Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Le nuove tenebre", di Corrado Augias

Mossa calcolata a freddo, sapeva che cosa sarebbe successo. Infatti è successo. Ometto le risposte, fantasie di uomini repressi, oscenità correnti, postribolo. Poi perfino lui dev’essersi reso conto d’aver esagerato e ha fatto sparire la sequela di (banali) oscenità. Battute di quel tipo le sentivamo nei film degli anni Cinquanta, uomini in calore che si sussurravano «Quella bottana è». Lì era satira di costume, qui è in gioco la terza carica dello Stato. Anche il fascismo demoliva gli avversari col ridicolo. Li si imbottiva d’olio di ricino, poi tutti a ridere nel vedere il disgraziato torcersi. Ogni giorno il grillismo scende un po’ più giù, l’attacco alla Boldrini non è certo il livello più basso. Gente di quella risma quando tocca il fondo non ci pensa due volte: comincia a scavare. Davvero non c’è in quelle file di soldatini obbedienti qualcuno che conservi di sé un’opinione un po’ meno umiliante? Quelle faccette pulite, quelle barbette ben curate, quella ragazzette in tailleur, basta davvero così poco a trascinarle a questo livello? Ne ho fatto le spese …

"La scossa di Prodi al premier: non abbia paura, ora tenti una sortita", di Aldo Cazzullo

Professor Prodi, l’Italia vive uno dei momenti peggiori del dopoguerra. E il sogno europeo appare infranto, con la Germania che vuole farla da padrone. «Non è che vuole: la Germania la fa da padrone. E continua per la sua strada, anche se molti osservatori, tedeschi e non tedeschi, pensano che l’eccessivo surplus renda il rapporto di cambio dell’euro insopportabile per gli altri Paesi. Un surplus minore aiuterebbe l’economia di tutta l’Europa». L’euro è troppo forte per noi? «Oggi siamo quasi a 1,40 sul dollaro. Fossimo a 1,10, anche 1,20, saremmo in una situazione ben diversa». L’euro era stato pensato per valere un dollaro? «Più o meno. Ricordo, quand’ero presidente della Commissione europea, gli incontri annuali con il presidente cinese Jiang Zemin. Avevamo dossier alti una spanna, ma a lui interessava solo l’euro. Gli consigliai di comprarne come riserva. All’inizio il valore dell’euro crollò a 0,89 rispetto al dollaro e, quando tornai da Jiang, avevo la coda fra le gambe. Ma lui mi rasserenò subito: “Lei pensa di avermi dato un cattivo consiglio, ma io continuerò …

“Niente politica, solo protesta. E il M5S va in crisi di consensi”, di Carlo Buttaroni

Non è la prima volta. E c’è da scommetterci che non sarà neanche l’ultima. Gli episodi (gravi) di cui si sono resi protagonisti i parlamentari cinquestelle sono solo l’ennesimo riflesso di quel sentimento che Giovanni Sartori ha definito «liquidismo». Rimuovere, cioè, senza avere nulla da offrire, nessun riscatto, nessun annuncio. Solo risentimento. Un processo dove scompaiono le idee e la capacità di progettare il futuro, mentre prevalgono gli insulti, la delegittimazione, le insinuazioni. Occupando quel territorio grigio al confine fra politica e farsa. L’OSTILITÀ VERSO LE ISTITUZIONI L’Italia ha, in passato, vissuto fenomeni simili. Come negli anni del dopoguerra, con l’Uomo Qualunque di Giannini. Anche allora il qualunquismo, come il liquidismo oggi, anziché un insulto sembrava una virtù. Quasi fosse un istinto incastonato nel Dna del nostro Paese, latente fino a quando circostanze particolari lo fanno riemergere, nutrendosi dei problemi irrisolti e degli stati d’animo più deleteri. Un sentimento che si afferma e si diffonde perché il problema è in quel nichilismo tenue che porta a preferire il nulla anziché il cambiamento e che si …

