Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Dove osano i capitali", di Fedele De Novellis

Le economie avanzate stanno vivendo una fase di ripresa che, partita in alcune aree, si sta gradualmente diffondendo a tutti i Paesi, compresi quelli della periferia europea. In questo percorso, gli Stati Uniti sono in una fase più avanzata, anche perché le loro politiche economiche hanno sostenuto l’economia con maggior forza. Man mano che la ripresa Usa con il passare dei mesi si è consolidata, iniziando a produrre effetti tangibili anche in termini di riduzione della disoccupazione, è apparso evidente che le politiche economiche avrebbero dovuto rientrare rispetto alle misure eccezionalmente espansive adottate negli anni precedenti. Per la politica monetaria è iniziato il cosiddetto tapering, ossia una riduzione dell’ammontare di acquisti mensili di titoli da parte della Fed, cui seguirà, se la ripresa si protrarrà nei prossimi mesi, l’avvio della fase di rialzi dei tassi d’interesse, nella seconda metà del 2015. Come tutte le fasi di inversione della politica monetaria, anche questa volta le fibrillazioni sui mercati non hanno tardato a manifestarsi. In particolare diversi Paesi, che ne- gli anni scorsi avevano fortemente beneficiato dell’ondata …

"Un satellite per Pompei", di Luca del Fra

Anche i satelliti in orbita scendono in campo per aiutare Pompei. È il dato più interessante della convenzione firmata ieri tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Finmeccanica che prevede oltre a un monitoraggio del sito archeologico, nuovi sistemi per l’analisi dei materiali usati per dipinti e manufatti e un sistema interno di comunicazione per la sicurezza, il tutto all’insegna della tecnologia. Ieri, alla presentazione del progetto il ministro Dario Franceschini si è mostrato particolarmente soddisfatto: «Il primo contatto con Finmeccanica per Pompei è avvenuto il 17 novembre scorso, e abbiamo appena firmato un accordo. Questo toglie ogni alibi ai quei privati che vogliono aiutare la cultura, ma hanno paura di scontrarsi con una burocrazia farraginosa e tempi lunghi». Ad accelerare la procedura, iniziata con l’ex ministro Massimo Bray ma proseguita con convinzione anche da Franceschini, è senz’altro la scelta da parte di Finmeccanica di fare una donazione liberale, pari a un valore di 1,7 mln di euro, e non una sponsorizzazione che, essendo un contratto commerciale, prevederebbe un bando di …

"L’università nel caos", di Giovanni Valentini

Fioccano le sospensioni e gli annullamenti del Tribunale amministrativo del Lazio, competente per gli atti dell’amministrazione statale su tutto il territorio nazionale, dopo la pioggia di ricorsi contro l’esito dell’Abilitazione scientifica (non didattica) per i professori universitari. In diversi i casi, i giudici del Tar hanno stabilito anche che le commissioni esaminatrici devono essere interamente ricostituite per emettere un nuovo verdetto entro 60 giorni. Un terremoto insomma – per l’Università italiana, già minata dalle sue croniche carenze e disfunzioni. All’origine della vertenza c’è la controversa introduzione ex post dei parametri di “sottosettorialità” che hanno ribaltato le graduatorie originarie, compilate secondo i criteri oggettivi e meritocratici previsti dalla riforma ministeriale. Con questo sistema, molti aspiranti che in base alle loro pubblicazioni vantavano titoli scientifici specialistici, studiosi già noti e apprezzati nelle rispettive discipline, sono stati scavalcati da concorrenti con un curriculum più generico e meno qualificato. E spesso, a favore di figli o allievi dei potenti “baroni” universitari. Ma ora le ordinanze del Tar, come in una reazione a catena, stanno praticamente azzerando la situazione in …

