò alle urne quasi il 90% dell’elettorato. Vinse il No, sostenuto dai partiti di sinistra e laici e dal movimento femminista, e la norma fu salva. Quella norma che ancora oggi permette a mogli …

Università. Si naviga a vista. Intervista a Carla Barbati, ordinario di diritto amministrativo e Vicepresidente del CUN

Professoressa Barbati, nel luglio del 2012 lei ci rilasciò un’intervista nella quale si parlava della “perigliosa navigazione verso il Nuovo Mondo” del sistema universitario. Dopo quasi due anni, come valuta la navigazione e la rotta seguita finora? E’ stata una navigazione non dico “senza nocchiero”, ma che, da quando ha preso avvio, con l’entrata in vigore della legge n.240, ha visto l’avvicendarsi di ben quattro “nocchieri”. Quattro ministri si sono succeduti, in poco più di tre anni, alla guida di una riforma quanto mai complessa ed estesa. Di là da qualsiasi valutazione si voglia dare di quanto fatto o non fatto dai diversi ministri, è indubbio che questi continui mutamenti hanno compromesso la possibilità di sottoporre la riforma a un indirizzo politico capace di imprimere, tramite provvedimenti concreti e non soltanto dichiarazioni, quelle correzioni di rotta che le prime applicazioni avrebbero potuto suggerire. Intende dire che i Ministri non hanno guidato la riforma? La riforma è stata studiata, sicuramente osservata. Dubito si possa dire sia stata governata, anche perché quando s’iniziava a percepire la necessità …

"Dai musei romani all’archivio centrale la beffa dello Stato che affitta a se stesso", di Francesco Erbani

È un paradosso. Ogni anno dalle esangui casse dei Beni culturali escono oltre 10 milioni di euro e finiscono nel portafoglio di Eur s.p.a., la società al 90 per cento del ministero dell’Economia e al 10 del Comune di Roma che gestisce il quartiere omonimo a sud della capitale. È il prezzo dell’affitto degli edifici che ospitano alcuni musei e l’Archivio centrale dello Stato, 110 chilometri di scaffalature in cui è depositata la memoria cartacea del Paese. Alcuni di questi edifici sono anche offerti in garanzia dei debiti che l’Eur, uno dei fulcri della “parentopoli” allestita dall’allora sindaco Gianni Alemanno, ha contratto per le sue operazioni immobiliari, fra le quali la “Nuvola” di Fuksas, che non si sa quando mai verrà finita, e la Lama, il palazzo a specchio che dovrebbe diventare un albergo e ancora si cerca chi mai potrà gestirlo. Un pezzo dello Stato, uno dei più immiseriti, si svena per rimpinguare un altro pezzo dello Stato, appartenente quasi interamente al ministero di Pier Carlo Padoan. La vicenda romana è la più eclatante. …

"Gli stipendi e il mercato", di Michele Ainis

Il nostro premier ha bisogno d’un ombrello. In questi giorni gli stanno piovendo sulla testa scomuniche e anatemi, è a rischio di bernoccolo. Mittenti: manager pubblici, vertici militari, alti magistrati, authority . La crema dello Stato, cui il decreto Irpef ha ridotto gli stipendi: adesso il tetto è 240 mila euro, pari all’indennità del presidente della Repubblica. E vale per tutti, senza eccezioni. Ma l’eccezione è quel decreto: l’unico precedente risale a Mussolini, che nel maggio 1927 tagliò del 10% le retribuzioni dei dipendenti pubblici. Tuttavia quella volta ci andarono di mezzo i soldatini, stavolta i generali. D’altronde, in tempi di vacche magre, nessuno accetta il pascolo d’alcune vacche grasse. E semmai resta da chiedersi come sia potuto accadere, quale demone sindacale abbia permesso (per esempio) che il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica percepisse 460 mila euro, dieci volte rispetto al ministro della Difesa (che è il suo diretto superiore), il doppio rispetto al capo dello Stato (che ha il comando delle Forze armate). Avevamo perso la misura, insieme alla decenza. Viceversa nel 1985 Sandro …

"Il secondo Vladimiro il Grande", di Thomas L. Friedman

Talvolta la domanda più semplice svela la più grande verità. La settimana scorsa ho conosciuto qui a Kiev alcuni attivisti di piazza Maidan: ci siamo messi a parlare di come il presidente russo Vladimir Putin insiste che l’Ucraina fa parte della “sfera di influenza” tradizionale russa e della “zona cuscinetto” con l’Occidente, e di come di conseguenza America e Unione europea debbano tenersi alla larga. A un certo punto uno degli attivisti, il popolare giornalista ucraino Vitali Sych, ha esclamato: “Qualcuno ci ha mai chiesto se vogliamo far parte della sua zona cuscinetto?”. La domanda di Sych va dritta al cuore di quanto sta accadendo qui. È semplice: la maggioranza degli ucraini è andata in collera per il gioco impostole, servire da attori secondari nella zona di influenza di Putin, così che la Russia possa continuare a sentirsi una grande potenza, essendo oltretutto costretti a tollerare a Kiev un regime filorusso corrotto oltre ogni dire. Dopo una rivoluzione partita dal basso a Maidan, la piazza centrale di Kiev, costata più di cento vittime (“I Cento …