"La prima crepa", di Alberto Statera

Si narra che i “parricidi”, assassini di padri, affini, congiunti venivano chiusi in un sacco con una bestia capace di martoriarli, come un cane, una scimmia o una vipera e gettati “in mare profundum.” Enrico Letta sfaterà forse l’antica leggenda. Dopo aver suscitato, con stile ma fermamente, le dimissioni del presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, collezionista superbo e insolente di poltrone, di onori e anche di denari. Anzi, la sua rapida reazione alle notizie alquanto sconvolgenti sulle multiformi attività del suddetto capo del più grande ente previdenziale d’Europa, coinvolto con tutta la famiglia in attività di ogni genere nelle pieghe di uno Stato corrivo più che distratto, rischia di farne forse un candidato alla qualifica di statista, oggi quasi sempre usata a sproposito. Oltre che ad allentare quella di democristiano a molti carati, che rischia ormai di inseguirlo come una condanna, anche ad opera dell’altro ex democristiano, Matteo Renzi, che per ora governa il Pd con piglio decisionista. Mastrapasqua non è il padre del presidente del Consiglio, né uno stretto congiunto diretto, ma è uno dei …

"Impeachment, difficile prenderlo sul serio", di Marco Olivetti

Il documento con il quale il Movimento Cinque Stelle ha motivato la richiesta di messa in stato d’accusa del presidente Napolitano imputa al capo dello stato sei comportamenti, che configurerebbero un attentato alla Costituzione. Il primo consisterebbe nell’adozione di una serie di atti che, spostando il potere normativo dal parlamento al governo, avrebbero mutato la forma di governo da parlamentare in presidenziale. Se ci si chiede, però, di quali atti si tratti, si vede bene che tutti sono riconducibili alla responsabilità del governo: dall’adozione dei decreti legge, alla reiterazione di uno di essi, alle questioni di fiducia e ai maxiemendamenti. Al presidente, i parlamentari pentastellati imputano evidentemente una mancata vigilanza su questi atti governativi. Ma essi dimenticano che proprio un ruolo “tutorio” più accentuato del capo dello stato a genererebbe l’alterazione che essi denunciano. Se poi, in casi specifici, vi sono state scelte discutibili del presidente, si tratterà, semmai, di singole violazioni della Costituzione, per le quali, secondo l’articolo 90 della Carta, egli non è responsabile. La seconda accusa consiste nell’aver autorizzato la presentazione del …

"Se si ammala la democrazia", di Michele Ciliberto

In questi giorni, sono molti a criticare i comportamenti e le scelte del Movimento cinque stelle, ed è giusto. La gazzarra che i suoi rappresentanti hanno inscenato in Parlamento non ha molti precedenti e va condannata con severità, come ha fatto opportunamente anche il presidente della Repubblica. Non sembra però, leggendo i giornali o ascoltando le reazioni, che si sia capito cosa è veramente in gioco e cosa sia alla base di quei comportamenti. Come avviene in genere da noi, si parla subito, e in modo generico, di fascismo o di rigurgiti di tipo fascista. È la stessa reazione infatti che in molti hanno avuto anche nei confronti di Berlusconi e del berlusconismo, presentandoli, appunto, come una nuova forma di fascismo. Sono un’analisi e un giudizio sbagliati in entrambi i casi. Il che non toglie che Grillo e Berlusconi abbiano elementi in comune, ma di natura assai diversi. Sono entrambi un frutto della lunga, e profondissima, crisi della nostra della democrazia parlamentare, arrivata ormai a un punto di estrema gravità: o si riesce, infatti, a …

Duello sulla legge elettorale: "Io realista, i tuoi sistemi ideali non sono attuabili", di Roberto d'Alimonte

Sì, è vero. Lo confesso. Ho il difetto di distinguere il fattibile dal desiderabile. Mi piacciono i collegi uninominali maggioritari a due turni. Ho qualche dubbio, che Sartori non ha, sul semi-presidenzialismo francese, che per altri studiosi è in realtà un iper-presidenzialismo. Ma sulla bontà dei collegi francesi non ho dubbi. Vorrei che fossero il perno del nuovo sistema elettorale italiano. Purtroppo però sono certo che hic et nunc questo mio desiderio è irrealizzabile. Lo è per ragioni politiche, non prive di una base empirica, che a Sartori evidentemente sfuggono. er questo lascio perdere le sue «soluzioni esatte» e preferisco cercare di capire e di suggerire quali modifiche migliorative dello status quo siano realisticamente praticabili oggi e non domani. Perché l’Italia ha bisogno non di proposte su sistemi elettorali «esatti», ma di una riforma che, per quanto imperfetta, sostituisca il proporzionale che ci ha regalato la Consulta con un sistema più funzionale e che allo stesso tempo trovi in Parlamento i voti per essere approvato. In questo sta il mio peccato come consigliere del Principe. …