"Il male del Veneto", di Ilvo Diamanti

L’inchiesta dei magistrati di Brescia contro gli indipendentisti veneti può avere effetti pericolosi. Almeno quanto le iniziative e i comportamenti perseguiti. Perché, al di là del merito delle indagini, rischia di ridurre a caricatura un fenomeno complesso e fondato, che supera i confini della regione. È il “male del Veneto”. Una questione che va presa sul serio. Perché il Veneto ha costituito, negli ultimi trent’anni, il sismografo dei cambiamenti e delle crisi, in Italia. A partire dai primi anni Ottanta, quando, appunto, emerse la Liga. «Madre di tutte le leghe», la definì il fondatore, Franco Rocchetta. Uno dei cospiratori, secondo i magistrati. Ora costretto agli arresti domiciliari. (Anche se non mi riesce di immaginarlo nei panni del para-terrorista.) L’insorgenza della Liga, anticipò la diffusione e l’affermazione della Lega in tutto il Nord. Ma annunciò anche la crisi della Prima Repubblica. Perché erose e, in seguito, sgretolò le fondamenta del partito che aveva governato, da sempre. La Democrazia Cristiata na. La geografia della Liga ricalca, infatti, quella della DC. E segna, dunque, il passaggio di questa …

Approvata la riforma delle Province

Un nuovo patto nel paese per migliori servizi. “Fra i molti importanti passaggi del disegno di legge Delrio mi preme sottolinearne due. Il primo è la creazione delle città metropolitane . Se ne parla dal testo unico sugli Enti Locali del 2000, ma fino ad ora si è fatto un elenco di nomi e basta. Oggi prendono finalmente forma dopo 14 anni di parole. A differenza di quanto detto in modo volutamente sbagliato non si tratta di creare nuovi enti, nuove poltrone. Si tratta invece di una nuova collaborazione, un nuovo patto tra sindaci di comuni vicini per un miglior funzionamento dei servizi a favore dei cittadini”. Lo ha detto fra le altre cose nella dichiarazione di voto in Aula Silvia Fregolent, della presidenza del Gruppo Pd. “Il secondo elemento di novità è la trasformazione delle province in Enti di secondo livello –ha aggiunto Fregolent-. Non si tratta di contenere i costi, ma di dare un nuovo slancio al Paese una nuova energia. Né si tratta di mandare a casa 3000 amministratori, di avere paura …

"Una seria democrazia per i beni culturali", di Pierluigi Panza

La cultura della conservazione sta riscoprendo gli abecedari. Ne sta pubblicando uno, a puntate, la rivista «Ananke» (edizioni Alinea) nei suoi numeri del 2014 e ne pubblica un’altro lo sorico dell’arte Tomaso Montanari per minimum fax (Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà , pp. 128 e 9). Segno che si vogliono fissare dei paletti nel settore. I lemmi dell’abecedario di Montanari declinano le sue posizioni: difesa dell’articolo 9 della Costituzione, affidare allo Stato la tutela dei beni, sottrarre il patrimonio dalla sfera del turismo e contenere l’intervento privatistico. Una visione che Montanari ritiene controcorrente, perché in un arco costituzionale che va da Forza Italia a Matteo Renzi l’Italia punta sulla «petrolizzazione» dei beni e sulle slot-machine come veltroniana zecca per finanziarne la custodia (salvo poi costruire macchine mangiasoldi tipo il Maxxi). Forse controcorrente, ma certo non isolata, visto che Montanari è sodale a quell’élite intellettuale (Settis, Zagrebelsky) ostile al cambiamento stigmatizzata sul «Corriere» di domenica scorsa da Ernesto Galli della Loggia. Credo si debba condividere il richiamo centrale …

"Lavoro, Poletti ascolta ma il decreto cambia poco", di Massimo Franchi

Un incontro interlocutorio. Che ha confermato l’apertura del governo su piccole modifiche – calo da 8 a 6 del numero di rinnovi nel contratto a tempo determinato e il ritorno ad una limitata formazione pubblica obbligatoria per il praticantato – e la chiusura totale sullo stravolgimento degli altri punti del decreto. «Non vuol dire però prendere o lasciare – ha detto Poletti – che non possiamo presentare proposte». Così molto è lasciato al gioco degli emendamenti e delle possibili alleanze trasversali. Sul decreto Lavoro ieri sera si è tenuto l’atteso faccia a faccia fra il ministro Giuliano Poletti e i parlamentari del Pd. La disponibilità all’ascolto da parte di Poletti non si è comunque tramutata in una definizione compiuta e precisa delle possibili modifiche al testo, mentre da parte del partito le varie posizioni – molto critica da parte della minoranza (che però è largamente maggioritaria in commissione Lavoro, 17 componenti su 21 del Pd) e positiva da parte della maggioranza renziana – si tradurranno negli emendamenti che verranno presentati. Il cammino però è ancora …